Claudio Abbado, valori, sentimenti e la perfezione dell'arte

Artista rigoroso e filologico, asciutto e lieve ma con momenti di forte emotività, sempre pronto a promuovere la musica moderna

Claudio Abbado con la pianista Martha Argerich nel 1968 – Credits: (Photo by Erich Auerbach/Getty Images)

Claudio Abbado era considerato uno dei più fini direttori d'orchestra d'oggi. Era artista rigoroso e filologico, con un gusto analitico di grande razionalità e molto personale, asciutto e lieve assieme, ma anche con momenti di forte emotività, e sempre pronto a promuovere la musica moderna, simile un po' a Maurizio Pollini, pianista con cui ha condiviso vari momenti della sua carriera.

Un direttore che è innanzitutto un uomo, segnato tra l'altro dalla malattia e una grave operazione che, ripete sempre, gli ha "fatto capire cosa è importante".
Nominato senatore a vita nell'agosto scorso dal presidente Napolitano, proprio a causa delle sue condizioni di salute non ha potuto svolgere a pieno il mandato, essendo costretto nell'ultima fase della vita a cancellare anche i concerti.

Nella musica ha sempre cercato valori e sentimenti, oltre la perfezione dell'arte, sicuro che possa essere anche salvifica, tanto da essersi dedicato alla creazione di varie orchestre giovanili, affascinato dal modello di El Sistema venezuelano, che - ha detto - gli ha "riconfermato che la musica salva davvero i ragazzi dalla criminalità, dalla prostituzione e dalla droga: facendo musica insieme trovano se stessi" e aver provato a crearlo anche in Italia. Nato a Milano nel 1933 e figlio del violinista Michelangelo Abbado, ha un fratello, Marcello, anche lui musicista, e un figlio, Daniele, regista di opere.
Studia al Conservatorio di Milano fino al 1955 e lavora con l'Orchestra d'archi del padre.

Sono gli anni in cui nasce il suo legame con Vienna dove si reca, tra il '56 e il '58, vincitore di due borse di studio insieme a Zubin Mehta, e dove assiste al lavoro di maestri che vanno da Bruno Walter a Herbert von Karajan. Subito dopo vince il premio Koussevitzky e viene invitato in America, ma decide di tornare in Europa per debuttare nel '59 a Trieste. A dargli comunque fama internazionale nel 1960 è il suo debutto alla Scala a 27 anni, teatro di cui diverrà direttore musicale dal 1968 al 1986, contribuendo in maniera sostanziale ad ampliarne il repertorio, aprendolo alla modernità, dai classici come Stravinski, Berg, Bartok, Schönberg, sino a novità come il grande ciclo 'Licht' di Stockhausen, 'La vera storia' di Berio e 'Al gran sole carico d'amore' dell'amico Luigi Nono.

È la stessa cosa che farà quando sarà scelto nel 1989, dopo aver a lungo lavorato con loro, dai musicisti dell'orchestra più prestigiosa del mondo, i Berliner Philarmoniker, come direttore stabile, sino al 2002. Dal 1986 al 1991 è stato anche direttore musicale della Staatsoper di Vienna e Generalmusikdirektor della Città dal 1987, fondandovi l'anno dopo il Festival Wien Modern dedicato alla musica contemporanea.

Dal 1994 è anche direttore artistico del Festival di Pasqua di Salisburgo. Abbado, oltre ad aver sempre scoperto e sostenuto giovani talenti, ha fondato numerose orchestre giovanili: nel 1978 la Ecyo - European Community Youth Orchestra, nel 1981 la Chamber Orchestra of Europe e nel 1986 la Gustav Mahler Jugendorchester da cui deriva la Mahler Chamber Orchestra, formazione residente a Ferrara. Nel 1992, con la violoncellista Natalia Gutman crea le Berliner Begegnungen, appuntamento in cui musicisti di lunga esperienza lavorano con giovani compositori.

Di rilievo anche le sue registrazioni discografiche, a cominciare dalle due integrali beethoveniane, prima con i Wiener e pochi anni fa, in modo assolutamente nuovo, con i Berliner, cui si aggiungono le integrali di Mahler, Mendelssohn, Schubert, Ravel e Cajkovskij, Prokofiev, Dvorak, senza dimenticare le registrazioni operistiche, il più delle volte sorprendenti e diventate fondamentali reinterpretazioni di classici, da 'Il viaggio a Reims' a 'Il Barbiere di Siviglia' di Rossini, 'Boris Godunov' di Musorgskij, 'Pelleas e Melisande' di Debussy e tante altre sino al suo Wagner con risultati di particolare novita'.
Il 30 agosto scorso era stato nominato senatore a vita dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

All'atto dell'accettazione dell'incarico parlamentare, Abbado aveva dato una risposta dalla quale traspariva la preoccupazione per il proprio stato di salute. Aveva infatti detto di sperare che le sue condizioni fisiche gli consentissero di onorare con impegno pieno il mandato ricevuto. A dicembre aveva rinunciato allo stipendio da parlamentare, devolvendolo alla scuola di Musica di Fiesole per finanziare borse di studio. Dieci giorni fa l'Orchestra Mozart, diretta dal maestro, aveva sospeso l'attività e tutti i concerti di Abbado erano stati cancellati. (ANSA)

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