Dopo il trionfale concerto d'apertura a Piano City Milano 2017, torna in Italia uno dei pianisti più geniali e innovativi di oggi, Jason Beck, in arte Chilly Gonzales, per due concerti imperdibili: venerdì 10 novembre al Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano, nell'ambito del Festival JazzMI, e sabato 11 novembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma.

In entrambi gli appuntamenti, l'eclettico artista canadese proporrà al pianoforte, insieme al Kaiser Quartett, brani estratti da tutto il suo repertorio nel suo stile unico e originale, che lo ha fatto amare da un pubblico di tutte le età.

Chilly Gonzales è un musicista unico nel suo non-genere, nella sua volontà di arrivare al maggior numero di piuttosto che a pochi esperti, nel suo desiderio di essere pop senza rinunciare alle sue ambizioni artistiche, di coinvolgere lo spettatore e avvicinarlo alla sua bruciante passione per la musica grazie alle sue celebri performance, coinvolgenti e sopra le righe, rigorosamente in vestaglia di seta e pantofole su misura.

Il suo multiforme talento si estrinseca in diversi ruoli: abile pianista, spettacolare entertainer, dotato compositore, coraggioso produttore, ma anche rapper spregiudicato e colto saggista, tutto nella stessa persona.

La sua è una musica totale, senza vincoli, né limiti creativi, che si nutre degli ascolti di Satie e Scarlatti, di Eminem e Vado, degli Smiths e del free jazz, di Lionel Richie e dei Bee Gees.

Il Grammy Award e il Guinness dei primati

Il suo eclettismo gli è valso un Grammy Award insieme ai Daft Punk per l’emozionante brano Within, contenuto nell’album-capolavoro Random Access Memory del 2013, e l’ingresso nel Guinness dei primati per la performance solista più lunga di sempre: 27 ore, 3 minuti e 44 secondi per un totale di circa 300 brani eseguiti.

Prima del concerto-monstre, Chilly Gonzales ha dichiarato: "Lo farò per spingere in avanti la mia resistenza musicale e fisica. Credo che la musica sia in parte arte, e in parte atletica e con questo concerto di 27 ore dimostrerò entrambi gli aspetti".

Drake, rimasto stregato dalla musica dell’artista canadese, ha campionato il suo The tourist nel brano Outro, mentre i due hanno poi lavorato insieme per la canzone Take care.

Le prestigiose collaborazioni

Tra le sue numerose  collaborazioni, spiccano quelle  con Charles Aznavour, Peaches, Feist e Jane Birkin, a conferma della sua capacità di dialogare con i generi (e le generazioni) più disparati.

Dopo il suo secondo lavoro pianistico in solitaria Solo Piano II (2012), il musicista ha scritto un libro best seller di pezzi facili per pianoforte, Re-Introduction Etudes (2014), dedicato a chi ha appeso la musica al chiodo e volto a trasmettere, in modo mai banale e didascalico, la passione per la musica e il suo studio.

Gonzales ha poi coprodotto e pubblicato Octave Minds (2014), l'album con Boys Noize dove il piano incontra l'elettronica, per poi concentrarsi nel trovare un risvolto moderno per la musica da camera, come dimostra il suo album con Kaiser Quartett Chambers (2015).

Anche il 2017 è stato un anno ricco di successi e di collaborazioni per Chilly: Jarvis Cocker (nel disco Room 29), Kaiser Quartett, Stella Lepage, Joe Flory, Ibeyi, Francesco Tristano, Daniel Hope, Toddla T, Leonard Cohen Tribute e Bugzy Malone, solo per citarne alcuni.

L'apertura della sua scuola di musica

Un’ottima annata, culminata nella realizzazione di un sogno a lungo coltivato: l'apertura di una sua scuola di musica, giocosamente chiamato Gonzervatory, un workshop di musica che dalla primavera 2018 accoglierà sei studenti selezionati.

Una settimana spesata di masterclass, prove, lezioni di psicologia dello spettatore e umanesimo musicale per comprendere cosa significhi oggi essere un concertista, vivendo insieme un'esperienza di totale immersione nella musica che culminerà in un grande concerto pubblico.

La sua filosofia di vita

Gonzales, che si definisce un “romantico ridotto”, afferma che il suo competitor  principale è uno solo: se stesso.

Il modo migliore per affrontare la competizione, spiega,  è spingersi sempre oltre: nel pianoforte, così come nella vita.

L’unico modo per catturare la musica che lo circonda, fino farla diventare sua, attraverso gli 88 tasti bianchi e neri del suo inseparabile pianoforte.

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