Gabriele Antonucci

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Il mondo del rock piange la scomparsa di Ginger Baker, leggendario batterista dei Cream, morto oggi a 80 anni.

Il 26 settembre è stato ricoverato in gravi conidizioni, tanto che i suoi parenti avevano chiesto pubblicamente preghiere per lui: "La famiglia Baker è triste di dover annunciare che Ginger è in ospedale in condizioni critiche. Per favore che sia nelle vostre preghiere questa notte"

Nel 2013 Baker confessò a Rolling Stone che stava soffrendo di un male dolorosissimo, di una forma grave di osteoartrite a cui si aggiungevano anche problemi cronici di ostruzione polmonare

Nel 2016 subì un intervento chirurgico a cuore aperto, che lo costrinse a cancellare una serie di date del tour. Durante il recupero, inoltre, sopraggiunse una caduta che gli comportò problemi alle gambe.

La rivista Rolling Stone lo ha messo al terzo posto nella classifica dei migliori 100 batteristi di sempre. Davanti a lui solo John Bonham dei Led Zeppelin e Keith Moon degli Who.

Il soprannome Ginger deriva dal colore fulvo dei suoi capelli da giovane.

La sua carriera inizia in diversi gruppi jazz della scena londinese, ma il boom del British Blues lo porta a spostarsi verso un altro genere musicale.

Lavorando con Cyril Davies entra in contatto con un giovane bassista, un certo Jack Bruce. Il feeling tra i due è fin da subito importante, e insieme al sassofonista e organista Graham Bond ben presto forma un gruppo, la Graham Bond Organization, un gruppo che coniuga jazz e blues.

Dopo due anni d’intensa attività, però, questa esperienza si esaurisce e così Ginger cerca un nuovo progetto.

Gravitando attorno all’ambiente di John Mayall, il padrino del blues inglese, entra in contatto con un chitarrista giovane ma già incredibilmente talentuoso: Eric Clapton.

Folgorato dal suo stile inconfondibile, lo invita a unirsi a lui e a Jack Bruce per dar vita a un nuovo gruppo. Nascono così i Cream, il power trio per eccellenza, tanto da ispirare Jimi Hendrix nella formazione dei suoi Experience.

La loro esperienza è breve ma fondamentale per lo sviluppo della musica rock, in particolare del blues rock, dello psychedelic rock e dell' hard rock.

Pubblicano solo quattro album, ma ognuno di questi ha un successo clamoroso, grazie anche a brani dell'impatto di di Sunshine of Your Love.

I Cream, come tutte le grandi band, esprimevano il loro meglio dal vivo. Baker, con i suoi lunghi assoli e il suo stile ruvido, diventa fin da subito un modello per tutti i batteristi a lui contemporanei.

Nel 1968 i Cream si sciolgono, lasciando un vuoto incolmabile nel mondo del blues rock.

Con Clapton, Baker parte però subito per una nuova avventura, creando il supergruppo Blind Faith insieme al bassista Rick Grech e il polistrumentista Steve Winwood. I quattro pubblicano un solo album, ma riescono lo stesso a imprimere il loro nome nella storia della musica.

Dopo i Blind Faith, Ginger colleziona una serie di esperienze molto differenti tra loro. Con la Ginger Baker’s Air Force, una formazione di dieci elementi, sperimenta tra blues, jazz, rock e musica etnica, e riesce a suonare anche con il suo mito dell’adolescenza, Phil Seaman.

Poi, sempre più affascinato dalla musica africana, parte per la Nigeria, prima di ritirarsi negli anni Ottanta in una fattoria in Toscana, poco lontano dal paese di Larciano, in provincia di Pistoia.

Torna ad avere un ottimo successo verso la metà degli anni Novanta con un album, Going Back Home, che lo vede collaborare con il bassista Charlie Haden e il chitarrista Bill Frisell.

Ma l’evento più importante della sua recente carriera è forse la reunion storica dei Cream nel 2005, che porta i tre a esibirsi in una serie di concerti alla Royal Albert Hall.

Baker è stato sposato quattro volte.

La sua attuale coniuge è Kudzai Machkoto, sposata nel 2010. Ginger lascia tre figli: Kofi (batterista a sua volta), Ginette e Leda.

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