Emis Killa: "Mercurio", la recensione dell'album

22 ottobre 2013, l'inflazione del rap può portare disastri. Ha dimostrato che abbiamo torto

Alessandro Alicandri

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Alzi la mano chi sentendo "Wow" di Emis Killa, all'inizio, si era giusto un attimo preoccupato! Tra questi c'è anche chi vi scrive, la stessa persona che ha ascoltato (come voi) "Mercurio", il nuovo album di inediti del rapper di Vimercate rimanendone estasiato. È il secondo ufficiale della sua carriera che arriva dopo un disco di platino all'esordio con "L'erba cattiva". Una bella responsabilità.

Emiliano Giambelli, alla fine, ha portato nel primo brano promozionale l'1% delle potenzialità di questo album. Un assaggio di un lavoro che ha al suo interno molto di più di quello che ti aspetti da un ragazzo di soli 23 anni (quasi 24).

Non è un caso che "Lettera dall'inferno" ci abbia fatto tirare un sospiro di sollievo (brividi sulla schiena compresi per un testo che non dimenticheremo) e che il primo singolo ufficiale "Scordarmi chi ero" abbia un arrangiamento stupendo e metriche che ci fa capire una cosa importante. Emis non ha perso nemmeno un po' le sue doti d'autore e di rapper, ricordandosi che il suo pubblico non ha bisogno di sentirsi dire per forza quanti soldi ha e quante ragazze si è portato a letto.

Il successo non l'ha cambiato, lo si capisce da come scrive e da come si presenta al pubblico. Il successo l'ha reso più attento a tenersi stretto quello che ha oggi per le mani in modo geloso. È più attento al pubblico che lo ascolta, anche a chi lo critica e dissente dalla sua attuale popolarità. È in contatto con noi, non è nel suo mondo fatto di superbia (malattia che colpisce tanti rapper famosi, poveri loro).

Ha migliorato la sua scrittura offrendo contenuti , racconto, storia di vita, una forma di auto analisi intima del suo vissuto ma senza rinunciare alla leggerezza che in un album hip hop, in un modo o nell'altro, pretendi.

È così che nasce un brano come "MB45" dedicato a Mario Balotelli e altri pezzi che non faranno scontenti i fan della prima ora, quella di "Keta Music". L'esempio lampante è "Vietnam Flow" con Salmo, "Straight Raydah" o "Blocco Boyz", il brano con il testo più provocatorio e ironico.

Quando hai per le mani un disco così variegato (Grazie agli arrangiamenti di Marco Zangirolami e le basi di Big Fish), non ti resta che scegliere. Tra le collaborazioni presenti nel disco, dove appaiono puntualissimi Max Pezzali e J-Ax, c'è anche Skin degli Skunkanansie. Insieme, a quattro mani, hanno dato vita a "Essere Umano", una delle tracce migliori di tutto "Mercurio" per il suo essere all'esatto confine tra un brano rock-metal, pop e naturalmente rap.

Lo ascolti una volta, lo ascolti due, lo ascolti dieci, e ti rendi conto che ogni brano di "Mercurio" ha un'identità precisa, una riconoscibilità chiara. È bello pensare che nell'epoca del sovraffollamento degli album rap che vengono sempre più ascoltati solo in base ai video su Youtube, ci sia qualcuno in grado di distinguersi alla vecchia maniera: con un album completo, convincente praticamente sotto ogni aspetto. Nessun riempitivo, solo tante buone canzoni.

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