Gianni Poglio

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“L’umanità sembra vacillare tra hybris e paranoia: la superbia del nostro potere in continua crescita contrasta con la paranoia di essere permanentemente e sempre più in pericolo. Arrivati all’apice ci rendiamo conto di dover scendere di nuovo…sappiamo che abbiamo più di ciò che ci meritiamo o che possiamo difendere, e così diventiamo nervosi. Qualcuno, qualcosa sta per prenderci tutto: questo è il terrore dei ricchi. La paranoia porta alla difensiva, e finiamo tutti in trincea, uno di fronte all’altro, nel fango” - Parola di Brian Eno

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The Ship, il nuovo album di Brian Eno, esce il 29 Aprile 2016 su Warp RecordsThe Ship è il primo album di Eno da LUX del 2012 e nominato ai Grammy. Originariamente concepito da esperimenti con tecniche di registrazione tridimensionali e formato da due parti interconnesse, The Ship è un album tradizionale quanto un romanzo musicale. Eno riunisce canzoni bellissime, atmosfere minimaliste, racconti onniscienti e innovazioni tecniche in un un’unica suite cinematografica. Il risultato è il meglio di Eno, un album senza precedenti nel suo catalogo.
 
“A livello musicale ho volute fare un disco di canzoni che non dipendesse dalle normali basi della struttura ritmica e dalle progressioni di accordi, ma che permettesse alle voci di esistere nel proprio spazio e tempo, come gli eventi in un paesaggio. Ho voluto inserire eventi sonori in uno spazio libero e aperto. Uno dei punti di partenza è stata la mia passione per la Prima Guerra Mondiale, quella straordinaria follia trans-culturale che è nata da uno scontro di hybris tra imperi. È successa poco dopo l’affondamento del Titanic, che per me è il suo analogo. Il Titanic era la nave inaffondabile, l’apice del potere tecnico umano, creato per essere il più grande trionfo dell’uomo sulla natura.

La Prima Guerra Mondiale è stata la Guerra della tecnologia militare, nata per essere il trionfo della volontà e dell’acciaio sull’umanità. Il fallimento catastrofico dei due ha posto le basi per un secolo di esperimenti drammatici sulle relazioni tra gli esseri umani e i mondi che essi creano per se stessi. Stavo pensando a quei vasti campi di terra agonizzante in Belgio durante la Prima Guerra Mondiale e l’immenso e profondo oceano dove il Titanic affondò, e a quanta poca differenza fece tutta quella speranza e delusione umana. Esse persistono e noi passiamo in una nuvola di chiacchiere.”
 
L’album si apre con il brano di 21 minuti intitolato “The Ship” nel quale i canti del mare di Eno crescono fino a raggiungere un'inquietante dramma con frammenti di voce lontana e elettronica strisciante. Da ascoltare in una stanza buia per sentire fisicamente il potere di questo mare infinito. “Onda. Dopo. Onda.”

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