Musica

Erasure: il Natale diventa elettronico

Che cosa ci fanno i re del synth pop britannico alle prese con White Christmas? Ascoltate Snow Globe, il nuovo sorprendente cd di Vince Clarke ed Andy Bell

La cover di Snow Globe – Credits: Spingo

È notte, c'è neve dappertutto e i fiocchi continuano a scendere. Mentre una luce fatata rischiara il bosco, una voce inconfondibile inizia a cantare. È quella di Andy Bell, quella che ha firmato tutti i successi degli Erasure, la band elettronica nata negli Anni 80 che da allora è entrata e uscita dalle chart inglesi e mondiali con una certa regolarità. Stavolta però c'è qualcosa di inusuale, perché il brano in questione è Gaudete, un canto sacro del Natale, per quanto rivisitato in chiave pop.   

 

Si tratta del primo singolo, uscito il 16 dicembre, di un album altrettanto sorprendente per i fan del gruppo: Snow Globe, nei negozi da qualche settimana. Una carrellata alla maniera degli Erasure delle melodie più tipiche delle feste, da Silent Night a White Christmas fino a Silver Bells... Chi l'avrebbe mai detto: quella che con un'immagine piuttosto abusata si definisce «la magia del Natale» ha contagiato anche gli Erasure. Non proprio due chierichetti a caccia di notorietà; la mente del gruppo è infatti Vince Clarke, un vero pioniere dell'elettronica, membro della prima formazione dei Depeche Mode, prima, e fondatore degli Yazoo, poi. Un genio che da 28 anni ha affidato a Bell il compito di trasformare in canto le sue intuizioni.

Detto che Snow Globe è disponibile anche in una versione de luxe in cofanetto che contiene altri due cd (uno ricco di contenuti acustici e strumentali e l'altro registrato durante uno show radiofonico), e che il secondo singolo Make It Wonderful è atteso per il 24 febbraio del nuovo anno, lasciamo la parola a prorpio a Vince Clarke; a lui, al telefono dalla sua casa di Brooklyn, il compito di raccontare la genesi di questa nuova "provocazione".

Allora, Vince, che cosa succede? La svolta mistica non se l'aspettava nessuno?

"Si tratta di una scena esclusivamente musicale: trasformare in qualcosa di personale una musica molto semplice come struttura ma, al tempo stesso, estremamente difficile da interpretare a modo nostro. Alla base di tutto c'è il piacere di suonare, di fare questo lavoro meraviglioso che ti permette ogni volta di compiere un piccolo miracolo: entri in una stanza senza niente, ed esci dopo un'ora con una canzone nuova o, come in questo caso, rinnovata".

Mi sembra di capire che, dopo 35 anni di lavoro, non si è ancora stancato...

"Al contrario, mi diverto moltissimo e mi considero un uomo molto fortunato, perché faccio esattamente quello che mi piace di più. E poi, alla base di tutto, c'è il fatto che noi non vogliamo sorprendere gli altri, ma soprattutto noi stessi".

Che effetto le fa essere considerato un'icona del pop elettronico?

"Mi fa sorridere, ma non ci faccio caso. Il nostro mondo vive di etichette e formule, ma io mi sento solo un musicista che considera la melodia il cuore di tutto".

Lei e Andy Bell lavorate insieme da 28 anni: qual è il segreto del vostro affiatamento?

"Due, molto semplici: condividere la stessa passione e non stancarsi mai di lavorare in studio di registrazione".

State già preparando qualcosa di nuovo?

"Abbiamo in mente un progetto con Ronan Keating, ma per ora preferisco non entrare nei dettagli".

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