Massimo Di Cataldo e la paura della propria fine

Ecco tutto quello che c'è da sapere sulla carriera musicale del cantautore entrato nell'occhio del ciclone. Uno sguardo complessivo e uno più intenso agli anni dove sembrava sparito nel nulla. Ma niente per lui e per noi, sarà più come prima

Alessandro Alicandri

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Qualsiasi sia la verità su Massimo di Cataldo, su di lui si è addensata una nube di inquietudine.

Nel linciaggio sul web dopo le accuse di violenza arrivate dalla compagna Anna Laura Millacci, attraverso le foto shock pubblicate su Facebook e oggi rimosse, in molti hanno identificato nel cantautore romano oggi 45enne, il profilo di chi è fallito artisticamente.

Abbiamo deciso per questo motivo di ripercorrere nei punti più significativi questi suoi anni 20 anni di musica e individuare, effettivamente, gli snodi del suo percorso nel mercato discografico.

Dalla partecipazione a Castrocaro nel 1993, la vita professionale di Massimo Di Cataldo ha seguito tutti gli step tipici per chi inizia a fare musica commerciale in Italia. Il suo nome è ruotato attorno all'ambiente Sanremo almeno fino alla metà degli anni 90 ed è lì che ha spiccato il volo e ottenuto i suoi primi successi.

Oggi il cantautore ha all'attivo sette album di inediti, due album live e un best of.

I pezzi più amati dal grande pubblico sono soprattutto quelli legati al Festival, primo fra tutti "Come sei bella" del 1999 (la più amata in assoluto anche su Spotify) fino a "Se adesso te ne vai" del 1996, che gli ha dato molta visibilità anche nei paesi latini.

Nella top 10 delle canzoni più ascoltate del cantautore su Youtube, nessuna supera la metà degli anni 2000. L'ultimo brano di respiro della sua carriera sembra essere stato finora "Scusa se ti chiamo amore", canzone che fa parte dell'album "Sulla mia strada" del 2005.

All'esordio con l'album "Siamo nati liberi", disco figlio del secondo posto a Sanremo nel 1995 nelle Nuove Proposte con il brano "Che sarà di me", ha collaborato con due pezzi grossi della musica italiana come Renato Zero e Eros Ramazzotti. Due duetti talmente speciali ed entrambi nello stesso album danno l'idea di quanto l'allora sua casa discografica Sony Music credesse nel suo progetto.

Dopo 10 anni, arriva il momento in cui si chiude un grande capitolo per aprirne uno nuovo: Massimo lascia la Sony e inizia a lavorare da indipendente. Il motivo, (citiamo dalla biografia ufficiale sul sito) è "per scrivere canzoni senza condizionamenti o suggerimenti di altri”.

Se agli inizi produceva un album ogni anno e poi un album ogni due anni, il penultimo è arrivato dopo tre. Dopo il l'album "Dieci" del 1999 e la hit "Come sei bella", il tempo gli passa addosso e gli album diventano più rarefatti, le canzoni e i progetti vengono un po' trascurati dai media. I fan più fedeli, però, non si sono mai tirati indietro. 

Dopo il 2005, ci vogliono ben quattro anni per l'arrivo nei negozi di "Machissenefrega" (2009), primo disco prodotto con la sua etichetta Dica Musica. L'ultimo suo segnale chiaro rispetto al percorso musicale arriva altri quattro anni dopo, nell'aprile 2012, con il nuovo singolo, "La fine del mondo", non legato per volontà di Massimo ad alcun progetto più articolato come un album.

Nel 2013, in concomitanza con le ultime accuse shock, un po' tra capo e collo viene annunciato proprio da Anna Laura un potenziale ottavo album di inediti che sempre secondo le dichiarazioni della sua compagna, sarebbe dovuto uscire nel mese di agosto, anche se non c'era e naturalmente non c'è ancora alcun annuncio ufficiale o un brano promozionale in radio o su iTunes. Un fatto piuttosto bizzarro.

In questi anni difficili nel campo musicale, Di Cataldo ha fatto anche tv: nel 2006 ha partecipato alla terza e ultima edizione di "Music Farm" con Simona Ventura classificandosi secondo dietro Pago, ma già nel 2003, un anno dopo la pubblicazione dell'album "Veramente", ha fatto parte della mini giuria di "Popstar Tour", il programma condotto da Michelle Hunziker che ha dato vita alle Lucky Star, di cui ha fatto parte Emma Marrone.

Nel 2008 le cronache musicali ricordano di una forte polemica con gli Sugarfree che quell'anno avevano prodotto il brano "Scusa ma ti chiamo amore", un brano di enorme successo legato al film omonimo con Raoul Bova. Massimo ha pubblicato, anche su iTunes, il pezzo che nel rap verrebbe equiparato a un dissing "Tre metri sotto terra", con il chiaro intento di spiegare che quei due brani avevano più di un punto di somiglianza e non solo nel ritornello.

Molto del lavoro attuale di Massimo Di Cataldo in questi anni si è concentrato nei fare tanti live in giro per l'Italia e su un altro fronte ha collaborato al canale del digitale terrestre per bambini "Rai YOYO", per il quale ha realizzato le colonne sonore ma anche alcuni dei contenuti come alcune fiabe musicali inserite poi nel palinsesto.

Nel mese di luglio 2013, in contemporanea con le accuse della sua compagna, era sul palco del Premio Lunezia a ricevere un prestigioso premio per l'impegno profuso, in difesa dei diritti umani, attraverso l'intera sua produzione artistica.

Per conoscere meglio gli ultimi anni della sua carriera, Facebook si è rivelata una fonte importantissima. Ogni fan in più, per Massimo, era importante. Sembrava di leggere gli aggiornamenti di chi è al suo primo esordio e cerca la risposta del pubblico perché sia attiva, concreta. Nella sua pagina acquisita e gestita da lui stesso dal 2009, nelle note lasciate nel suo diario on line, emerge il ritratto di un uomo che ricerca se stesso nel mondo che lo circonda.

Segnala una sua canzone all'Ikea mentre mangia una pizzetta, rimprovera i suoi fan sulla curiosità attorno al suo nuovo disco, che secondo lui non sarebbe corrisposta a una reale volontà di acquisto di un nuovo lavoro. I fan un po' se la prendono e lui chiede di essere accettato per quello che è e non per quello che gli altri vorrebbero che fosse. Con i suoi affezionati, instaura un rapporto molto diretto.

Negli anni ha ricordato molti dei momenti più belli e della sua carriera. Forse un po' dimenticati, ma riportati alla luce in modo nostalgico. Come la partecipazione alla colonna sonora italiana del lungometraggio Disney "Pocahontas" con il brano "Se tu non ci fossi" e "Beatles Forever", un concerto tributo dedicato ai Fab 4 e in collaborazione con Alex Baroni nel 2002.

Il tempo, ora, è del tutto sospeso. Ma significativa per comprendere meglio il momento che stava vivendo e che forse sta vivendo ancora oggi, è la dichiarazione finale di Di Cataldo in una delle sue ultime interviste (rilasciata a Metro News nel 2012):

"Il mio sogno è avere sempre la possibilità di condividere con gli altri i miei lavori e le mie emozioni. Perché credo ci sia altro al di là di questi cinque sensi. Ciascuno di noi, in fondo, ha paura della propria fine".

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