Musica

Crossroads: i più grandi del jazz in un festival "globe trotter"

Dal 28 febbraio al 2 giugno si esibiranno in Emilia Romagna i più grandi artisti della scena mondiale: da Jan Garbarek a Fabrizio Bosso

Hugh Masekela 6 (di Brett Rubin)

Crossroads è un viaggio attraverso le innumerevoli sfaccettature del jazz moderno e i variegati paesaggi della regione Emilia-Romagna. L'edizione 2015avrà numeri da record, a partire dalla sua durata senza precedenti: dal 28 febbraio sino all'1 giugno. Per la prima volta Crossroads, con oltre tre mesi di programmazione, si estende sino a giugno: 52 concerti in 49 serate, oltre 500 artisti coinvolti e, ancora una volta, migliaia di chilometri da percorrere per seguire la kermesse jazzistica nel suo svolgimento itinerante tra una ventina di città. Il cast artistico offre un'ampia selezione di big senza rinunciare alle nuove proposte. Crossroads 2015 è organizzato come sempre da Jazz Network in collaborazione con l'Assessorato alla Cultura della Regione Emilia-Romagna e numerose altre istituzioni.

 


La prima data di Crossroads 2015 sarà ospitata dal Teatro De André di Casalgrande: qui il 28 febbraio si esibiranno i Cordoba Reunion, formazione tutta argentina raccolta attorno al sassofonista Javier Girotto, da anni sulla cresta dell'onda del latin jazz. La cantante Diane Schuur è la portabandiera di un mainstream venato di virtuosismo (celeberrimi i suoi sovracuti), per l'occasione declinato in forma di omaggio a Stan Getz e Frank Sinatra (Rimini, 17 aprile, Teatro degli Atti). Joshua Redman, col suo trio sax-basso-batteria, incarna un jazz muscolare e vigoroso nel taglio solistico, avventuroso nelle esplorazioni improvvisative (Imola, 21 aprile, Teatro Ebe Stignani). Il sassofonista Jan Garbarek è il creatore di una personale visione lirica (Piacenza, 15 maggio, Teatro Municipale).
 
Ma la più sensazionale sfilata di star si avrà a Ravenna, dove dal 2 all'11 maggio si terrà la nuova edizione di Ravenna Jazz, inserita anche quest'anno nel cartellone di Crossroads. Per ora trapelano un paio di nomi, Dianne Reeves e Gregory Porter (entrambi al Teatro Alighieri, rispettivamente l'8 e il 10 maggio): quanto basta per capire che il calendario di Ravenna Jazz avrà molto da dire (e da far ascoltare) in tema di jazz cantato.
 
Il jazz statunitense compare in numerosi momenti lungo tutto il tragitto geografico di Crossroads: dal dinamismo moderno del quartetto "Fairgrounds" del batterista Jeff Ballard (Parma, 17 marzo, Casa della Musica), alle deliranti e dissacranti avventure dei Sexmob del trombettista Steven Bernstein tra le musiche felliniane di Nino Rota (Lugo, 22 marzo, Teatro Rossini), al recupero di canzoni vintage della vocalist texana Hailey Tuck (Modena, 9 aprile, La Tenda), sino al cantautorato jazz-folk del multistrumentista Raul Midón (Rimini, 25 aprile).


Il cartellone di Crossroads 2015 fornisce inoltre una perfetta fotografia delle variegate espressioni della musica improvvisata italiana, attraverso numerosi appuntamenti di riguardo. Danilo Rea porterà il suo trio con Ares Tavolazzi e David King all'Auditorium Arcangelo Corelli di Fusignano (3 marzo); il trio Guano Padano col suo surrealistico impasto di jazz e rock psichedelico sarà a Modena il 12 marzo; Raiz e Fausto Mesolella faranno rivivere classici del rock, del pop e del repertorio napoletano in sorprendenti arrangiamenti per voce e chitarra (Solarolo, 19 marzo, Oratorio dell'Annunziata); i Manomanouche daranno nuovo lustro all'esuberanza del jazz manouche (Modena, 26 marzo); il trombettista Fabrizio Bosso sarà in "Tandem" col pianista Julian Oliver Mazzariello (Gambettola, 2 aprile, Teatro Comunale/La Baracca dei Talenti); le musiche dei Pink Floyd diventeranno materia di improvvisazione grazie alla pianista Rita Marcotulli

I Quintorigo, rinforzati dalla batteria di Roberto Gatto, esploreranno il repertorio fantasmagorico di Frank Zappa (Russi, 30 aprile, in occasione della Giornata Internazionale UNESCO del Jazz); diretta da Fabio Petretti, l'Italian Jazz Orchestra, col suo vasto organico classico-jazzistico, sarà protagonista di "Angelo Azzurro", produzione originale incentrata sulle canzoni di Marlene Dietrich, con ruoli di rilievo affidati alla cantante Silvia Donati e a Fabrizio Bosso (Forlì, 1 maggio, Teatro Diego Fabbri).
 
Ma Crossroads seguirà anche rotte alternative all'immancabile asse Italia-America. È il caso della cantante brasiliana Paula Morelenbaum, col suo Bossarenova Trio (Massa Lombarda, 20 marzo, Sala del Carmine), di una delle più conturbanti voci del tango argentino, quella di Daniel Melingo (Imola, 23 maggio), e di una vocalist di riferimento assoluto del pop jazzato di più raffinata fattura come l'inglese Sarah Jane Morris, in duo col chitarrista Antonio Forcione (Massa Lombarda, 8 marzo).
 
Oltre a Ravenna Jazz, Crossroads ospiterà all'interno del suo enciclopedico programma altri 'festival nel festival'. Cassero Jazz, a Castel San Pietro Terme, brillerà di strumenti a fiato. La parte finale del cartellone di Crossroads sarà dominata dalle ben dieci serate di Correggio Jazz.

Oltre al già citato Masekela, il Teatro Asioli ospiterà una selezione dei più rappresentativi jazzisti italiani: dal tributo a Don Cherry del policromo ottetto Multikulti del batterista Cristiano Calcagnile (14 maggio) al confronto tra underground e post-bop, portati sul palco in successione dagli Hobby Horse (Dan Kinzelman, Joe Rehmer, Stefano Tamborrino) e dal quintetto Fresh Fish con Daniele Tittarelli e Francesco Lento (il 19), continuando poi con il jazz poliglotta di Pasquale Innarella e Carmine Ioanna, che condivideranno la serata con l'omaggio a John Zorn del quintetto del sassofonista Gabriele Coen (il 20).

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