Gabriele Antonucci

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Negli anni Sessanta i Beach Boys ingaggiarono negli Stati Uniti un appassionante derby di vendite con i Beatles, in una delle più fertili e salutari competizioni che la storia del rock ricordi, con reciproci apprezzamenti da parte dei due rivali.

Un periodo in cui la musica, in California, si intrecciava indissolubilmente al mito del surf, non semplicemente uno sport ma un vero e proprio stile di vita, improntato sull’audacia e sulla libertà individuale.

Curioso il fatto che la mente e l’anima dei Beach Boys, il geniale Brian Wilson, fosse l’esatto opposto del surfista alto, biondo e muscoloso. Wilson era un giovane dalla personalità introversa e irrequieta, rotondetto e sordo da un orecchio, ma dotato di uno straordinario estro compositivo.

Fu lui a fondare il gruppo insieme ai fratelli minori Carl e Dennis, al cugino Mike Love e all’amico di sempre Al Jardine. Dei cinque componenti originari dei Beach Boys, il solo Dennis aveva sfidato l’oceano con una tavola e fu proprio lui a ispirare l’idea di scrivere brani sul mondo del surf.

Nacque così nel 1961 la spensierata Surfin’, che aprì la strada al successo di Surfin’safari, I get around , Barbara Ann, Fun, fun, fun e Surfin’U.S.A. Canzoni caratterizzate da un’esuberanza quasi infantile e impreziosite dagli straordinari impasti vocali dei cinque componenti, che hanno diffuso in tutto il mondo il mito della eterna estate californiana, tra surf, amori balneari e falò sulla spiaggia.

A un ascolto più attento, però, la spensieratezza lasciava spazio a momenti di malinconia e di riflessione, come se nell’aria si respirasse la fine dell’estate, intesa come metafora della gioventù ormai prossima a sfiorire.

Tematiche che trovarono il loro apice nel capolavoro Pet Sounds, pubblicato il 16 maggio del 1966, un disco rivoluzionario e ambizioso, ideato, composto e arrangiato da un Brian Wilson(che allora aveva 23 anni) in stato di grazia.

I Beach Boys hanno attraversato trionfi e cadute, risalite e clamorosi fallimenti, crisi mistiche e amicizie pericolose, dischi d’oro e battaglie legali, separazioni e ricongiungimenti, tutte vicende ben raccontate dai giornalisti Roberta Maiorano e Aldo Pedron nel libro Good Vibrations. La storia dei Beach Boys, recentemente pubblicato da Arcana.

Il 27 giugno 2017 i Beach Boys, a 5 anni di distanza dall'ultimo concerto per celebrare i 50 anni del gruppo, torneranno a esibirsi a Roma, all'Auditorium - Parco della Musica, per l'unica data italiana del loro tour europeo.

Nella band, oltre al fondatore e prima voce Mike Love e al tastierista e seconda voce Bruce Johnston, troveremo anche Jeffrey Foskett (chitarra / voce), Brian Eichenburger (basso / voce), Tim Bonhomme (tastiere / voce), John Cowsill dei Cowsills (percussioni / voce) e Scott Totten (chitarra / voce).

Dopo la fortunata reunion del 2012, Brian Wilson è tornato a esibirsi come solista, affiancato da Al Jardine e David Marks, per il tour del 50ennale di Pet Sounds, che farà tappa il 15 luglio a Umbria Jazz.

I biglietti per il concerto dei Beach Boys, con prezzi dai 45 ai 75 euro + d.p., sono in vendita da oggi 15 febbraio su ticketone

Ecco quali sono le 15 canzoni immortali dei Beach Boys, con i rispettivi autori, che costituiranno l'ossatura del concerto di Roma.

1) God Only Knows (Brian Wilson/Tony Asher)
2) Good Vibrations (Brian Wilson/Mike Love)
3) Wouldn't It Be Nice (Brian Wilson/Tony Asher/Mike Love)
4) Surfer Girl (Brian Wilson)
5) Sloop John B (Trad. Arr. Brian Wilson)
6) California Girls (Brian Wilson/Mike Love)
7) In My Room (Brian Wilson/Gary Usher)
8) Surfin' USA (Brian Wilson/Chuck Berry)
9) I Get Around (Brian Wilson/Mike Love)
10) Heroes and Villains (Brian Wilson/Van Dyke Parks)
11) Don't Worry Baby (Brian Wilson/Roger Christian)
12) Barbara Ann (Fred Fassert)
13) Surfin' Safari (Brian Wilson/Mike Love)
14) Fun, Fun, Fun (Brian Wilson/Mike Love)
15) Kokomo (John Phillips/Mike Love)

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