Ha debuttato con successo al Teatro Ariosto di Reggio Emilia lo spettacolo Offline(in tempo reale), che ha per protagonisti gli Africa Unite, il gruppo più rappresentativo del reggae made in Italy, nato nel 1981 per onorare la memoria di Bob Marley.

Il tipico ritmo in levare del reggae della band capitanata dai carismatici Bunna e Madaski si incontra con la musica colta degli Architorti, quintetto d’archi di formazione classica che dal 2004 collabora con il regista Peter Greenaway, e con il ballo dellla MM Conteporary Dance Company, compagnia di danza contemporanea diretta dal coreografo Michele Merola.

Il concept di "Offline"

Una performance di parola, musica e gesto che gioca a scomporre e sovrapporre i piani del virtuale e del reale.

Offline (in tempo reale) è esemplificativo del concetto che paragona i due mondi. Abbiamo oggi la tendenza ad un certo isolamento collettivo proprio nel momento in cui dovremmo possedere i mezzi di comunicazione più elaborati di sempre.

Una sorta di riflessione su quando questa tecnologia sia davvero necessaria o meglio ben assimilata ed usata correttamente nella nostra vita o siamo diventati l’immagine riflessa della nostra icona sul social preferito, sempre alla ricerca di apprezzamenti da parte di persone che nemmeno conosciamo?

La materia musicale è fornita dalle canzoni di Africa Unite in un’elaborazione per quintetto d’archi a cura di Architorti e per elettronica applicata. La parte fisica, visibile, toccabile è costituita dalle coreografie di Michele Merola per la MM Contemporary Company.

Nel corso dello spettacolo gesto, parola e musica si misureranno inoltre con i loro cloni virtuali proiettati su schermi, dialogheranno con loro in una sorta di continuum dove il “programmato’’ si mescola con il reale.

Il quintetto stesso potrà moltiplicarsi e diventare orchestra, mentre Madaski e Bunna si confronteranno con l’immagine virtuale del loro personaggio.

Le dichiarazioni degli Africa Unite

“La musica è una importante e potente forma di comunicazione -ha dichiarato Madaski- Lo è sempre stata e, nei nostri 35 anni di esistenza come band, abbiamo spesso dibattuto sul ruolo che possa, debba avere all’interno del tessuto sociale.

Abbiamo sempre scelto con cura temi e argomenti su cui scrivere, facendo attenzione a non usare mai lo stile sloganistico, ove si scandiscono certezze a tempo… e preferito immagini, input, domande agli assiomi precotti e preconfezionati di una certa scena musicale. Quella reggae, appunto, alla quale ci sentiamo di appartenere solo in parte.

Offline è uno spettacolo in cui convergono le nostre esperienze e, sicuramente, questo nostro approccio “poco ortodosso”. La multidisciplinarietà è un percorso che affrontiamo per la prima volta e con molta passione, il fatto di unire danza e contenuti mediatici ai nostri testi, con l’ulteriore elaborazione musicale degli Architorti ci stimola molto”.

Com'è strutturato lo spettacolo

Lo spettacolo è articolato in tre parti che si susseguono senza soluzione di continuità. Ciascuna sezione è anticipata da un breve “recitativo” che ne riassume l’azione o ne cita i temi principali facendo riferimento ai brani eseguiti.

La prima parte – L’illusione – è introdotta da Hopptiquax, il personaggio ambiguo e distorto interpretato da Madaski che rappresenta la rete delle reti, la rete per tutti, la rete che risolve, il navigatore personale nei meandri del virtuale.

La rete è diventata il “media” per eccellenza, in grado di “portarvi tra soffici sapori e colori, insegnarvi a parlare, ragionare, mangiare e persino ad amare”.

Oltre il suo fascino però si nascondono non poche contraddizioni, fisiche e concettuali proposte (o imposte) dal virtuale.

La seconda parte – Social Addicted – presenta il nuovo esercito di “social addicted”, che fanno della propria vita un'esposizione continua e spettacolare, sempre attenti a tenere sotto controllo lo “spettacolo” delle vite altrui.

Nella terza parte – La reazione – emerge la consapevolezza della crescente dipendenza dal virtuale che ci controlla in modo subdolo e incide sul nostro presente ma anche sul nostro futuro. Per uscirne serve recuperare la memoria, serve riflettere, conoscere i meccanismi che governano una tecnologia che certamente aiuta ma non può e non deve sostituirsi all’umano.

Lo spettacolo culmina con la sovrapposizione delle due parti in gioco e si chiude con una domanda inquietante: “Sappiamo ancora permetterci di rimanere OFFLINE? Per quanto tempo? Come riusciremo a confrontarci con la tecnologia che noi stessi abbiamo creato senza far uso di essa? Forse una nuova guerra è già iniziata".

Nel corso dello spettacolo saranno eseguiti i brani Hopptiquax, Come in un film, L’attacco alla corda (prima parte), L’esercito con gli occhiali a specchio, Rughe indelebili, The Cage, Sottopressione (seconda parte), Quando fuori piove, Il Partigiano John, Notti, Il mio pensiero lucido (terza parte).

Una performance che non può essere rinchiusa in una sola etichetta, ma che creerà un mondo nuovo di immagini, suoni e movimenti che scaturiranno dall’energia vorticosa e trascinante dei quattordici artisti in scena.

Le prossime date

Offline (in tempo reale), dopo il debutto dell’8 novembre al Teatro Ariosto di Reggio Emilia, farà tappa il 24 e 25 novembre alle Fonderie Limone di Moncalieri (Torino), il 13 dicembre al Teatro Comunale di Carpi, il 6 gennaio 2018 sarà la volta del Teatro Verdi di Pisa e il 7 marzo al Teatro Guglielmi di Massa Carrara.

© Riproduzione Riservata

Commenti