Giovanni Ferrari

-

Uno degli imperativi di un artista è mettersi in gioco. Sempre. Elisa questo lo sa da tempo, e il suo "ON Tour", nel bene e nel male, lo dimostra. Ne è allo stesso tempo prova evidente e pretesto per capire alcune cose. La data di ieri sera al Forum di Assago (la seconda di due) fa emergere punti di forza e debolezze di un percorso che ha portato la cantante di Trieste da album come "Lotus" (2003) e dalla celebre raccolta "Soundtrack '96-'06" (2006) all'ultimo "ON", uscito lo scorso marzo per Sugar Music. La differenza è notevole.

Molto spesso gli artisti mettono da parte alcune sonorità e sperimentano, entrano in nuovi mondi, allargano il loro pubblico. Niente è bianco o nero. Ci sono le sfumature. Che, a seconda di sensibilità, possono risultare piacevoli o meno.

Il concerto al Forum inizia con venticinque minuti di ritardo e l'apertura è strumentale (lei suona il flauto traverso). Un inizio che fa pensare a un ritorno alle sonorità del passato. Ma non è proprio così. O comunque solo in parte. Il disco di rottura "ON" entra nella scaletta, non la sconvolge, ma prende il suo spazio. Così, dopo Bad Habits, arriva la hit No Hero. Solo poco dopo c'è spazio per Stay (pezzo dalla carica emotiva forte), L'anima vola, Eppure sentire e Qualcosa che non c'è (forse l'attimo più emozionante del live: sul palco solo lei e il suo pianoforte). La maggior parte di questi brani sono riarrangiati in chiave rock: un'ottima scelta.


Subito dopo Qualcosa che non c'è, arriva l'ospitata di Stash dei The Kolors. Inizia così il duetto su Me Minus You. Un momento particolarmente apprezzato da una parte del pubblico e visto con diffidenza da un'altra parte, la prova che i fan - dopo gli ultimi esperimenti televisivi della cantante come coach ad "Amici"- appartengono oggi a generazioni completamente differenti. In ogni caso, non c'è stato nessuno sputo sul pubblico da parte del frontman dei The Kolors (vedi MTV Awards). E questa è comunque una nota positiva.

Con The Window, torna l'Elisa-polistrumentista: inizia un momento acustico che prosegue con Broken e con una versione particolare di Ti vorrei sollevare, che però fa perdere al brano attesa e potenza emotiva. Peccato.

Arriva uno tra i momenti più delicati e toccanti (nonostante l'eccessiva luce sul parterre per tutto il live che impredisce di creare un'atmosfera intima ed emozionale): la cover di Almeno tu nell'universo di Mia Martini. Elisa canta seduta per terra, mentre alle sue spalle ne viene proiettata l'immagine, immersa in un cielo pieno di stelle. Stesso discorso per Hallelujah. Peccato solo che, proprio durante l'esibizione nella cover di Leonard Cohen, salti l'audio in tutto il Forum. Una manciata di secondi, che imbarazzo.

• sai, la gente è strana • #elisa #ONtour #almenotunelluniverso

Un video pubblicato da Giovanni Ferrari (@giovanniferrar) in data:


Per tutto il live Elisa è carica, la sua voce è commovente e la sua potenza vocale è notevole. Corre da una parte all'altra del palcoscenico, impreziosito da tre monitor circolari e da un impatto visual che ricorda artisti internazionali. D'altronde lo è. Elisa ricorre spesso al pubblico. Forse troppo. I suoi fan non si fermano un attimo di cantare. Ma su certi ritornelli non ci si può tirare indietro. Mica siamo al karaoke.

Il live (completamente sold-out) continua tra successi del passato e brani del nuovo "ON". Si passa da Labyrinth a Love me forever, da Gli ostacoli del cuore a Rainbow. Un concerto preciso e corretto. Elisa è stata generosa, ma non impeccabile. Come invece accade di solito.

© Riproduzione Riservata

Commenti