Musica

Intervista a Danti: "Imparo da Fiorello e canto con Giuliano Palma"

Il rapper e autore milanese presenta il nuovo video "Last Night" e racconta la sua esperienza a Edicola Fiore - L'intervista

Danti

Matteo Politanò

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Danti è l'esempio vivente di come ogni sogno possa realizzarsi. Basta crederci, lottare e investire sulle proprie idee senza risparmiarsi. Lui, al secolo Daniele Lazzarin, ha iniziato a farlo fin dai primi anni 2000. Voce dei Two Fingerz, duo rap formato con il produttore Roofio, negli ultimi anni Danti non si è fermato un secondo, intuendo prima di tanti suoni e tendenze vincenti.

Cantante, autore, inviato in tv e deus ex machina per tanti artisti. È lui ad aver scritto i testi di Andiamo a comandare di Fabio Rovazzi e anche quelli di alcune canzoni di J-Ax e Fedez. In parallelo non ha smesso un secondo di produrre musica, la sua musica: pazza e originale come i suoi capelli colorati, memento della carriera da parrucchiere.

È uscito oggi il suo nuovo singolo Last Night, progetto in collaborazione con Giuliano Palma che conclude una serie iniziata lo scorso marzo: Il campione (a perdere tempo), Kill Bill feat. Giulia Penna, Lamborghini, Divieto di Sosta feat. Giaime, Solo per te feat. Jack Jaselli e Karmadillo feat. Tormento & Caneda ed Enjoy (un caxxo), la canzone notata da Fiorello che lo ha scelto come inviato di Edicola Fiore, una nuova esperienza con la televisione dopo quella con Hip Hop Tv.

Partiamo da Last Night, come nasce questo brano?

"È uno spaccato di quello che succede oggi sui social network, del concetto "tanto domani non ci sarà", un po' come le storie su Instagram che durano 24 ore. Per me questo è stato l'anno del "fai quel che ti piace", dove mi sono un po' liberato la mente e ho fatto tardi in studio a curare ciò che mi piaceva. Adesso volevo un po' accendere la macchina Danti ma questo non vuol dire che con i Two Fingerz sia finita, anzi!"

Il tuo ruolo nella musica si è evoluto, hai anche iniziato a scrivere testi per altri. Per esempio quelli di Andiamo a comandare di Rovazzi, un artista che hai lanciato...

"Si sono contento. Mi ero reso conto che anagraficamente non potevo più fare le stesse cose di prima. Avevamo dei brani forti e volevamo farli uscire ma c'era bisogno di un'evoluzione. Abbiamo lavorato bene e Rovazzi ha avuto un successo incredibile. Sono canzoni da intrattenimento, dove la componente musicale e video è più importante del testo. Adesso invece mi piacerebbe percorrere questa strada, scrivere canzoni per cantanti e sviluppare al meglio quel connotato pop in stile Ciao dei Two Fingerz."

Come spieghi il successo di Rovazzi?

"È tutta una questione di tempistiche. È come una legge non scritta: se fai le cose "troppo avanti" non è un bene. L'esempio è quello del nostro disco La tecnica Bukowski. Nel 2015 abbiamo pubblicato il brano Lolita dove parlavamo di social network, sembra scritto ieri mattina. Però se anticipi troppo una moda o una tendenza non funziona, bisogna scegliere il momento giusto. Inoltre un prodotto vincente merita anche una cura e una promozione, io non ho mai trovato nessuno che prendesse questo carico al posto mio."

Che cosa intendi?

"A me piace fare le canzoni, non promuoverle! Io sono quello che quando esce un brano grida "Oh ragazzi è uscita la mia canzone!" ma sto già pensando ad un nuovo pezzo... Con i miei progetti ho poca pazienza, sono frenetico e iperproduttivo!"

Hai iniziato anche a lavorare con Fiorello per Edicola Fiore. Come è nata questa collaborazione?

"Sto imparando tantissimo, stare con lui è meglio che guardare centomila tutorial! Lavorando insieme, vedendolo nei fuori onda, capisci perché sia considerato da tutti un grande. Io sono un caotico e credevo che per il successo servisse una tecnica precisa, un metodo studiato e organizzato. Fiore mi ha dimostrato che non è così e mi ha dato speranza: è completamente matto! Nel senso buono del termine naturalmente, ha dei momenti comici improvvisati che ti lasciano a bocca aperta..."

È una sorta di freestyler?

"Ma va... È il capo del mondo! Sapevo che era un grandissimo ma prima di conoscerlo non avrei mai pensato di trovare una persona del genere. Lui aveva passato in radio un mio brano così ho trovato il coraggio di scrivergli su Twitter. Ci siamo incontrati, è iniziata un'amicizia a cui tengo molto e spero che questa collaborazione possa continuare perché abbiamo delle bellissime idee in cantiere..."

Adesso tornerai sul palco con i tuoi nuovi brani?

"Voglio mettere in piedi una situazione dal vivo di livello, sulla promozione non sono forte ma quando penso ad un concerto mi impegno al massimo. Sto pensando a come strutturarlo ma prima di un tour ci sono in arrivo molte altre sorprese..."

Ti senti ancora un figlio del caos?

"Di quel periodo (quello del primo disco in major con Sony "Figli del Caos" del 2007 ndr) mi è rimasta la sensazione beffarda che avevamo provato: pensavo che sarebbe stato il disco della svolta, invece fu solo un bigliettino da visita. Riuscimmo a vendere solamente 832 copie in tutta Italia, un risultato che più di m***a non si poteva ottenere! La cosa che ho capito da quel periodo è che non bisogna demoralizzarsi mai. L'onestà e la serenità premiano, si possono fare marchette per tre anni ma se si insiste e si sceglie una strada il sudore ripaga e dura nel tempo. Sono contento che la nostra originalità venga riconosciuta, ho un bellissimo ricordo di quei tempi. Non siamo cambiati: siamo passati da essere figli del caos al caos più completo!"

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