Clementino: 'Non vedo l'ora di suonare negli stadi prima di Jovanotti'

Intervista con il rapper di Mea culpa

Clementino (foto ufficio stampa Universal)

Tony Romano

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Nel corridoio c’è confusione, da dentro una stanza  arriva una voce, risate e ancora risate. Poco dopo entro e mi trovo davanti lui, un ragazzone con un cappello da baseball e un’allegria contagiosa. Clementino, al secolo Clemente Maccaro è diventato in brevissimo tempo uno dei rapper più apprezzati e innovativi del momento. Il suo nuovo disco, Mea Culpa, uscito il 28 maggio è già primo in classifica e segna per Clementino il primo passo importante, firmando finalmente un contratto con una major come la Universal.

‘Quando penso alla gavetta mi vengono in mente le parole del mio caro collega Ensi’, ci racconta Clementino, ‘io non ho fatto la gavetta, ho fatto il Vietnam, vengo dai centri sociali, girando tutta Italia per fare gare di freestyle,  magari dormendo nei posti più improponibili, per farmi conoscere. Adesso finalmente è arrivato il momento di raccogliere quello che ho seminato fino ad ora’. Mea Culpa, che era stato anticipato dal fortunatissimo singolo O vient è un album potente e dalle tematiche impegnate: 'Mea Culpa è un discorso che riguarda un po’ tutti quanti, me compreso, è come un esame di coscienza, cui dovremmo sottoporci un po’ più spesso. Ma ha anche un valore simbolico, le iniziali M.C. infatti sono le stesse del mio nome, (Maccaro Clemente) ma sono anche quelle di Master of Cerimony, l’M.C. è praticamente quello che rappa’, spiega. 'Quindi un Mea Culpa legato ai pentiti nei tribunali, alla politica italiana ma anche ai giovani del sud che non si sono mai spostati da casa per cercare lavoro o una nuova occasione’.

Il disco può anche vantare numerosissime collaborazioni importanti, da Fabri Fibra a Jovanotti, Negrita ed altri: 'Fibra mi ha prodotto il disco e mi ha dato una grande mano per uscire fuori dai circuiti locali, Jovanotti, invece, una volta postò un mio video. Lo ringraziai subito, poi scrissi una canzone, gliela mandai e a lui piacque molto, così iniziammo a collaborare. Anche l’incontro con i Negrita è stato particolare, il pezzo scritto insieme si chiama Buenos Aires/Napoli perché mi era rimasta impressa Rotolando Verso Sud, quando dice proprio Buenos Aires-Napoli'. Ho pensato alle cose che accomunano l’Argentina a Napoli, dal grande Maradona, alla bandiera bianco azzurra con il sole al centro e ho mandato il brano ai Negrita a cui è piaciuto molto e così ci siamo trovati insieme’. Jovanotti l’ha scelto come supporter per aprire i suoi concerti negli stadi: ‘Non vedo l’ora di salire sul palco di Salerno e di Palermo, rispettivamente il 2 e il 6 luglio perché non ci sono mai stato in uno stadio a cantare. L’idea di avere tutta quella gente davanti a te che ti ascolta, che ti guarda, mi fa venire la voglia di spaccare tutte cose, come dicono a Napoli (ride; ndr), infatti porterò sicuramente i pezzi più movimentati per farli scatenare’.

 
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