Concerto del Primo Maggio: la recensione dello show

Momenti memorabili ma anche noia nella maratona musicale romana

La folla del concerto del Primo Maggio (Ansa)

Tony Romano

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C'era una strana atmosfera quest'anno intorno alla maratona romana della Festa dei Lavoratori. Prima l'esclusione di Fabri Fibra, poi il segretario della CGIL, Susanna Camusso, che dichiara: 'Il concertone è segnato dal tempo'.

A dire il vero, le scorse edizioni non avevano brillato per qualità e novità e non è un caso che Elio e le Storie Tese abbiano scritto un brano proprio sul concerto del Primo Maggio, riuscendo, con la solita ironia, a enfatizzare le numerose cadute di stile musicali che da anni caratterizzano la maratona.

Quest’anno la manifestazione è stata presentata da Geppi Cucciari che è riuscita con la sua simpatia, a divertire, ma anche a gestire con delicatezza temi duri, come gli infortuni sul lavoro, oltre a dedicare l’evento a Martina Giangrande, figlia del carabiniere rimasto gravemente ferito nella sparatoria davanti a Palazzo Chigi.

Sotto una fitta pioggia il concerto inizia con l’esibizione dei 6 finalisti di 1MFESTIVAL 2013: aprono i salentini Crifiu, seguiti dagli Aeguana Way, subito dopo tocca agli Almamediterranea, Le Metamorfosi, le Honeybird & the Birdies ed infine i Toromeccanica. Poca fantasia e tematiche già trattate dagli Elii.

Il concertone non riesce a decollare nemmeno quando sale sul palco Enzo Avitabile. L’atmosfera si riscalda un po' con l’arrivo dei Marta sui Tubi che portano in Piazza San Giovanni un pizzico di novità. Grande debutto per una delle rock band italiane più in forma del momento: i Ministri. La loro performance fa centro. Efficaci come sempre gli Africa Unite.

A questo punto inizia la seconda parte dello show. L’apertura è affidata Giovanni Sollima e ai suoi spettacolari 100 violoncelli che offrono una rielaborazione dell’inno di Mameli con citazione di Bella Ciao. Un’ottima esecuzione carica di energia e potenza, di sicuro una delle migliori della giornata.

Un altro magic moment lo dobbiamo a Vittorio Cosma e alla sua Grande Orchestra Rock che accompagna con arrangiamenti progressive alcuni degli artisti del giorno. Il primo brano tocca a Giovanni Gulino, frontman dei Marta Sui Tubi che si cimenta in un must degli Area, Luglio, Agosto, Settembre (nero). Subito dopo troviamo Non mi rompete cantata da Francesco Di Giacomo del Banco del Mutuo Soccorso, gruppo che portò la canzone al successo parecchi anni fa.

Infine tocca a E' Festa della PFM, per chiudere con Un mondo d’amore di Gianni Morandi qui cantata da Niccolò Fabi, in un tripudio di suoni, ritmi e sintetizzatori in fiamme. Un’altra grande perfomance la regala Nicola Piovani accompagnato da Fabrizio Bosso alla tromba, da Giovanni Sollima al violoncello e dalla splendida voce di Tosca.

Arriva Daniele Silvestri che porta sul palco A Bocca Chiusa sottotitolata dal linguaggio dei segni. Max Gazzè si lancia in sei brani tra cui uno splendido duetto con Niccolò Fabi in Vento d’estate, per poi chiudere con il pezzo sanremese, Sotto casa, che smuove il pubblico.

Finalmente arrivano gli Elii (seguiti da Vinicio Capossela, spiazzante e poetico come sempre). Stretti nelle loro giacche a quadri, si dimostrano ancora una volta i Frank Zappa italiani. C'è anche Mangoni nei panni di un improbabile Elvis Presley. Immancabili la Canzone Mononota e il brano più atteso (con Eugenio Finardi) della serata: Complesso del Primo Maggio. Che è fatto di gioia ma anche di noia.

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