Gabriele Antonucci

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Nichilismo, provocazioni, streghe sensuali, bare socchiuse, messe nere, la volontà autodistruttiva di vivere morendo, ma soprattutto grande rock.

Tutto questo sono i Black Sabbath di Ozzy Osbourne, gli antesignani dell’heavy metal.

Tra i tanti album indimenticabili della loro discografia, spiccano i capolavori Black Sabbath vol.4 e Sabbath Bloody Sabbath

La band di Birmingham, definita da Dave Navarro «i Beatles dell'heavy metal», si è riunita nel 2013 nella formazione originale, con il luciferino frontman Ozzy Osbourne, il chitarrista Tony Iommi, che oggi compie 70 anni, e il bassista Geezer Butler per incidere il fortunato 13, balzato immediatamente  in cima alle classifiche internazionali.

Unica assenza è quella del batterista Bill Ward, sostituito nel 2012 da Tommy Clufetos. 

I Black Sabbath hanno tenuto un ultimo concerto un anno fa, il 4 febbraio 2017 alla Birmingham’s Genting Arena, al termine del The End Tour, prima di ritirarsi dalle scene.

Il comunicato congiunto di Ozzy Osbourne, Tony Iommi e Geezer Butler, diffuso alcuni mesi fa alla stampa, non lascia adito a speranze: “È l’inizio della FINE. Tutto cominciò circa cinque decenni fa con il rompo di un tuono, il lontano rintocco di una campana ed infine quel mostruoso riff che fece tremare la terra. Il suono rock più pensate mai sentito.

In quel momento nacque l’Heavy Metal, creato da un giovane band formata da poco più che teenager di Birmingham, Inghilterra. Adesso tutto avrà FINE, il tour finale della più grande band Metal di tutti i tempi, i Black Sabbath. Ozzy Osbourne, Tony Iommi e Geezer Butler concludono il capitolo finale dell’ultimo volume dell’incredibile storia dei Black Sabbath”.

Nello spettacolare dvd The end, uno dei più venduti dello scorso Natale, i fan dei Black Sabbath possono godere sul divano di casa tutti i loro successi di quasi cinquant’anni di carriera.

Abbiamo selezionato le 15 canzoni più importanti della storia del gruppo, tutte appartenenti al periodo d’oro di Ozzy Osbourne.

1) Paranoid 

L’inno dei Black Sabbath, con un ritornello e un riff di chitarra tra i più memorabili nella storia dell’ hard rock.

2) War pigs 

Altro riff indimenticabile di Iommi, la canzone esprime tutta l’amarezza e la preoccupazione dei giovani occidentali per la sanguinosa guerra in Vietnam.

3) Iron Man 

Epico dramma di fantascienza, che esplora con due decenni d’anticipo le sonorità malinconiche del grunge degli anni Novanta.

4) N.I.B. 

Un viaggio di sola andata nella follia, dove le atmosfere lisergiche vengono sottolineate dalla chitarra distorta e cupa di Iommi.

5) The wizard 

Canzone storica, poichè inaugura il filone satanico del rock, che raggiungerà il culmine nelle atmosfere allucinate del black metal.

6) Black Sabbath 

Manifesto della loro estetica oscura  e nichilista, con il quale si sono presentati al mondo del rock nel 1970. Da allora,  nulla sarà più come prima.

7) Sweet leaf 

Straordinaria cavalcata hard rock con la batteria torrenziale di Bill Ward, che rincorre l’indiavolato riff di chitarra.

8) Sabbra Cadabra 

L’ottima cover dei Metallica ha fatto conoscere anche ai più giovani questo caposaldo della produzione dei Black Sabbath, arricchito da un energico pianoforte.

9) Snowblind 

Doveva essere il titolo dell’album poi pubblicato come Black Sabbath Vol.4, ma fu rifiutato dalla Warner Bros per gli evidenti riferimenti alla cocaina. Resta comunque un classico.

10) Planet Caravan 

Un raggio di luce in tanta oscurità, rivela un inedito lato, più dolce e melodico, del gruppo inglese.

11) Hand of doom 

Insieme all’iconica Heroin dei Velvet Underground, rimane il ritratto più impietoso degli effetti nefasti dell’eroina. Il termine «doom» verrà utilizzato in seguito per indicare una  sottocategoria dell’heavy metal.

12) Children of the grave 

Cosa c’è di più innocente di un bambino? Non sembra essere d’accordo Ozzy Osbourne, che in questa canzone allucinata tratteggia per primo l'accoppiata bambino/diavolo, divenuta in seguito un must per il rock più oscuro.

13) Rat salad 

Una jam session strumentale condensata in due minuti e mezzo di virtuosismi alla chitarra e alla batteria. E’ uno dei pezzi forti dei concerti dei Black Sabbath.

14) Fairies wear boots 

Brano di chiusura di Paranoid sull’epica del quotidiano, dove il vero eroe è quello che fa i conti ogni giorno con una realtà insoddisfacente, tale da fargli desiderare l’oblio in una lunga notte invernale.

15) God is dead? 

Ultimo singolo, con il quale hanno vinto un Grammy Award nella categoria Best metal performance. Un canzone di oggi con le sonorità del passato, che proietta di nuovo il gruppo nel futuro

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