Tanti auguri a Dave Gahan, carismatico frontman dei Depeche Mode, che oggi festeggia i 54 anni, di cui 35 alla guida del trio cult dell’electropop.  

C’erano una volta il rock e l’elettronica, due mondi a parte con propri codici e stilemi. Nessuna possibilità di compromesso o di ambiguità: o abbracciavi l’uno o seguivi l’altra. I primi a infrangere queste barriere e a unire con la loro musica pubblici completamente diversi sono stati i Depeche Mode.

Il trio di Basildon, formato da Dave Gahan, Martin Gore e Andy "Fletch" Fletcher(Vince Clarke lasciò subito il gruppo per fondare gli Yazoo)è da trentacinque anni sulla cresta dell’onda, nonostante i litigi interni e i ben noti problemi di droga e di depressione del frontman, che nel 1996 ha tentato perfino il suicidio. Chi ha assistito allo spettacolare Delta Machine Tour del 2013, che ha totalizzato 2,4 milioni di spettatori in 32 paesi,  ha visto un gruppo in piena salute, con un Dave Gahan rigenerato dalla dieta vegana.

Oltre all’attività di frontman dei Depeche, il cantante si è diviso tra la carriera solista e il side project Soulsavers. Nel 2003 esce il suo primo lavoro da solista, Paper Monsters, scritto in collaborazione con Knox Chandler, a cui fa seguito un tour negli Stati Uniti e in Europa. Dallo stesso tour verrà estratto un DVD ufficiale chiamato Live Monsters, testimonianza della seconda data tenuta da Gahan all'Olympia di Parigi. Il secondo album a nome Dave Gahan, Hourglass, è uscito a ottobre del  2007, anticipato dal singolo Kingdom: un lavoro più maturo del precedente, che riscuote maggiori consensi di critica e pubblico.

Dal 2012 il cantante è attivo nel side project Soulsavers insieme a Rich Machin. I brani del nuovo album Angels & Ghosts del 2015, il seguito dell’acclamato The Light the Dead See del 2012, ha segnato un’evoluzione del loro sound, con alcuni elementi di matrice gospel e blue in continuità con Delta Machine dei Depeche Mode. I brani, nati attraverso lo scambio di demo e di idee dai propri studi a Manhattan e nella campagna inglese, sono accomunati da raffinate orchestrazioni e dal forte impatto live. Tra Dave Gahan e Rich Machin l’intesa è perfetta, come ha rivelato l’applauditissima esibizione dello scorso novembre al Fabrique di Milano.

“La voce è la stessa in entrambi i progetti, ovviamente -ha sottolineato Gahan in un incontro con la stampa a Milano- ma nei pezzi dei Depeche scritti da Martin Gore devo entrare nella canzone, lui non mi dice mai come devo interpretarli e si fida al 100% di me, ma se non avessi fatto due dischi con Rich non sarei in grado di lavorare  e di scrivere con i Depeche Mode. Non fraintendetemi, mi piace moltissimo lavorare con loro, ma come artista mi piace rischiare tutto, buttarmi in acqua, sono stato fortunato a lavorare con persona diverse e incredibili”.

Per celebrare i suoi 54 anni, vi proponiamo di seguito le dieci canzoni che hanno fatto la storia dei Depeche Mode, una delle band più influenti degli ultimi trent’anni.

 1) I just can’t get enough (1981): Irresistibile quanto semplice brano dance, avversato dai fan del periodo più dark dei Depeche Mode. I just can’t get enough è ancora oggi una hit contagiosa, in grado di risollevare qualsiasi party e di incendiare le grandi arene all’aperto. Un concentrato di buonumore.

 2) Everything counts (1983): Il brano, che bacchetta marketing e capitalismo,  segna la svolta dalle tastiere pop agli algidi suoni industriali, che negli anni successivi diventeranno uno dei marchi di fabbrica dei Depeche Mode.

 3) People are people (1984): Usata recentemente per lo spot di una nota marca automobilistica, People are people parla dei pregiudizi contro le persone di un'altra razza. Una canzone che fa muovere le gambe e il cervello.

 4) Somebody (1984): Un suggestivo battito cardiaco introduce questa magnifica ballad, cantata da un Martin Gore in stato di grazia, il cui testo, malinconico e romantico, sarebbe in grado di sciogliere perfino un iceberg. Un piccolo capolavoro.

 5) Strangelove (1987): Gli amori non convenzionali sono una costante della produzione del trio inglese. Strangelove è uno degli esempi più fulgidi.

 6) Personal Jesus (1990): Violator è considerato universalmente il capolavoro dei Depeche Mode, oltre ad essere il loro album che ha venduto di più. Il primo singolo estratto è stato Personal Jesus, accusato di blasfemia, il cui testo fu ispirato dalla lettura del libro Elvis and me di Priscilla Presley.« È una canzone relativa  all'essere importante come Gesù per qualcuno – ha sottolineato Martin Gore- qualcuno che ti dia speranza e importanza».

 7) Enjoy the silence (1990): Il secondo singolo di Violator è ancora oggi uno dei brani più amati dai fan dei Depeche Mode, grazie anche all’indimenticabile video diretto da Anton Corbijn, protagonista Dave Gahan  travestito da re e con in mano una sdraio, iconografia ispirata al Piccolo principe di Antoine De Saint-Exupery. L'idea di Corbijn era quella di mostrare un  re che possedeva tutto, ma che in realtà cercava solo un posto dove riposarsi.

 8) I feel you (1993):  Primo singolo estratto dell'album Songs of Faith and Devotion, la canzone ebbe più successo in America che in Inghilterra. Assieme a Condemnation, I feel you è uno dei brani preferiti da David Gahan.

 9) Home (1997): Martin Gore ha cantato poche canzoni dei Depeche Mode ma,  lo conferma l’eccellente Home, ogni volta ha lasciato il segno. La canzone arrivò prima in classifica in Italia, mentre in Inghilterra si fermò solo al ventitreesimo posto.

 10) Precious (2005):  Nel 2003 i componenti dei Depeche Mode presero strade diverse per un breve periodo a causa degli impegni solisti, ma nel 2005 l’album Touring the Angel segnò l’ennesima resurrezione del terzetto di Basildon. Le parole della canzone, scritte da Martin Lee Gore, raccontano la difficile situazione familiare dei suoi figli e il divorzio.

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