Amy Winehouse: due anni senza

Cinque motivi per non dimenticarla. Mai

Amy Winehouse (Getty Images)

Tony Romano

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Sono trascorsi due anni da quel 23 luglio che vide la tragica scomparsa di una delle cantanti più amate del mondo, Amy Winehouse. La vocalist, stando alla testimonianza di una guardia del corpo, morì dopo una notte passata davanti al computer con una bottiglia di vodka. Pare che Amy si sia spenta riguardando i video caricati su Youtube delle sue performance. Oggi, vogliamo ricordarla ripercorrendo i 5 momenti top della sua breve ma intensissima carriera.

1) Nel 1999 entra a far parte della National Youth Jazz Orchestra, una delle orchestre più importanti e famosa del Regno Unito. Questa è la prima grande occasione per Amy, esibendosi per la prima volta come cantante professionista.

2) Nel 2003 esce Frank, prodotto da Salaam Remi. L’album, nominato ai BRIT Awards, vende oltre un milione di copie conquistando ben due dischi di platino. Il disco, pur avendo ricevuto riscontri positivi da critica e pubblico, non verrà mai accettato del tutto dalla cantante a causa di alcune canzoni, inserite e volute della casa discografica che a lei non sono mai andate a genio.

3) Il secondo album, Back to Black, arriva nel 2006 scalando in brevissimo tempo le classifiche mondiali. Il disco contiene brani del calibro di Rehab e Tears Dry on Their Own, oltre alla title track, che diventeranno grandissime hit. A oggi, l'album ha venduto oltre 12 milioni di copie. 

4) Sempre nel 2008 vince la bellezza di cinque Grammy Award, di cui tre assegnati al brano Rehab, uno come miglior album pop ed un altro come migliore artista emergente.

5) Dopo un periodo in cui le sue condizioni di salute iniziano ad aggravarsi, nel 2010, ritorna sulle scene musicali e dalla collaborazione con un altro grande come Quincy Jones nasce It’s my party.

 
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