Gabriele Antonucci

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Sono passati 39 anni dal suo eponimo album di debutto, eppure il neo-sessantenne Bryan Adams, dopo 14 album in studio, 100 milioni di dischi venduti tra album e singoli, un Grammy Award, un American Music Awards, 3 Ivor Novello Awards e una stella sulla Walk of Fame di Hollywood, ha ancora molto da dare e da dire al pop-rock.

Lo dimostrano gli ultimi due album, Get Up! di fine 2015 e il recente Shine a Light, pubblicato lo scorso marzo.

Get Up!, composto insieme a Jim Vallance e prodotto da Jeff Lynne, frontman della leggendaria Electric Light Orchestra, è stato accolto bene da pubblico e critica, grazie anche all’accattivante singolo di lancio Brand New Day, corredato da un elegante video in bianco e nero che ha per protagonisti l’attrice britannica Helena Bonham Carter e il cantante del gruppo pop inglese Hurts, Theo Hutchcraft.

Shine a Light, title track dell'omonimo album pubblicato il 1º marzo 2019 dalla Universal, è stato scritto dallo stesso Adams e dal cantautore britannico Ed Sheeran.

Dice Adams sulla canzone, “Ho incontrato Ed a Dublino quest’anno durante uno dei suoi concerti e siamo rimasti in contatto. Un giorno gli ho mandato un ritornello che avevo per l’idea di una canzone intitolata “Shine a Light” e gli ho chiesto se gli andasse di collaborare. Ho ricevuto un paio di versi qualche giorno dopo e, cavolo, dovreste sentirlo cantare questa canzone!”.

L’album ha una buona miscela di rock, pop e r&b e comprende anche un duetto con la popstar americana Jennifer Lopez sul brano That’s How Strong Our Love Is che pare già destinato ad diventare una hit. “Lavorare con Jennifer è stato un sogno, le nostre voci suonano fantasticamente insieme”, afferma Adams.

Due brani che confermano l'intatta capacità del cantautore canadese di scrivere brani apparentemente semplici, ma costruiti in modo impeccabile dal punto di vista melodico e armonico.

Nato il 5 novembre 1959, a Kingston in Canada, da genitori inglesi, Bryan Adams è diventato il cantante canadese più famoso della fine degli anni '80 e degli anni '90.

Per un curioso gioco della memoria, in molti associano l'elegante figura di Bryan Adams alle ballatone da accendino come (Everything I Do) I Do It for You, Please Forgive Me ed Heaven, mentre la cifra caratteristica di un suo live è un robusto e tiratissimo classic rock, suonato con l'energia di un esordiente e la perizia di un navigato professionista del palco.

Dal vivo impressiona come la sua voce, graffiante, potente e comunicativa, sia assolutamente identica a quella ascoltata tante volte su disco: una lezione per tanti cantanti pop di oggi, che non pubblicano neanche un brano senza l'ausilio dell'auto-tune.

Anche le canzoni sono fedeli alla loro struttura originale, una scelta che il pubblico apprezza, in barba all'assunto della critica secondo la quale i brani debbano essere per forza riarrangiati, se non addirittura stravolti dal vivo (il riferimento a Bob Dylan è puramente voluto).

Per questo c'è grande attesa per le due tappe italiane del suo tour mondiale 2019 “Shine a Light”, il 14 dicembre all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno (Bo) e il 15 dicembre al Mediolanum Forum di Assago (Mi): due concerti che permetteranno a Bryan Adams di incontrare di nuovo il pubblico Italiano, da sempre uno dei più calorosi nei confronti del rocker canadese.

Un tour dalla forte connotazione green, grazie alla partnership con DHL, leader globale della logistica, che, in occasione dei suoi 50 anni, supporterà Bryan e la band come Official Logistics Provider del tour, oltre a piantare un albero per ogni biglietto venduto a livello mondiale.

“La partnership con DHL ha un grande messaggio ambientalista, io spero che questo messaggio divenga lo standard di tutte le collaborazioni di questo tipo, poiché noi esseri umani abbiamo la necessità di prenderci cura del pianeta il più possibile.” dice Adams.

Il rocker canadese è un Membro dell’Ordine del Canada, fa parte della Canadian Music Hall of Fame e della Walk of Fame canadese e ha ricevuto molteplici Juno Awards, ha ricevuto tre nomination agli Oscar e cinque ai Golden Globe, un Grammy Award, un American Music Awards e un ASCAP Film and Television Music Awards.

Alle soglie del 2000, Adams si è preso una pausa dalla musica per dedicarsi con successo alla fotografia.

Nel 2002 ha fotografato la regina Elisabetta II per il suo Golden Jubilee, immagine che è stata poi utilizzata per un francobollo britannico.

Bryan ha curato diversi servizi per riviste del calibro di Vogue, Interview, Esquire e Harper Bazaar, realizzando libri fotografici e lavorando anche per campagne pubblicitarie per grandi marchi.

Ma il richiamo della musica è troppo forte e così, a 60 anni portati benissimo, eccolo di nuovo in tour per far sognare gli spettatori con i suoi successi Summer of ‘69, Heaven, Run To You, (Everyting I do) Do It For You, All for love e Please Forgive Me, affiancati dai nuovi, riusciti brani degli ultimi anni.

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