Dido: "Ricomincio da me (con l'aiuto di Eminem)" - Intervista

Con la complicità del rapper ha venduto quasi 40 milioni di dischi. Ora torna sulla scena con un greatest hits e molti progetti

La cover dell'album di Dido – Credits: Ufficio stampa Sony

Alberto Rivaroli

-

Ha venduto quasi 40 milioni di album, ma per entrare nella storia musicale le è bastata una strofa: "My tea's gone cold I'm wondering why / I got out of bed at all". Stiamo parlando di Dido e di Thank you, il brano che - campionato da Eminem nella superhirt Stan - ha consegnato (anche) la bella cantante inglese all'Olimpo.

Era il 2000, e di cose ne sono successe da allora: dopo il boom dei primi due album (No angel, il primo, ha toccato quota 21 milioni di cd, mentre il successivo Life for rent si è fermato, si fa per dire, a 14), Dido ha segnato un po' il passo. Solo in sala di registrazione, però, perché la sua vita privata va a gonfie vele: poco più di due anni fa è diventata mamma di Stanley, e per un po' è stata ben felice di pensare solo a pappe e pannolini. Oggi però è di nuovo in pista: la scorsa estate, al festival di Reading, ha duettato con Eminem (naturalmente in Stan) e oggi propone un Greatest hits (nei negozi dal 25 novembre) che dà il via al secondo tempo della sua vita artistica.

Allora, Dido, che effetto le fa questo tributo alla carriera? In fondo ha solo 41 anni...

Quando la Sony me lo ha proposto, la prima reazione è stata la sorpresa: in effetti non ci avevo mai pensato. Poi però mi sono abituata all'idea e devo dire che la cosa mi ha lusingato. Se mi guardo alle spalle vedo un'avventura pazzesca: ci sono stati alti e bassi, ma me la sono goduta fino in fondo.

Il suo best of è un progetto in grande stile, composto da ben due cd.

Sì, il primo contiene le mie canzoni più conosciute, da Thank You a Here with me, da White Flag a Stan, con l'aggiunta dell'inedito NYC. Il secondo imvece riunisce una serie di remix firmati tra gli altri da Timbaland e da mio fratello Rollo (produttore ed ex leader dei Faithless, ndr).

Qualche tempo fa lei ha ammesso molto onestamente in un'intervista con la stampa inglese di aver subito un blocco creativo in concomitanza con la nascita di suo figlio.

L'ho detto perché era vero, e non mi sembrava qualcosa di cui mi dovessi vergognare. Era più che altro una constatazione: io ho sempre scritto meglio nei momenti bui e, visto che grazie al cielo ora sono felicissima, ho dovuto imparare a trarre ispirazione dalla gioia anziché dalla malinconia.  Per fortuna, tra le cose che sono cambiate con l'arrivo di Stanley, c'è anche la mia percezione della musica e del lavoro. Adesso comunque il blocco è passato, e ho imparato a comporre anche se non sono giù di corda.

Quando ha inciso Stan con Eminem, si è resa subito conto che stava succedendo qualcosa di irripetibile?

Se si riferisce al successo del brano, devo dire di no: la reazione del pubblico è stata superiore a ogni aspettativa. L'incontro con Marshall (Marshall Mathers è il vero nome del rapper di Detroit, ndr) invece è stato emozionante. Ci siamo visti per la prima volta il giorno prima della registrazione, e devo dire che mi ha colpito molto: una persona adorabile, che ha fatto di tutto per mettermi a mio agio.

E la scorsa estate vi siete ritrovati sul palco a Reading.

Il suo invito mi ha fatto piacere: era da tanto che non ci vedevamo, ma ho ritrovato lo stesso ragazzo adorabile di tanti anni fa.

Ha in programma un tour per promuovere Greatest hits?

No. Adesso mi metto a lavorare al nuovo album di inediti, che vorrei far uscire l'anno prossimo, poi magari torna a fare concerti. Con l'occasione mi piacerebbe cantare anche in Italia: ci sono stata tante volte, ma non sono mai riuscita a vedere la Sicilia. Mi hanno detto che è meravigliosa.

© Riproduzione Riservata

Commenti