Musica

Il duo Fresu-Petrella tra jazz e astronomia

I due jazzisti suoneranno domani al Museo delle Scienze di Trento mentre Roberto Battiston svelerà i segreti dell'Universo

Paolo Fresu e Gianluca Petella

Gabriele Antonucci

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Dalle galassie più remote arrivano i suggestivi suoni delle stelle pulsar, echi di mondi lontanissimi, che gli astronomi   ascoltano e registrano attraverso i radiotelescopi. Suoni che stupiscono per la loro armonia e musicalità.


Il legame tra astronomia e musica non è nuovo, basti pensare a brani come Astronomy Domine e Interstellar Overdrive dei Pink Floyd, ma è sempre ricco di fascino.


Si preannuncia un’esperienza di forte impatto emotivo lo spettacolo Not(t)e al MUSE, mercoledì 10 dicembre alle 20.45 presso il Museo delle Scienze di Trento, evento multimediale che avrà per protagonisti due tra i migliori jazzisti europei: Paolo Fresu e Gianluca Petrella.


Il trombettista sardo e il trombonista piemontese, che hanno suonato insieme anche nel recente Brass Bang! accanto a Steven Bernstein e Marcus Rojas, uniranno i loro talenti in un’avventura musicale nel segno della creatività e della contaminazione fra  improvvisazione jazz e divulgazione scientifica.


Il concerto sarà intervallato dagli interventi scientifici di Roberto Battiston, Presidente dell’A.S.I (Agenzia Spaziale italiana) e verrà accompagnato da animazioni multimediali e da immagini legate ad eventi astrofisici di forte impatto visivo.


Per rendere ancora più immersiva  e sinestetica l’esperienza di Not(t)e al MUSE, gli spettatori ascolteranno il concerto in modalità silent disco, ovvero attraverso l’uso delle cuffie, per apprezzare in modo avvolgente le interpretazioni musicali e le spiegazioni scientifiche che le hanno ispirate.


“Il jazz, per quanto sia musica improvvisata, ha una struttura importante” -sottolinea Paolo Fresu- “Si improvvisa all'interno di una griglia molto rigorosa. Il legame con la scienza però va oltre, investe l'acustica, la qualità dell'aria che fa muovere il suono. La musica guadagna molto quando la scienza si mette al suo servizio, probabilmente però anche la musica dà un contributo alla scienza. Sicuramente il jazz, se vogliamo parlare di ‘ricerca', è una delle musiche che ‘cerca' di più. È una musica che si guarda intorno, indaga, sviluppa, costruisce e prende direzioni diverse che poi confluiscono in una”.


La serata, che rientra negli appuntamenti collaterali della mostra Oltre il limite. Viaggio ai confini della conoscenza,  è organizzata da MUSE Museo delle Scienze, INFN Istituto Nazionale di Fisica Nucleare, con il sostegno di Agenzia Spaziale Italiana, Agenzia Spaziale Europea, CERN, la collaborazione di Fondazione Bruno Kessler e Università di Trento.


Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito www.muse.it.

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