#hiphopanorama Club Dogo, nuovo tour e Jake annuncia il disco da solista

E’ partito da Trieste il tour di “Noi siamo il club”, Jake ci rivela: “Ho iniziato a scrivere il mio disco”. L'intervista

I Club Dogo

Matteo Politanò

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Panorama.it ha intervistato in esclusiva i Club Dogo in occasione del Barcolana Music Festival. Nella serata triestina di venerdì scorso è iniziato il nuovo tour del trio milanese che girerà l’Italia fino al 15 dicembre con le date di “Noi siamo il club tour”. Dopo il successo estivo del singolo “Pes” Guè Pequeno, Jake La Furia e Don Joe ci hanno raccontato i tanti progetti in ballo per il 2013.

Nuovo tour e nuove date in giro dell’Italia. Come è cambiato il vostro approccio nei live e quali sono le novità del tour “Noi siamo il club”?

Guè: Abbiamo fatto tantissimi concerti e così come si è evoluta la nostra musica è cambiato anche lo spettacolo che proponiamo. Non per quello che è il nostro approccio al live ma per i contenuti musicali e i set che sono in scaletta. Abbiamo più varietà nella musica e intrecciamo stili diversi, sicuramente “Noi siamo il club” è uno spettacolo più completo rispetto ai tour precedenti.

Solitamente alternate un disco dei Club Dogo ad altri progetti da solisti. Dopo questo tour su cosa vi concentrerete?

Guè: Stiamo facendo moltissime cose, ci sono in ballo davvero tanti progetti. Dischi ma anche collaborazioni e nuove esperienze con il mondo della televisione e del cinema. Soprattutto stiamo lavorando a realizzare alcuni brani per un grosso film italiano (le voci parlano del secondo episodio de “I soliti idioti, n.d.r).

Da tanti anni il pubblico invoca il disco da solista di Jake, sempre tante voci ma ancora nulla. Ci puoi dire qualcosa al riguardo?

Jake: Posso annunciare che l’altro ieri ho iniziato a scriverlo…

Sul web si è parlato spesso del progetto "Dogozilla". Solo voci ma nessuna idea chiara, ci potete spiegare?

Don Joe: Dogozilla è un progetto che sto sviluppando con l'obiettivo di creare un team di produttori per iniziare una serie di collaborazioni con artisti d'oltre oceano. Un modo per promuovere produzioni italiane al 100%. L'idea è ancora in fase di sviluppo ma presso di saranno grandi novità.

Questa estate il singolo “Pes” è diventato un tormentone, come è stato concepito il pezzo?

Guè: Non volevamo fare un tormentone, bensì un pezzo generazionale che descrivesse tanti argomenti in comune delle generazioni di oggi. Abbiamo trovato un campione di un gruppo greco che ci è piaciuto molto e in poco tempo è diventato disco di platino.

Jake:  Siamo stati anche premiati dalla Konami con una sorte di pallone d’oro che celebra il nostro brano. Sono soddisfazioni considerando che noi a Pes ci giochiamo un sacco...

Cosa ne pensate della scelta di Snoop Dogg di cambiare genere musicale e nome diventando l’artista reggae Snoop Lion? In tanti dicono sia stato determinante il “fattore verde”, voi credete si riferiscano al dollaro o alla marijuana?

Guè: Snoop è sempre stato un’artista che ha cambiato molto nella sua carriera, anche questa mossa credo sia una scelta dettata dalla volontà di dare una svolta ulteriore. In generale è un tipo di sonorità che ha già sperimentato più volte e che per il suo stile si presta molto.

Jake: Credo che il “fattore verde” sia relativo al dollaro, Snoop la sa lunga…

La classifica dei rapper più ricchi nel  2012 ha visto al primo posto Dr. Dre con 110 milioni di dollari guadagnati. Lui ha sempre avuto l’occhio lungo sul futuro della musica, voi come prevedete il futuro dell’hip hop italiano?

Guè: La musica italiana sta scoprendo l’hip hop sempre di più e lo sta coinvolgendo anche in ambiti che prima erano tabù. Gli stessi talent come X Factor stanno accettando maggiormente artisti dalle sonorità più hip hop sullo stile del format inglese. Nel frattempo la scena continua ad evolversi ma rispetto a tanti altre realtà del mondo l’Italia è ancora indietro.

Jake: Il momento d’oro del rap italiano è iniziato da poco quindi non si può prevedere cosa ci sarà in futuro. Di sicuro il genere sta crescendo, ha un pubblico sempre più ampio.

Cosa ne pensate dell’esperimento di Spit, si può riproporre?

Guè: Personalmente tutto il discorso relativo al freestyle mi annoia un po’ però è innegabile che sia stato un progetto vincente che ha permesso a tanti altri artisti di farsi notare dal grande pubblico. Non so come possa essere riproposto, magari affiancando i personaggi della nuova edizione a freestyle esordienti per non rifare una replica del primo Spit.

Jake: Spit è stato un successo, potrebbero cercare nuovi freestyler. Di certo Ensi dovrà finire in giuria e non nella gabbia altrimenti non c’è gara…

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