Gianni Poglio

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"Che figata! Santo cielo, questa volta mi prende un coccolone". Sola in mezzo a palco, davanti alle gradinate ancora vuote del Forum di Assago, Alessandra Amoroso si concede la prima lacrima della giornata appena le decine di baloon luminosi appesi al tetto accendono l’arena come un cielo stellato. Laser che escono da piramidi hi-tech, fumo, luci potentissime, maxi schermi: il Vivere a colori tour è una produzione degna del suo nome. Passa dal sedile dell’auto al palco in una manciata di istanti, Alessandra. "Sistemiamo quel trucco sulle guance, altrimenti creiamo l’effetto Heidi" le suggerisce il regista dello show, Roberto Cenci.  

Alle 17.30 la macchina organizzativa del concerto gira a pieno ritmo. Il soundcheck è un rito che si ripete sempre uguale e sempre diverso in ogni angolo del mondo: si aggiustano i suoni, si provano chitarre, cori, tastiere e volumi. "Asciugami un po’ la voce" chiede Alessandra ai tecnici prima di lanciarsi in un assaggio della scaletta: Stupendo fino a qui, Estranei a partire da ieri, Comunque andare.

Non ci vuole molto per intuire che quel timbro così caldo e pronunciato è la chiave del suo successo (17 dischi di platino e 150 milioni di visualizzazioni su Youtube). Vista da vicino, Alessandra appare per quel che è: una ragazza fortunata che si gode ogni istante con l’intensità di chi non sa e, in fondo, non vuole trattenere le emozioni. "Il nome del mio fan club, Big Family, dice tutto" racconta nel camerino trasformato in un mini salotto luminoso e accogliente. "Non mi sento una cantante nel senso tradizionale o divistico del termine. Io mi percepisco come una ragazza che sale sul palco e canta davanti a tutta la sua famiglia. Mi piace così, non voglio cambiare" spiega avendo ancora negli occhi l’immagine di quei duecento hardcore fan della Big Family che mezz’ora prima hanno preso d’assalto le prime file del Forum per assistere alle prove: fanciulli e fanciulle dai 14 ai 18 anni che entrano correndo a perdifiato, si piazzano intorno al palco, accendono lo smartphone e iniziano a cantare.

Sono lì a cinque metri da lei, ma la scrutano in estasi attraverso la lente del telefono-telecamera. Urlano con tutta la voce che hanno e saltano appena il ritmo della canzone prende quota. Sempre con il telefono inesorabilmente incollato alla mano, manco fosse un’estensione naturale del braccio. "Quanto amore mi regalano. Bisogna sapere però che là fuori non ci sono solo gli appassionati, ci sono anche quelli che non ti fanno passare niente per partito preso. Li chiamano haters. Nessun problema, la mia filosofia di vita l’ho raccontata in una canzone: Comunque andare. Un giorno, Elisa mi ha detto: l’ho scritta pensando alla tua capacità di apparire sempre felice, anche quando non è facile. Adesso, finiamola insieme".

Tiziano Ferro? "Grazie a lui ho capito quanto possa essere efficace, per farsi largo nel cuore della gente, anche un sussurro. Mi ha insegnato che cantare non è una sequenza di note altissime ed impossibili. Basta un sospiro". L’Amoroso Style, nel corso degli anni, è diventato un brand come conferma una collezione di gioielli (Lolaandgrace) ispirata alle sue canzoni e ad alcuni simboli che s’è fatta tatuare sulla pelle: una casa, l’orma di un cane, due pezzi di puzzle che si incontrano. "Mi piace pensare che i fan indossino una parte di me" racconta mentre il countdown dice che manca meno di un’ora allo show. "Il momento più difficile è questo" racconta mentre entrano al Forum Nek, J-Ax ed Emma. Il trucco, i vestiti, la tensione, l’ultimo ripasso e un rito che rompe il silenzio pre-show: "In culo alla balena, sperando che non caghi: merda, merda, merda".                               

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