Musica

"Il diavolo è gentile": l'esordio di Rakele

Tutto sul primo disco della cantante che si è fatta notare a Sanremo nelle Nuove Proposte - Intervista

Rakele

Giovanni Ferrari

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Ha ancora diciannove anni ma ha già le idee ben chiare. Vuole fare la cantante: è sempre stato il suo sogno. E per la prima volta quest'anno ha potuto presentarsi sul palcoscenico più ambito d'Italia, nella sezione "Nuove proposte" di Sanremo 2015 con la sua Io non lo so cos'è l'amore.

Oggi, a distanza di alcune settimane dall'esibizione all'Ariston, ha un nuovo traguardo da festeggiare: è nei negozi il suo primo disco "Il diavolo è gentile" (Carosello Records). Questo progetto è il frutto del lavoro della stessa Rakele (Carla Parlato all'anagrafe) con alcuni produttori d'eccezione, come Bungaro e Cesare Chiodo. Oggi pomeriggio Rakele ha avuto modo di presentarlo in anteprima al suo pubblico, alla Feltrinelli di Napoli.

L'abbiamo raggiunta per capire come è nato questo importante progetto.


Innanzitutto sei soddisfatta della tua esperienza a Sanremo? Sei riuscita a farti conoscere completamente?

Sicuramente Sanremo mi ha dato la possibilità di far conoscere a tanti chi sono. Proprio per alcune caratteristiche del Festival, forse non sono riuscita a farlo fino in fondo, ma credo sia normale. Mi rendo conto che devo cercare di abbattere certi filtri per arrivare completamente al pubblico.

Il secondo singolo estratto de "Il diavolo è gentile" è Si chiudono le labbra. Perchè questa scelta? Cosa ti lega a questa canzone?

Ci tengo particolarmente. Parla di un addio e di un'emozione che non può essere rivissuta. In sintesi: spiego che ci si può ancora emozionare, ma ci sono alcune sensazioni che restano per sempre. Parlo di un continuo divenire. E per questo motivo la canzone mi rappresenta molto. Tutti i pezzi che canto sono legati a qualcosa che ho vissuto. Ed è bellissimo quando qualcuno si immedesima in quello che scrivo e canto.

La copertina del disco di Rakele

La copertina del disco di Rakele – Credits: Ufficio Stampa

Perchè hai intitolato l'album "Il diavolo è gentile"? Come è andata la preparazione del disco?

Il diavolo è gentile è uno dei dieci inediti. È una sorta di sfogo, provocazione, rivolta a una realtà fatta sempre più di apparenze piuttosto che di essenze. Il diavolo è gentile parla della superficialità e del pregiudizio. E racconta di una storia d'amore dove io resto delusa. 

Chi sono i tuoi riferimenti a livello musicale nel panorama italiano?

Mi piace molto Jovanotti. Credo sia decisamente moderno: ha un'abilità pazzesca di scrivere con semplicità ma senza cadere mai nella banalità. 

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