Gabriele Antonucci

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Elegante, ironico, brillante e geniale.

Tutto questo, e molto più, è Brian Eno, giunto all’importante traguardo dei 70 anni,  uno dei più grandi pensatori della musica contemporanea, che ha dato il suo tocco inconfondibile agli album di Peter Gabriel, U2, Talking Heads, Brian Ferry, Coldplay e Damon Albarn.

Il geniale fondatore dei Roxy Music, uno dei gruppi seminali del glam rock, è considerato l'inventore della musica ambientale, basti pensare al capolavoro Ambient #1 /Music for Airports del 1978, anche se il suo stile ha spaziato, nel corso della sua fortunata carriera, tra elettronica, etnica, art rock e rock sperimentale.

Il compositore e produttore inglese è stato inoltre precursore di altri generi come la new wave, la world music e la new age.

E’ stato fondamentale il suo apporto, tra il 1977 al 1979, alla "trilogia berlinese" di David Bowie, composta dagli album Low, Heroes e Lodger, il periodo più sperimentale della discografia del "Duca Bianco".

Il famoso jingle per Windows 95

In ambito informatico, Eno è famoso per essere il compositore del jingle utilizzato all'avvio del sistema operativo Windows 95. "La Microsoft mi chiese una musica capace di ispirare –ha dichiarato Eno- universale, ottimistica, sexy, futuristica, sentimentale, emozionale, più un'altra serie di circa centocinquanta aggettivi, e conclusero dicendo che il brano doveva durare tre secondi e un quarto. Da allora ho composto 84 di questi piccoli pezzi, sicché quando ritorno a lavorare su brani della durata di tre minuti questi ultimi mi sembra siano come oceani di tempo".

Le influenze musicali

Nato il 15 maggio del 1948 e cresciuto a Woodbridge, nella contea inglese del Suffolk, vicino a una base militare statunitense, fu influenzato nell'infanzia dalle trasmissioni radiofoniche delle emittenti militari NATO, che all'epoca trasmettevano soprattutto rock and roll.

“ Per buona parte della mia infanzia, ho ascoltato r & b e rock americano –ha dichiarato Eno nell’incontro con la stampa al Medimex di Bari nel 2015- Tutto risale al 1957-58, quando ho ascoltato per la prima volta Get a job di Silhouette. Non molte notti prima avevo visto mio padre, un postino che faceva tanti straordinari per farmi andare a scuola, tornare dal lavoro così stanco da cadere in avanti. Quando l'ho visto così mi sono detto: "Non avrò mai un lavoro". La decisione più importante della mia vita, che mi ha portato ad essere un artista, deriva da una certezza, che non avrei mai avuto un lavoro "regolare".

La passione per la pittura, in particolare per Kandinskij, Mondrian e Renoir,lo ha portato a iscriversi alla Art School, dove si innamora di un registratore a nastri, che aveva sempre voluto da bambino, ma che i suoi genitori non potevano comprargli. “Mi affascinava l'idea che puoi riversare su nastro un suono, invertire la registrazione e il tempo".

La Scratch Orchestra e i Roxy Music

L’esperienza con la Scratch Orchestra, con la sua musica libera da preconcetti e da gerarchie, fu il vero inizio per Brian, ma il successo arrivò con i Roxy Music, grazie all’incontro fortuito con Andy Mackay, un suo vecchio amico dei tempi di Winchester.

I due iniziarono a fantasticare su una band dalle sonorità innovative, le cui influenze spaziassero da Ethel Merman ai Velvet Underground, sino al jazz, il tutto fuso con l’elettronica per ottenere un risultato “diverso”".

Così nacquero i Roxy Music, insieme a Bryan Ferry, Graham Simpson e Phil Manzanera. Un'esperienza fortunata e intensa, ma breve. 

“Una sera, quando eravamo sul palco, mi sono ritrovato a pensare al mio bucato –ha dichiarato Eno al Medimex-  Ero in piedi per cantare, ma pensavo ad altro, avevo 4 camicie sporche in valigia e così mi sono detto "Ho sbagliato lavoro". Ho lasciato la band, anche perchè odiavo andare in tour".

Le strategie oblique

Nacquero allora le celebri "strategie oblique", mutuate dal nome di un mazzo di carte comprato nella Chinatown di San Francisco nel 1974.

Un vademecum per affrontare i problemi quotidiani affidandosi al caso, come se fossero dei tarocchi, con suggerimenti come  “Pensa alla radio”, “Usa persone non qualificate”, “Lavora a una velocità diversa”, “Chiedi al tuo corpo”, “Cosa aumentare? Cosa ridurre?”, “Usa una tua vecchia idea”, “Non cambiare nulla e procedi con compattezza immacolata”, ma soprattutto “onora il tuo errore come intuizione nascosta”.

Suggerimenti di cui hanno beneficiato i Talking Heads per il loro capolavoro Remain in light e David Bowie  per la sua innovativa trilogia berlinese.

Le strategie oblique hanno attraversato tutta la sua carriera, dagli album ambient degli anni Settanta, fino alle collaborazioni con gli U2 in Achtung Baby negli anni Novanta e con i Coldplay negli anni Duemila, fino all’ultimo lavoro, l’eccellente album The Ship, nominato ai Grammy Awards nel 2017.

The Ship

Originariamente concepito da esperimenti con tecniche di registrazione tridimensionali e formato da due parti interconnesse, The Ship è una raccolta eterogenea di canzoni emozionanti, atmosfere minimaliste, racconti onniscienti e innovazioni tecniche in un un’unica suite cinematografica.

“A livello musicale ho volute fare un disco di canzoni che non dipendesse dalle normali basi della struttura ritmica e dalle progressioni di accordi, ma che permettesse alle voci di esistere nel proprio spazio e tempo, come gli eventi in un paesaggio. Ho voluto inserire eventi sonori in uno spazio libero e aperto”.

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