Buena Vista Social Club in concerto alla Casa Bianca

I “super abuelos” sono i primi musicisti cubani a esibirsi nella residenza del Presidente degli Stati Uniti

Buena Vista Social Club

Buena Vista Social Club – Credits: Ufficio stampa

Gabriele Antonucci

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La musica è l’arte che meglio di tutte anticipa o sugella quelli che sono i cambiamenti in atto nella società. In questa chiave può essere letta la storica esibizione dell'orchestra del Buena Vista Social Club alla Casa Bianca, in occasione del ricevimento per il mese dedicato all'Eredità spagnola, appuntamento istituito nel 1968 per celebrare il contributo della comunità latina alla cultura statunitense.

Il gruppo dei “vecchietti terribili” della musica popolare cubana, capitanati oggi Omara Portuondo ed Eliades Ochoa, è la prima formazione dell’isola caraibica a esibirsi nella residenza del Presidente degli Stati Uniti d’America. Merito del disgelo tra i due Paesi, fortemente voluto dal presidente Obama, che ha accolto con un caloroso "Bienvenidos a la Casa Blanca!" i musicisti.

“Questa storia dimostra che la musica non ha paletti –ha dichiarato la Portuondo a El Pais-niente la può fermare, si diffonde come l’aria, la pioggia, i cicloni”.

Una realtà portata alla luce nel 1999 grazie al film Buena Vista Social Club, nato da un’idea del chitarrista blues Ry Cooder che convinse l’amico Wim Wenders, regista de Il cielo sopra Berlino e di Lisbon Story, a dirigere la loro storia.

Il film ottiene un successo mondiale, così come la colonna sonora che vende oltre sei milioni di copie e si aggiudica un Grammy Award. I Buena Vista Social Club ottengono, così, il meritato riconoscimento della loro arte, fino a quel momento sconosciuta fuori dai confini di Cuba.

La numerosa e scatenata orchestra è poi rimasta orfana delle voci di Compay Segundo e di Ibrahim Ferrer, scomparsi nel 2003 e nel 2005, ma non di quella, portentosa, di Omara Portuondo. Uno dei momenti più emozionanti della pellicola è senza dubbio la sua struggente interpretazione di Silencio, cantata in coppia con il “grande vecchio” Ibrahim Ferrer. Un riconoscimento tardivo, visto che la cantante era già molto conosciuta nel suo paese fin dagli anni Cinquanta, quando faceva parte del Quarteto Las D’Aida, composto da quattro donne.

Il Buena Vista Social Club era il nome di un piccolo club dell'Avana, riservato ai neri durante gli anni della dittatura di Fulgencio Batista. Con la vittoria della rivoluzione nel 1959, che voleva chiudere con il passato e i suoi simboli, il club fu chiuso assieme a tutti quei luoghi che potevano ritenersi retaggio del degrado del passato.

Quasi quarant'anni dopo la chiusura del club, un gruppo di all star cubane si fondono nell'Afro-Cuban All Stars. A produrre l'ensemble è Nick Gold. E’ in modo rocambolesco che all'iniziativa partecipa anche il chitarrista californiano Ry Cooder, invitato da Gold a registrare una session con due anziani musicisti del Mali che avrebbero dovuto collaborare con alcuni musicisti cubani. All'arrivo di Cooder a Cuba viene a sapere che i due musicisti del Mali, non avendo ottenuto i visti, non erano stati in grado di raggiungere Cuba. Cooder e Gold cambiano i loro piani e decidono di registrare un album di son cubano con musicisti locali.

Il resto è leggenda, una leggenda dal nome Buena Vista Social Club.

 

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