Gianni Poglio

-

"Credo nella bellezza e nel contagioso benessere che scaturisce da essa". Claudio Trotta, storico promoter, fondatore della Barley Arts, è un uomo straordinariamente tenace che vive di passioni forti. Passioni ed emozioni che ha raccolto nelle pagine della sua autobiografia, No pasta no show, edita da Mondadori Electa. 

Dalle radio libere agli stadi

"Racconto quattro decenni di musica dal vivo in Italia. Quattro decenni che ho vissuto in prima persona fondando dal nulla la Barley Arts. Nel libro, che non è solo una collezione di aneddoti da backstage con i più grandi musicisti del mondo, c'è tutta la mia vita. A partire da mia madre, straordinaria ballerina-contorsionista, per continuare con la mia esperienza nelle mitiche radio libere degli anni Settanta, fino agli esordi della mia creatura: la Barley. Parlo di me, delle mie sfide, degli artisti con cui ho lavorato (da Sting agli Iron Maiden, passando per Guns 'N Roses, Bruce Springsteen, Cure, John Martyn e Ry Cooder, ndr), della battaglia contro il secondary ticketing... In queste pagine ci sono i successi, i ricordi memorabili, le grandi soddisfazioni, ma anche gli inevitabili flop" spiega.

Cosa farò da grande 

Un libro da leggere ma anche da ascoltare. Nelle ultime pagine, infatti, Trotta suggerisce, per accompagnare la lettura, una colonna sonora ideale che va dagli Area a Van Morrison...

"Organizzare è da sempre la mia passione. Al liceo ho promosso rassegne cinematografiche e realizzato ricerche sui carnevali popolari della Lombrardia" racconta, creando un intreccio indissolubile tra la sua vita e l'attività di promoter. "Tornato in Inghilterra dopo il primo tour solista in Italia, Robert Plant mi fece recapitare un mazzo di fiori per ringraziarmi di avergli fatto dimenticare la terribile notte degli scontri e dei lacrimogeni al Vigorelli di Milano, quando nel 1971 i Led Zeppelin furono costretti a sospendere il concerto" ricorda.

"La mia scelta" prosegue "l'ho fatta da tempo. Voglio continuare a organizzare esperienze che rendano la gente felice di partecipare ad eventi collettivi. Con i nostri artisti, gli show, le mostre e i food truck del nostro Festival Streeat". 

"Roma... Dajeee!"

Esperienze collettive leggendarie come lo show di Bruce Springsteen al Circo Massimo di Roma: "Ero nel backstage con Bruce, il suo manager, Little Steven e Fabio Treves. Insomma, tutti lì ad assistere al siparietto di un matto, cioè io, che a voce alta con enfasi recitava il saluto che Bruce avrebbe dovuto rivolgere al pubblico italiano: 'Romaaaa.. Dajeeee'. Non ero sicuro che Bruce lo avrebbe fatto, ma dopo una splendida versione di New York City Serenade si avvicinò a Little Steven chiedendogli: com'è la frase? E la pronunciò scatenando un boato del pubblico. A fine show, Bruce mi ringraziò dal palco. Scattò un caloroso applauso per me, e Bruce, sorridendo, aggiunse: Oh, he has his own fans".

Trotta on Tour 2017: l'autore presenterà No pasta No show a Tivoli il 2 dicembre (Casa delle culture e dell'arte ore 18), a Trieste il 4 dicembre (Caffè San Marco, ore 18,30), a Livorno il 7 dicembre (Villa del Colle, ore 20,15), a Milano Baggio il 15 (libreria Linea di Confine, ore 20,45) e a Como il 20 gennaio 2018 (Teatro Sociale, 18,30). 

Nel video qui sotto: Claudio Trotta dancing in the dark a San Siro

© Riproduzione Riservata

Leggi anche

Bruce Springsteen: lo show di Broadway spiegato bene

Ecco cosa succede realmente sul palco del Walter Kerr Theatre, dove il Boss è impegnato fino a febbraio 2018

Bruce Springsteen festeggia 67 anni con l'album “Chapter and Verse”

Il disco esce oggi, con 5 brani inediti, quasi in contemporanea con l'attesa autobiografia “Born to Run”, nelle librerie dal 27 settembre

Whole Trotta Love: "Vi spiego perché come Bruce non c'è nessuno"

Claudio Trotta rievoca la magica notte del Palamalaguti a Bologna

Commenti