Claudio Baglioni: la recensione di Con voi

Esce il primo album di inediti dopo dieci anni

La copertina di Con voi

Tony Romano

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Claudio Baglioni torna con uno splendido album di inediti, il primo dopo dieci anni. C’è però da dire che in questo tempo non si è risparmiato, regalandoci album registrati dal vivo e raccolte di successi e cover. Con Voi è un progetto importante e ben riuscito e racchiude dodici tracce circoscritte da tre interludi che aprono, dividono e chiudono il disco: Introduzione, Intermezzo e Finale.

Anticipato dall’omonimo singolo uscito il 18 maggio sono arrivate in esclusiva su iTunes a scadenza quasi bisettimanale anche le altre tracce dell’album completando la playlist fino ad oggi. Il disco si apre con la title track dove un Baglioni particolarmente ispirato cavalca il pentagramma salendo e scendendo di ottave con una voce sempre limpida e cristallina. Subito dopo troviamo Dieci Dita dove è inconfondibile l’omaggio ai Procol Harum  e alla loro A whiter shade of pale. Molto bella E noi due la’, brano che ricorda le sonorità anni 90 di quel Baglioni dava alla luce un altro album memorabile come Oltre.

Baglioni è un maestro nel dipingere e descrivere quell’arte che si disperde nella polvere dei ricordi e con una splendida In un'altra vita, ci regala ancora una volta una tenera pagina del suo album di fotografie. Passando dai profumi di tango e Argentina con la sensuale Come un eterno addio, fino alle ritmiche 70’s di E chi ci ammazza arrivamo alla prima metà dell’album separata dal secondo interludio, intitolato non a caso, Interludio. Il viaggio di Baglioni continua con In cammino, per arrivare a Gli anni della gioventù brano che nel mood e nei suoni ci ricorda inevitabilmente quelle Ragazze dell’Est  con la stessa atmosfera di malinconia e dolcezza. Deliziosa Va tutto bene arricchita dalla magistrale tromba di Fabrizio Bosso che conferisce quel tocco di classe in più. Splendida Isole del Sud è dedicata all’isola cui Baglioni è legato da tempo: Lampedusa. Il brano, un vero e proprio inno che ricorda un po’ il lirismo verdiano è dedicato a tutti quelli che sono costretti ad abbandonare affetti e  radici e chiude il disco affrontando un tema drammaticamente attuale, quello dei migranti, uomini coraggiosi pieni di speranza che lottano per un futuro migliore.

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