Giovanni Ferrari

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Non è facile ricreare un ambiente come quello che ieri sera ha accolto Brunori Sas all'Alcatraz di Milano, nell'ennesimo sold-out del suo "A casa tutto bene Tour". No, non stiamo parlando di luci o led. Non parliamo di chissà quale meccanismo innovativo che - tramite app miracolose - riesce a legare pubblico e artista. Ci riferiamo invece alla forza delle parole, quella che arriva dritta, addosso, quella che non può non coinvolgerti. Anche solo per il tempo di una canzone.

Il quarto disco di inediti del cantautore "A casa tutto bene" (uscito poco meno di due mesi fa per Picicca dischi) è stato apprezzato da pubblico e critica. Ma, cosa ancora più importante, ha coinvolto tutti, grazie alla bellezza dei testi e alla particolarità dell'interpretazione. Così, quello di ieri sera all'Alcatraz è stato un appuntamento tra amici che condividono un inno alla vita, che va festeggiata così com'è. 

L'apertura del live è strumentale. Le luci sono abbassate e poco a poco emergono tutti gli strumenti. Il primo brano è La verità, pezzo già cult. 


Alle sue spalle Brunori Sas ha alcuni led che riescono a dare ulteriore energia al live che, in effetti, passa da momenti intimi e decisamente commoventi ad altri, più spensierati e anche "arrabbiati". Ulteriore nota di merito del live: la dimensione "dal vivo" riesce a rispettare la complessità strumentale del disco registrato in studio. Anzi, lo supera. Ne propone nuove sonorità e sfumature. Una cosa non scontata oggi.

"Figliuole e figliuoli, benvenuti a casa Brunori", ha esordito. La setlist alterna i brani dell'ultimo disco a quelli meno recenti. Di "A casa tutto bene" sono da segnalare Canzone contro la paura, Lamezia Milano, Colpo di pistola. 

Dopo Come stai, Brunori scherza: "Che bello vedervi così in tanti! E lo dico per l'incasso". E continua: "Il dilemma è sempre tra pagamento e sentimento. Ma credo che stasera dovrò per forza fare i conti con il secondo". Tra le esibizioni più apprezzate dal pubblico (che è decisamente eterogeneo) Arrivederci tristezza, Il costume da torero e le classiche Kurt Cobain e Guardia '82

Il repertorio di un artista non è irrilevante. Brunori ha a suo favore un insieme di brani sinceri e realistici che - se rispettati e accuditi (come è avvenuto ieri sera) - riescono a trasformare un concerto in una vera e propria festa di popolo

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