Biagio Antonacci a Milano: la recensione del concerto finale. L'uomo, la sicurezza e la virilità

21 gennaio 2012, a Milano si accendono i riflettori con una delle tre date di chiusura del suo tour invernale. In attesa del live finale che ospiterà Alessandra Amoroso, Club Dogo e Giuliano Sangiorgi, le emozioni del suo (grande) live.

Alessandro Alicandri

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Biagio Antonacci , il 21 gennaio 2013, ha dato tutto se stesso.

Dalla cornice del Mediolanum Forum d'Assago l'artista si è esibito a Milano per le ultime date del suo tour, che oggi 22 gennaio arriva alla sua degna conclusione con ospiti Alessandra Amoroso , Club Dogo e Giuliano Sangiorgi.

Noi siamo arrivati alla vigilia della chiusura  con "Insieme finire", per raccogliere tutto il bello di questo live che corona il successo di "Sapessi dire no", quarto album più venduto in Italia nel 2012 e per 12 settimane in classifica . Un disco che nonostante sia l'undicesimo di carriera, ha trovato nuove hit e una rinnovata passione da parte del pubblico.

Palco essenziale, un muro di luci senza schermi né fronzoli, un pubblico prevalentemente femminile e un'energia che fin dalle prime battute in "Vivi l'avventura" disvela gli ingredienti cardine del live: tanta musica, tantissima comunicazione e una buona dose di sensualità.

Quella di Biagio con il suo completo elegante, delle sue camicie sudate, del suo piantare i piedi come un ragno e ballare come se non ci fosse un domani. Innamorati di Biagio quindi, con il suo corpo che in pochi minuti diventa grande, vicino.

È in un palazzetto e si muove come se fosse in uno stadio, accende i settori più distanti da lui e li fa cantare in un live che per musicisti e impostazione complessiva sembra quasi hard rock. "Stasera questo posto è casa, dobbiamo tornare a casa senza voce", e il pubblico si scatena sulle note di "Angela", "Iris" (in cui fa cantare una fan).

Ha detto: "Il concerto è fatto di uomo e non di tecnica" e lo dimostra preoccupandosi il meno possibile che le sue canzoni escano perfette, ponendo i fan come protagonisti dello show.

Per lui è fondamentale che tutti cantino, a tal punto da anticipare a voce i testi delle canzoni, a tal punto da cantare un brano indimenticabile come "Il cielo in una stanza" di Gino Paoli.

Canta con Ron, si esibisce in versione acustica e riprende in mano le redini dell'energia cantando "Senza un nome".

Insomma, artista e intrattenitore. A incantare il pubblico basta lui e l'arte degli artisti di strada che colorano il tour con la giocoleria, con i ballerini che nel momento del tango inaugurato da "Alessandra", preparano il pubblico al momento più scatenato del live, quando in "Non vivo più senza te", la platea si alza e si scatena con forza.

Verrebbe da pensare che un grande della musica a così tanti anni dal suo esordio debba offrire un live nostalgico, dove il pubblico è lì solo per ascoltare il suo passato. E invece la sensazione generale è che il nuovo presente di Antonacci susciti un interesse speciale.

La festa si chiude con il brano "Convivendo" e i ringraziamenti di rito. Biagio Antonacci è maturità, virilità, sicurezza sul palco, gioia nel canto e voglia di parlare, di far sapere, di emozionare. In "Ti dedico tutto", unico bis concesso nella serata dopo una scaletta di 25 brani senza pause, viene narrato nelle sue strofe come una poesia.

Ed è lì che troviamo il bello di Biagio: il saper essere un artista estremamente popolare, con una penna interessante, che sa parlare d'amore.

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