Gabriele Antonucci

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Colpo di scena. Dopo oltre due settimane di assordante silenzio, Bob Dylan ha finalmente parlato del Premio Nobel per la Letteratura, assegnatogli il 13 ottobre dagli accademici svedesi “per aver creato nuove espressioni poetiche all'interno della grande tradizione della canzone americana”.

E pensare che qualche giorno fa Per Wastberg, membro del Nobel, lo aveva definito "maleducato e arrogante" in un'intervista alla televisione pubblica svedese SVT. In molti avevano interpretato questo ostinato silenzio come un rifiuto del premio o come un disinteresse per la prestigiosa onoreficenza. Niente di tutto ciò.

L'occasione scelta per chiarire il suo pensiero è stata un'intervista esclusiva al The Daily Telegraph realizzata da Edna Gunderson, che ha incontrato l'artista in Oklahoma, una delle tante tappe del suo never ending tour, per parlare di una mostra di suoi quadri che aprirà la prossima settimana alla galleria Halcyon di Londra, un vero e proprio scoop vista la ritrosia dell'artista di Duluth nei confronti dei media.

Dylan, a sorpresa, ha espresso gratitudine per il premio: "E' difficile da credere. Essere premiati con il Nobel è sorprendente, incredibile. Chi avrebbe mai sognato una cosa del genere?".

Non poteva mancare una domanda sul motivo del suo prolungato silenzio e sul non aver ancora parlato con nessuno dei membri del Nobel, che tante volte lo hanno cercato al telefono. Dylan, abilissimo come sempre a smarcarsi anche da se stesso, ha risposto in modo sibillino: "Bene, io sono qui". Come a dire: chi vuole, il re va dal re. Peccato che il re, nel frattempo, abbia giocato scientemente a nascondino, probabilmente divertito dal bailamme sollevato.

Riguardo al parallelo tra le sue canzoni e le opere di Omero e Saffo, Bob non si è sbilanciato. "Lascio che siano gli altri a decidere. Gli accademici. Loro dovrebbero saperlo. Non sono qualificato a rispondere se sia o no letteratura. Su questo non ho opinioni".

Last,but not least, l'enigmatico cantautore americano ha rivelato l'intenzione di partecipare alla cerimonia di consegna del Nobel il 10 dicembre a Stoccolma: "Se mi sarà possibile, assolutamente".

Una risposta enigmatica, che pone necessariamente un paio di interrogativi: perché mai non dovrebbe essere possibile? Quali impegni più importanti potrebbero esserci rispetto a ricevere un premio Nobel? Non resta che aspettare il 10 dicembre.

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