Gianni Poglio

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"Stavano perdendo il loro amore. Mi piace pensare che sia questo il motivo per cui i Daiana Lou (Luca e Daiana, un duo sul palco, una coppia nella vita; ndr) hanno abbandonato X Factor in diretta. Mi piace leggere questo colpo di scena con gli occhi e l’animo di un’inguaribile romantica. Quei due ragazzi sono artisti di strada, hanno le loro regole, i loro valori e anche tantissima esperienza. Potrebbero incidere un disco domani senza alcun problema. Ovvio che nell’ingranaggio di un talent show si siano sentiti compressi» racconta Arisa poche ore dopo una delle puntate più calde dello show di Sky.

«A volte, durante la gara, scorre tanta adrenalina e se c’è da combattere per la mia squadra non mi tiro indietro. Dico quel che penso, magari interrompo gli altri giudici mentre parlano. Alvaro Soler si è irritato un paio di volte, ma la competizione è così. Non c’entra la maleducazione: in tempo di guerra non si chiede permesso. Detto questo, deitro le quinte si scherza. Fedez mi prende molto in giro per le pettinature, sostiene che a volte mi acconcino con un ciuffo bizzarro che assomiglia a quello leggendario di Cameron Diaz in Tutti pazzi per Mary». L’altra Arisa, quella che non battaglia nell’arena di un talent, è una delle voci più raffinate e mature della musica italiana. Di lei Mogol ama dire: «Mi piace moltissimo perché quando canta non urla, non usa la voce per far colpo, ma per regalare emozioni». Che hanno la forma e la struttura di canzoni diventate hit, ora riunite nell’album Voce The Best Of. Una compilation che fotografa il suo percorso dal 2009 ad oggi in attesa del tour teatrale che inizierà il 12 gennaio dalla Città del Teatro di Cascina (Pisa).

La prima volta di Rosalba Pippa su un palco. Quando e come?
A Pignola, in provincia di Potenza. Avevo quattro anni ed ero tutta vestita di jeans. Ho partecipato a una competizione interpretando Fatti mandare dalla mamma di Gianni Morandi. In quel periodo arrivavo sempre ultima. Ma la vita è una continua sorpresa. Può anche succedere di vincere il Festival di Sanremo. Prima nelle nuove proposte e poi nella categoria big. Per farsi ascoltare in questo mondo bisogna per forza arrivare primi qualche volta.
Quando le propongono di interpretare un brano qual è la molla che fa scattare l’identificazione con quella musica e con quelle parole?
Le canzoni che lasciano il segno sono quelle che intercettano lo stato emotivo di chi le canta. Un esempio concreto: La notte mi è arrivata nel momento in cui si stava chiudendo una relazione importante con una persona che fino quel momento mi aveva preso per mano e condotto nella vita. Ero a Sanremo per la prima volta senza di lui. In quella condizione cantare «Né vincitori né vinti si esce sconfitti a metà. La vita può allontanarci,l’amore continuerà» è stato lacerante e di un’intensità indescrivibile.
Amore e carriera hanno qualche chance di convivere?
Dipende da chi è lui e da quali equlibri si instaurano. Stare con un’artista non è semplice. Il mio è un mestiere che pervade tutta la vita, che non ha orari d’ufficio. La saracinesca non si abbassa mai: torni da X Factor e parli della puntata, finisci di incidere un brano e ti interroghi su come avresti potuto cantarlo meglio. Poi, t’incazzi perché quel suono non è come immaginavi. Funziona così.
Azioniamo la macchina del tempo: si riveda nel 2009 con quegli occhialoni enormi e tutta l’ingenuità di un’esordiente.
Io credo sinceramente che la mia storia sia una favola, quella della ragazzina che viene dalla Basilicata e che si conquista un posto in un ambiente complesso come quello dello spettacolo. C’è tanta poesia nel film della mia vita. Certo, per navigare nello show business bisogna indurirsi e omologarsi un po’, ma nell’insieme io sono rimasta quella che ero. Quella ragazzina incosciente e spontanea che sale sul palco con le lenti più grandi di lei.

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