Gabriele Antonucci

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Sono stati svelati oggi i primi big di Umbria Jazz 2017, una delle più importanti manifestazioni europee  dedicate al jazz e alla musica di qualità che si terrà a Perugia dal 7 al 16 luglio, confermando la sua vocazione internazionale con due artisti del calibro di Kraftwerk e Brian Wilson, in concerto rispettivamente il 7 e il 15 luglio all’Arena Santa Giuliana, main stage del festival, nelle uniche date italiane dei rispettivi tour.

I Kraftwerk apriranno l’edizione 2017 con il loro più recente ed innovativo spettacolo in 3D, in cui gli spettatori verranno proiettati in un’atmosfera quasi onirica, dove musica e immagini si intersecheranno e si influenzeranno a vicenda, un sabbah glaciale e al tempo stesso coinvolgente. Impossibile immaginare la dance e la techno, la new wave e l'hip hop che ascoltiamo oggi, senza l’apporto dei quattro robotici musicisti di Dusseldorf (il cui nome significa Centrale elettrica), che hanno brevettato per primi alcuni pad di ritmi sintetici e sono stati i precursori nell’utilizzare la batteria elettronica in ambito pop. Nella loro musica sono numerosi i riferimenti al nostro Futurismo, a partire dal loro maggiore successo, l’ipnotica Autobahn(Autostrada) del 1974, un brano della durata di oltre venti minuti. Un’autostrada che ha portato la musica tedesca al centro del mondo.

Brian Wilson, geniale mente dei Beach Boys, porterà in scena il 15 luglio il suo capolavoro Pet Sounds, accompagnato da Al Jardine,Blondie Chaplin e Wondermints, oltre ad alcuni successi della sua cinquantennale carriera. Wilson è universalmente considerato uno dei più grandi artisti della storia del pop, a cui ha donato una profondità e una raffinatezza che non aveva mai avuto prima. Pet Sounds, pubblicato il 16 maggio del 1966, è un disco rivoluzionario e ambizioso, ideato, composto e arrangiato dall'artista (che allora aveva soltanto 23 anni) in uno stato di grazia. Pet Sounds non è semplicemente un disco pop, ma una sinfonia tascabile in tredici movimenti, un viaggio emotivo di 36 minuti dentro la mente geniale e imprevedibile di Brian Wilson, che impiegò oltre un anno per realizzarlo, lo stesso lasso di tempo in cui i Beach Boys pubblicavano normalmente due-tre album. Paul McCartney, che considera God only knows come la più bella canzone d'amore mai scritta, ha più volte dichiarato di aver regalato una copia di Pet Sounds ai suoi figli nei momenti più delicati della loro vita.

Un'altra data da segnare sull'agenda è quella dell’8 luglio, quando si esibirà, dopo 8 anni di assenza dai palchi italiani, Jamie Cullum, star inglese in bilico tra jazz e pop. Cullum è, insieme a Michael Bublé, uno degli artisti più importanti del movimento neo swing esploso all'inzio degli anni Duemila, che ha riportato in auge, attualizzandole, le sonorità del leggendario Rat Pack. Rispetto al collega canadese, Jamie ha meno phisique du role (è alto appena 1,64m) e sembra molto più giovane dei suoi 37 anni, ma ha dalla sua parte una genialità compositiva, una sensibilità musicale e un’energia nel suonare il pianoforte che hanno messo d’accordo sia il pubblico che la critica più esigente. Oltre ad essere un eccellente interprete dei classici dello swing, Cullum si è messo in luce per le sue originali cover di High & Dry dei Radiohead, Wind cries Mary di Jimi Hendrix, Lover, you should have come over di Jeff Buckley, Frontin di Pharrell  Williams e Don’t stop the music di Rihanna, canzoni che nulla hanno a che fare con il jazz. A differenza del rivale Bublè, le cui canzoni originali non brillano per incisività, il folletto dell’Essex è un abile compositore, in grado di coniugare con naturalezza jazz, rock, pop, blues e funk.

Il concerto di Cullum sarà preceduto sul palco dell’arena dalla band funky Lettuce, mentre la serata del 10 sarà dedicata all’altra metà del cielo del jazz: prima, “Ladies !”, all stars tutta al femminile con, tra le altre, Renee Rosnes, Anat Cohen, Melissa Aldana, Cécile McLorin Salvant; poi, Dee Dee Bridgewater con un repertorio ispirato ai generi soul e funky di Memphis, la sua città natale, a cui ha dedicato il suo ultimo disco.

Tre grandi trombettisti nella serata dell’11: il quintetto di Enrico Rava e del polacco Tomasz Stanko, uno dei più stimati jazzmen europei, e la big band guidata da Fabrizio Bosso in un omaggio al genio di Dizzy Gillespie. Gli arrangiamenti sono di uno specialista come Paolo Silvestri.

Ancora jazz al femminile il 12, con Angelique Kidjo (per la prima volta a Umbria Jazz) che celebrerà Celia Cruz, la regina della salsa, con la partecipazione di Pedrito Martinez, percussionista cubano di gran successo a New York ed è stato applaudito anche nella scorsa edizione di Umbria Jazz. Prima di lei, un insolito duo pianoforte-arpa con la giapponese Hiromi ed il colombiano Edmar Castaneda, entrambi lanciati a livello internazionale da Umbria Jazz.

Il 14 luglio, una star assoluta della storia del jazz, Wayne Shorter con il suo classico Quartetto  (Danilo Perez, John Patitucci, Brian Blade), al quale si aggiungerà una orchestra di estrazione classica per presentare dal vivo Emanon, l’ultimo, complesso progetto inciso da Shorter per Blue Note.

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