Gabriele Antonucci

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Gli Earth, Wind & Fire, nati a Chicago nel 1969, sono ancora oggi, a 50 anni dal loro debutto, uno dei gruppi più influenti e celebrati della storia della musica black, non solo per i 90 milioni di dischi venduti.

Il soprannome impegnativo, ma corretto nel merito di «Beatles neri» non è dovuto solo alla loro splendida versione di Got to get you into my life dei Fab Four, ma per l’importanza che ha avuto la band capitanata per anni da Maurice White (morto nel 2016) nell’evoluzione della musica afroamericana.

Prima di loro la musica “nera” era divisa in compartimenti stagni fra soul, funky, rhythm & blues e jazz.

Il sound inconfondibile degli Earth Wind & Fire , un funk-soul impreziosito da una portentosa sezione di fiati e da impasti vocali di matrice gospel, ha abbattuto per primo gli steccati di genere, trasformando queste influenze in un caleidoscopio di suoni e di ritmi.

Il nome del gruppo, la cui prima formazione risale al 1969, è presto spiegato: il suo fondatore Maurice White era del segno zodiacale del Sagittario, segno di fuoco, ma influenzato anche dagli elementi della terra e dell'aria. Per questo motivo manca nel nome del gruppo il fondamentale elemento dell’acqua.

Cantante, compositore, percussionista e produttore, White ha trasferito nelle canzoni le sue passioni per l’astrologia, l’Antico Egitto, la metafisica e la spiritualità africana.

I 23 album degli Earth,Wind & Fire sono sempre stati caratterizzati da coloratissime copertine, disegnate da fior di artisti, con simbologie singolari come fenici e piramidi.

Altri punti di forza del gruppo sono le complesse strutture armoniche dei brani e gli straordinari arrangiamenti vocali, resi possibili dall’inconfondibile falsetto di Philip Bailey.

Basti pensare a capolavori come Fantasy, September, Boogie Wonderland, In the stone», Shining star, That’s the way of the world, Reasons e After the love has gone, ancora attualissimi nonostante gli oltre quarant'anni di età, per apprezzare la magia degli Earth, Wind & Fire. Una magia ancora viva  e presente nel 2019.

Il 21 giugno Bailey ha pubblicato il nuovo, ecellente album solista Love will find a way, un gioiello di classe e groove che è una ventata d'aria fresca nel deprimente panorama musicale contemporaneo, dominato da trap monocorde, indie-pop dozzinale ed esiziali ritmiche latineggianti.

Philip Bailey, con il suo inconfondibile falsetto di rara espressività, ha raggiunto il successo anche solista con due fortunati album a proprio nome: Easy Lover e Walking on the Chinese Wall.

Non è da meno, anzi, è ancora più ricco e maturo l'ultimo lavoro Love will find a way, realizzato al fianco di alcune della più straordinarie personalità del jazz contemporaneo: affermati talenti come Robert Glasper, Christian McBride, Kamasi Washington, Bilal, Lionel Loueke, Derrick Hodge, Casey Benjamin – e vere leggende che rispondono al nome di Chick Corea e Steve Gadd.

Il singolo di lancio, l'irresistibile Billy Jack che apre il disco, è stato scritto dal leggendario Curtis Mayfield e prodotto da Robert Glasper e dallo stesso Bailey.

Da qualche anno si è creata una diaspora nel gruppo con gli Earth Wind & Fire original, in cui militano Philip Bailey, Verdine White e Ralph Johnson, e gli Earth,Wind & Fire experience, guidati dallo storico chitarrista Al McKay, she saranno protagonisti di due concerti a Roma il 3 luglio (Ippodromo delle Capanelle, in apertura i Frankie & Canthina Band) e a Porto Santo Stefano il 5 luglio (Piazza Centrale).

Dopo lo stop che si autoimposero nel 1983 e le mai confermate voci, protrattesi all’infinito - di un ritorno sulle scene, Al McKay il pluripremiato chitarrista della band, ha rimesso insieme la band con quei compagni originali della prima ora che avevano ancora voglia di percorrere la strada già tracciata sin dall’inizio degli anni ‘70.

La poderosa sezione fiati, composta dai membri originali, oltre che da quelli dei Doobie Brother e Tower of Power, insieme alla incessante sezione ritmica, offrono alla chitarra di Al McKay il tessuto musicale ideale per far sognare e ballare tutti gli appassionati di musica funk-soul.

Nella band spicca l’ottimo trio di cantanti-ballerini formato da Devere Duckett, Claude Woods e Tim Owens che, per voci e dinamismo, non farà rimpiangere gli originali.

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