Thom Yorke è Mister maglietta ballata

Il concerto del supergruppo a Milano: la recensione

Thom Yorke,

Thom Yorke, frontman di Radiohead, comporrà la colonna sonora di "Suspiria" – Credits: Jim Dyson/Getty Images)

Marco Pedersini

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Dopo otto canzoni, anche Thom Yorke s’è tolto la maglietta. Lo potete vedere qui nel video qui sotto, poco dopo il secondo minuto. Avanzando poi fino al quarto avrete un piccolo esempio di quello che potreste esservi persi: le canzoni degli Atoms for peace, riarrangiate per il live, pulsano senza sosta. Se ne viene subito trascinati e si balla (sì, si balla) per tutta la scaletta.

Il Thom Yorke che a settembre a Bologna riprendeva stizzito Jonny Greenwood ha lasciato spazio a un frontman divertito, che saltella e si lascia andare più volte a un «…e andiamo!» verso il pubblico. Flea la maglietta l’ha tolta quasi subito, ma ha mostrato i pettorali per meno tempo del previsto. Chi temeva per la sua memoria che, dicono i maligni, costringe il gruppo a una scaletta sempre uguale, si è dovuto ricredere. Thom Yorke sa creare canzoni estremamente melodiche senza scadere nel melenso: è un’abilità che Flea, giocando sui ritmi spezzati e ossessivi del gruppo, riesce sempre ad esaltare. Troppe emozioni anche per i maxischermi, che dopo qualche canzone dichiarano forfait.

Tutto si regge sulle prodezze della coppia ritmica, due turnisti che già avrete sentito con R.E.M. e Red Hot Chili Peppers, per citarne due. Nigel Godrich, il «sesto Radiohead », gioca nel ruolo che di solito è proprio di Jonny Greenwood. Ci riesce benissimo, anche se di fianco a Yorke e Flea si dimostra più una creatura da studio da registrazione che da palco.

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