Broken Bells, After the disco: il più bel disco di inizio anno - recensione

Torna il duo formato da James Mercer e Danger Mouse

Broken Bells – Credits: SONY

Gianni Poglio

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L'incontro tra Danger Mouse, il super produttore che ha curato anche l'album degli U2 di prossima pubblicazione e James Mercer degli Shins, cantante e compositore indie pop dal talento raffinato, era stato celebrato dai music magazine di tutto il mondo ai tempi del primo album della loro creatura, i Broken Bells.

After the disco è il secondo capitolo di una collaborazione artistica singolare quanto affascinante. Nei brani dei Broken Bells si avverte la vena cantautoriale contaminata con le vibrazioni e il groove di una musica che si coloca tra la fine segli anni Settanta e l'inizio degli Ottanta: After the disco per l'appunto. Basta ascoltare la title track per relalizzare che disco music, funky, richiami agli Steely Dan e al sound dei primi Eighties sono gli ingredienti di un disco che ha un groove solido e un suono totalmente credibile. 

Quelli di After the disco sono brani con una grande attitudine pop su cui si innestano le armonie corali dell'era hippie e il suono dei fiati esaltato nelle colonne sonore degli spaghetti western.

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I synth della new wave di inizio Ottanta sono il tratto distintivo di Control, uno dei pezzi più efficaci dell'album, Difficile poi non avvertire l'eco di David Bowie ai tempi di Ashes to ashes in No matter what you're told. la preferita di chi scrive è Holding for your life un gran singolo con reminiscenze dei Bee Gees nel fenomenale ritornello. Chiude il disco The remains of rock'n'roll, un'altra chicca impreziosita da archi e irresistibili falsetti old school. 

Non chiedetevi se questo è un disco trendy, quel che è certo è che è un disco di grande qualità da scoprire ascolto dopo ascolto. Come si fa con gli album che non sono una scatola vuota di suoni inutili. 

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