Gabriele Antonucci

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Aretha Franklin, a pochi mesi dalla sua morte, avvenuta il 16 agosto 2018, è la prima donna a ricevere (postuma) la Menzione Speciale del Premio Pulitzer per il suo "contributo indelebile alla musica e alla cultura americana degli ultimi cinquant'anni".

Lo scorso anno il rapper Kendrick Lamar aveva ottenuto il Premio Pulitzer nella categoria Musica per l'album Damn.

Dal 1930, anno della sua istituzione, erano state assegnate sono 41 Menzioni Speciali, che sono andate a musicisti del calibro di Duke Ellington, Bob Dylan, John Coltrane, Thelonious Monk, George Gershwin, Ray Bradbury, William Schuman, Milton Babbitt, Scott Joplin, Roger Sessions, Richard Rodgers e Oscar Hammerstein II.

Il premio Pulitzer è un premio statunitense, considerato come la più prestigiosa onorificenza nazionale per il giornalismo, successi letterari e composizioni musicali, istituito dal giornalista ungherese-americano e magnate della stampa statunitense Joseph Pulitzer che, alla sua morte, lasciò tutti i suoi averi alla Columbia University.

Il premio fu assegnato per la prima volta nel 1917, nelle sole categorie Reporting, Editoriale, Storico e Biografico.

I riconoscimenti vengono assegnati annualmente nel mese di aprile a coloro che si sono distinti particolarmente in una delle 21 categorie considerate, dalla cronaca, alla fotografia, alla vignetta, alla fiction, alla letteratura, alla musica.

Aretha Franklin è stata anche la prima donna a far parte della Rock and Roll Hall Of Fame, la seconda per numero di Grammy Award (21), di cui otto consecutivi fra il 1968 e il 1975, la prima nella classifica dei "100 migliori cantanti di tutti i tempi" di Rolling Stone nel 2009, superando Elvis Presley, John Lennon e Bob Dylan.

Tra i riconoscimenti più prestigiosi, ricordiamo il Kennedy Center Honors nel 1994 e la Medaglia Presidenziale della Libertà nel 2005.

Le sue straordinarie doti vocali, unite alle qualità di pianista e di compositrice, le hanno permesso di passare dal gospel al jazz, dal blues all’r&b, fino al pop più raffinato.

Negli ultimi anni Aretha aveva cantato nelle cerimonie di insediamento dei presidenti Bill Clinton e Barack Obama, che si commosse per la sua interpretazione di (You Make Me Feel Like) A Natural Woman, eseguita in onore di Carole King.

Indimenticabili le sue "esplosioni" interpretative: le sue non erano mai interpretazioni studiate a tavolino, ma nascevano dal desiderio di dare voce alla sua anima.

Quegli acuti improvvisi nei momenti apparentemente meno opportuni di un brano, così come i toni bassi, sono solo i momenti in cui Aretha dimostrava di non essere una semplice cantante, ma prima di tutto un'umana creatura che soffriva e gioiva attraverso le parole del suo canto.

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