Mi piace Emma. Apprezzo la sua musica. Il suo ultimo disco "Adesso" credo sia tra i più interessanti pubblicati nel panorama musicale del nostro paese dello scorso anno. Ma, lo ammetto, per certe cose mi trovo ad essere pieno di pregiudizi. Uno di questi: perchè un artista dovrebbe scrivere un libro? Non basterebbe la musica per raccontarsi? Poi ho letto "Dentro è tutto acceso" di Emma (scritto insieme al giornalista Gabriele Parpiglia che ha fatto un ottimo lavoro). E, sì, ho cambiato idea.

Conosciamo Emma sotto vari aspetti (differenti tra loro). Innanzitutto - per quanto mi riguarda - per le canzoni, per la grinta e la dolcezza che sa portare sopra ad un palcoscenico. Per lo stupore che riesce a generare. Poi, però, anche per le tante cronache di gossip che in questi anni l'hanno prima raccontata, poi ferita, infine stancata. Per via di tutto questo, è impossibile non conoscerla. Ognuno si sente legittimato ad avere un'opinione su Emma Marrone. Ognuno di noi la conosce. O la si critica o la ama. 


Ça va sans dire: questo è un problema che coinvolge tutte le persone che hanno una posizione di celebrità. E questo è un motivo per cui vale la pena raccontarsi al cento per cento in una modalità inedita: Emma non è un personaggio televisivo o mediatico. Emma è Emmanuela, la ragazza che ha sempre voluto vivere di musica.

In questo libro (Mondadori, 17,90 €) la cantante nata a Firenze si mette a nudo in modo intimo e completo: dall'infanzia segnata dall'ammirazione (e allo stesso tempo dal timore) nei confronti della madre al rapporto con nonna Uccia ("Mi ha insegnato a camminare verso la vita, ma anche come si prepara l'impasto per la pasta fatta in casa"), dal primo bacio in quinta elementare ai primi lavori per guadagnarsi un po' di soldi ed essere finalmente indipendente. 

Le numerosissime fotografie inserite nel libro sono una bella testimonianza di quanto viene raccontato. I temi affrontati sono molteplici: dalla prima band all'arrivo ad Amici, dalla riscoperta del proprio valore grazie a Pino Daniele all'importanza della presenza di Maria de Filippi. Non manca niente: si racconta addirittura la volontà di fare un progetto contro gli stalker da tastiera. 

Ho letto #dentroètuttoacceso di @real_brown. Non me l'aspettavo ma mi ha colpito molto. La mia recensione è su Panorama.it

Una foto pubblicata da Giovanni Ferrari (@giovanniferrar) in data:


Non ha senso elencare in questo luogo tutto quello di cui tratta il primo lavoro editoriale di Emma (che è appena partita con il suo "Adesso Tour": le date qui). Nel caso in cui vi interessasse entrare nella sua storia, con tatto e curiosità, il libro è perfetto. Ma c'è un'ultima cosa: quando un artista vive il proprio lavoro come necessità, come luogo dove raccontare innanzitutto il proprio essere, come sfogo e liberazione, allora non ha niente da nascondere. Solamente qualcosa da tutelare. Ecco perchè un libro può essere un ottimo strumento per spiegare nel dettaglio alcune proprie posizioni e scelte.

Il racconto della storia delle vicende personali di Emma - che, quindi, è il racconto anche della sua musica - dimostra che si può vivere con unità il proprio mestiere. E questo è un punto al quale non tutti arriviamo. Qualunque mestiere facciamo. Lei è Emma sopra e sotto al palco. Ed è per questo che ne è valsa la pena: "Dentro è tutto acceso" è anche un bell'esempio. Un racconto in divenire che - tra ostacoli e vittorie - può essere luce per tante persone. 

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