Musica

"Terza Stagione" di Emis Killa: “Le immagini sono il succo delle canzoni”

Nel nuovo disco un ritorno al rap più crudo. Il 19 ottobre l’artista sarà ospite di Panorama d’Italia a Milano, ore 18 Teatro San Babila

Emis Killa, il nuovo disco è "Terza Stagione"

Giovanni Ferrari

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Terza stagione. Come quella delle serie televisive che oggi vanno tanto di moda. La terza stagione è quella in cui i personaggi sono già conosciuti, è il momento in cui la trama, fitta, supera gli stravolgimenti e arriva a un punto di sintesi. In cui il protagonista ha capito chi è, e qual è la sua missione nel mondo. La terza stagione è quella in cui chi è al centro inizia a ingranare le marce, perché deve solo correre verso il suo destino.

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A pensarla bene, questa similitudine si può applicare benissimo all’ultimo lavoro di Emis Killa, rapper che - dopo “L’erba cattiva” e “Mercurio” - ha deciso di tornare con un disco totalmente rap (esce venerdì 14 ottobre). Sono passati pochi mesi dalla sua esposizione mediatica come giudice di The Voice ma sembra passata un’eternità: “Voglio tutelare la mia immagine. Sono uno che ha anche temi e contenuti forti”, spiega parlando del brano Su di lei. “E forse la televisione mi ha ripulito un po’ troppo. Ho bisogno di sporcarmi un po’ di più, di mettere ancora i piedi nel fango”.

Detto fatto. “Terza stagione” comprende diciassette tracce (numero altissimo rispetto ai dischi a cui siamo abituati) che spaziano tra numerose tematiche. “Questo è un disco meno omogeneo rispetto agli scorsi. È una sorta di compilation anche perché ogni producer ha il suo stile”, ha spiegato. In un album in cui al centro c’è il suono (si percepisce molto), Emis Killa ha avuto il coraggio di parlare di violenza sulle donne e di alcolismo, solo per dirne alcuni: “Per denunciare un fatto non bisogna dire ‘Non fate male alle donne!’, ma bisogna raccontare una storia”. Infatti, il brano 3 messaggi in segreteria “era nato come un brano d’amore, poi mi sono lasciato trasportare e ho capito che potevo affrontare questo tema così crudo. Il succo delle canzoni sono le immagini. È giusto che nelle canzoni ci siano anche questi tragici fatti. È giusto parlarne, ma senza retorica”, ha continuato.


Insieme al rapper, che sarà ospite a Panorama d’Italia il 19 ottobre a Milano (tutte le informazioni a questo link), anche alcuni colleghi. In particolare: Neffa, Jake La Furia, Coez, Giso, Jamil, Fabri Fibra, Maruego. E già che si parla di collaborazioni, Emis si è anche tolto un sassolino dalla scarpa: “Ho provato anche a coinvolgere alcune cantanti donne, ma non c’è stato modo. Qual è il loro problema con il rap?”. E svela anche alcuni retroscena: “Avevo chiesto a Nina Zilli di cantare con me in Parole di ghiaccio e avevo provato a coinvolgere Giorgia per Scordarmi chi ero”. Come possiamo immaginare, niente di fatto. Al punto da spingere il rapper a una battuta: “Permaloso come sono, ora non chiederò più a nessuna cantante di cantare con me. Se lo vorranno, me lo dovranno chiedere loro”. Chiaro?

La copertina del disco vede il rapper su uno sfondo total pink, una scelta che ha fatto sorridere tanti haters: “Ma è stata una scelta completamente casuale. Volevamo chiamare il disco Cult (così come il singolo già uscito in radio, ndr), e il rosa era molto vintage. Dava molto risalto al titolo. Poi però abbiamo cambiato idea sul titolo, ma abbiamo tenuto il rosa. È molto d’impatto”.

Il 20 marzo a Milano (Alcatraz) e il 27 marzo a Roma (Atlantico) il rapper presenterà dal vivo i suoi nuovi brani: “Speriamo di fare una figata. È la parte più bella del mio lavoro”.

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