Gabriele Antonucci

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L’estate è la stagione privilegiata per la musica live, che esce dai teatri e dai palasport per riunire all’aperto migliaia di persone, in un’atmosfera ideale per apprezzare al meglio le emozioni che solo un grande concerto è in grado di trasmettere.

Le capienze delle grandi arene permettono di ospitare anche in Italia i big del pop del rock, per i quali non sono sufficienti gli spazi invernali, anche e soprattutto da un punto di vista della sostenibilità dell’investimento.

Vediamo insieme i 10 festival musicali dell’agosto 2017 da non perdere, da Nord a Sud, una lista che sarà periodicamente integrata e aggiornata.

HOME FESTIVAL (Treviso)

Se c'è un festival in Italia che, per cast, numeri e coinvolgimento, si avvicina al Primavera Sound di Barcellona, quello è l'Home Festival di Treviso, ospitato nei 95.000 metri quadri della zona Dogana di Treviso, grazie al costante scouting svolto negli dal founder Amedeo Lombardi e dal suo staff nei più importanti festival internazionali, da cui importano le principali novità, tra cui acqua gratis per tutti nei punti di raccolta e l'uso dei token ai bar. Uno dei punti di forza della kermesse è il camping “Home Garden”, un micromondo che unisce vacanza, divertimento e condivisione. Nel ricco e variegato calendario di eventi spiccano i Duran Duran (31 agosto), padrini del new romantic, che nel 2015 hanno stupito tutti con un album riuscito come Paper Gods, prodotto dai maghi dei suoni Mark Ronson e Nile Rodgers; Liam Gallagher(1 settembre), inconfondibile voce degli Oasis, che presenterà il suo primo album solista; le ipnotiche sonorità in levare degli Wailers (1 settembre), la leggendaria band che accompagnava nei live Bob Marley; la raffinata elettronica di Justice e Moderat, i ritmi tutti da ballare di Steve Angello, Ofenbach, The Bloody Beetroots, il rock alternativo di The Libertines e The Charlatans, i nomi più amati della scena italiana come Afterhours, J-Ax & Fedez, Thegiornalisti,Mannarino, Levante, Le Luci Della Centrale Elettrica, Max Gazzè e Marracash & Guè Pequeno. Di seguito il calendario completo dell'Home Festival.

Mercoledì 30 agosto (ingresso gratuito): Max Gazzè – Omar Pedrini –- Eva Pevarello – Digital Monkey Beat Dj Set Pau (Negrita) & Dj AM:PM – Rumatera – Los Massadores – The Bastard Sons of Dioniso – Wardogs – Craven – The Brokendolls – Kani – Old 7 Years – Tytus.

Giovedì 31 agosto: Duran Duran – Moderat – Soulwax – Frank & The Rattlesnakes – The Horrors – M+A – Clap! Clap! – Godblesscomputers – Pop x – Demonology HiFi – Wora Wora Washington – Vettori – I’m Not a Blonde – La Scimmia

Venerdì 1 settembre: Liam Gallagher – Justice – The Wailers – Samuel – Planet Funk – Booka Shade&Craig – Walker – Andy C – Circa Waves – Raphael – Gli Sportivi – David Lion aka Lion D – Dj Christian Effe – The Quentins – Crista – Hope You’re Fine Blondie

Sabato 2 settembre: J-Ax & Fedez – Steve Angello – Thegiornalisti – Chris Liebing – Kungs – Ofenbach – Hoodie Allen – You Me At Six – Jasmine Thompson – Sfera Ebbasta – Charles – Ex-Otago – Birthh – Mudimbi – Lowlow – Ackeejuice Rockers – Elyne – Christaux

Domenica 3 settembre: Mannarino – Marra&Guè – Afterhours – Le Luci Della Centrale Elettrica – Levante – Nikki e Dj Aladyn Tropical Pizza – Wrongonyou – French 79 – Txarango – Sunday Morning – I Maghi di Ozzy


I SUONI DELLE DOLOMITI (varie location in Trentino)

Sulle Dolomiti elette dall’UNESCO a Patrimonio Naturale dell’Umanità, in Trentino ogni estate natura e musica si abbracciano per dar vita ad eventi unici, dove il paesaggio è scenografia e palcoscenico. Interpreti di fama internazionale, tra musica classica, jazz, world music e canzone d’autore, esprimono tutta la propria creatività dialogando con l’ambiente che li accoglie, con la poesia del silenzio. Il pubblico non è semplice spettatore: si siede attorno ai musicisti, in un’atmosfera informale ma rispettosa, per vivere un’esperienza indimenticabile.

2 agosto – Anouar Brahem, Khaled Yassine, Klaus Gesing, Bjorn Meyer

Tutta la musica di questo spettacolo si ispira alla tradizione araba ed è allo stesso tempo forte ricerca della melodia. I suoni si fanno colore e tra gli strumenti s'instaurano continui dialoghi. Ed è proprio la straordinaria bravura dei musicisti guidati da quell'autentico virtuoso dell'oud tunisino che è Anouar Brahem a rendere possibile tutto questo: il clarinetista Klaus Gesing, il bassista Björn,Meyer, il giovane libanese Khaled Yassine al darbouka e bendir. Alla fine ci si ritroverà a pensare che l'uomo ha di fronte ancora molti spazi inesplorati nella musica.

4 agosto – Ensemble Zandonai, Albrecht Mayer

Da un lato il primo oboe dei Berliner Philharmoniker che ha entusiasmato critici e pubblico con il suo "oboe miracoloso" trasformato in vero e proprio "strumento di seduzione" e dall'altra un ensemble che riunisce musicisti professionisti di talento attivi in realtà internazionali di assoluto spessore. Si tratta di Albrecht Meyer e l'Orchestra da Camera di Trento- Ensemble Zandonai che si incontrano sulle note di Vaughan Williasm, Eddward Elgar, Gustav Holst senza dimenticare la musica da cinema, il tango di Piazzolla e qualche indimenticabile successo pop.

8 agosto – Ten thing

Fondata nel 2007 dalla trombettista norvegese Tine Thing Helseth, la formazione Ten Thing riunisce dieci bravissime strumentiste. Un ensemble di soli ottoni che ha portato gli arrangiamenti di Jarle Storløkken in tutta Europa esibendosi tra Svizzera, Italia, Austria, Germania, Gran Bretagna, Russia, Lussenburgo in importanti festival e sale di musica. Versatili ed eclettiche le Ten Thing si muovono con energia e bravura tra i lavori di Weill, Bizet, Grieg, Piazzolla così come Albeniz, Mozart e il compositore olandese Jan Poetiser.

10 agosto – Sarah Jane Morris, Antonio Forcione

Lei una delle voci storiche più famose della musica d'oltre Manica capace di muoversi sinuosa tra jazz, rock e rhythm and blues, lui un chitarrista dotatissimo con diciannove album all'attivo nella tradizione dei Django Reinhardt e Marc Ribot. Sarah Jane Morris e Antonio Forcione inaugurano un sodalizio sonoro con un album e uno spettacolo intitolato “Compared to What” tutto costruito su brani che toccano temi sociali, sentimenti, paesaggi interiori senza dimenticare l'omaggio alle migliori esperienze musicali da Stevie Wonder a Bob Dylan.

21 agosto – Jack Savoretti

Nato a Londra da padre italiano e madre tedesco-polacca, con studi in Svizzera, Jack Savoretti è il simbolo di una generazione eclettica, aperta alle culture del mondo. Una sensibilità che in lui si fa musica attraverso un cantautorato sofisticato e allo stesso tempo capace di parlare alle emozioni. Dal primo lavoro in studio “Between the minds” nel 2007 la strada percorsa è stata molta con cinque album, innumerevoli concerti e apparizioni – tra cui anche il Festival di Sanremo del 2014 – e la definizione di una cifra stilistica che sintetizzando mirabilmente tradizione cantautorale inglese, americana e italiana, ha conquistato i cuori del pubblico di tutta Europa.

23 agosto – Nada, Fausto Mesolella, Ferruccio Spinetti

Una voce e una sensibilità incredibili per un'artista che riesce sempre ad andare oltre le parole. Nada, vocalist che ha incantato e continua a incantare con la sua versatilità, torna a incontrare il pubblico che non ha mai deluso sin dal suo esordio. Il tutto con un'esibizione che si muove tra canzoni popolari, classici e nuove invenzioni come “Senza perché” - diventata colonna sonora di The Young Pope di Paolo Sorrentino - o “Sul porto di Livorno” di Piero Ciampi.

25 agosto – Bartolomeybittmanm

Matthias Bartolomey al violoncello, un David Tecchler del 1727, e Klemens Bittmann al violino a alla mandola – rispettivamente uno Josephus Pauli del 1817 e una Markus Kirchmayr del 2004 – intendono la musica come ponte tra generi diversi, officina di contaminazioni e spazio nel quale creare connessioni. Con loro la classica si apre alle influenze di rock, jazz, folk per diventare repertorio che si ciba di presente e passato. Una sintesi, questa, che è anche il risultato di una formazione rigorosa con tournée in tutta Europa e oltre oceano, esibizioni in importanti festival con l'aggiunta di prestigiosi riconoscimenti e che ha preso forma nei loro lavori-tra questi Neubau e che risuoneranno anche nell’appuntamento de I Suoni.

29 agosto – Federspiel

Ispirazione, ironia, sensibilità e soprattutto una travolgente carica che si sprigiona sul palcoscenico, sono i tratti esclusivi di questa brass band austriaca. Nata nel 2004 riunisce sette giovani musicisti formatisi al Conservatorio di Vienna che si sono fatti conoscere in tutta Europa grazie a numerosi tour e a una bravura premiata con numerosi riconoscimenti. Gli ottoni della Federspiel riportano il pubblico a tu per tu con le migliori tradizioni folk del continente affrontandole e reinventandole in un modo, diciamo, “rivoluzionario” tra melodie di ampio respiro e improvvisazioni.

31 agosto – Héctor Ulises Passarella e Roberto Passarella duo bandoneon

Un genere relativamente “giovane” eppure già senza tempo. Il tango ha saputo farsi musica, danza e persino sguardo sul mondo. I grandi strumentisti e compositori non finiscono mai di farcene innamorare. Come nel caso di Hèctor Ulises Passarella è considerato uno dei più grandi bandoneonisti, nonché uno dei più interessanti compositori di tango moderno. Affiancato da un altro grande artista, il figlio Roberto, da Tania Colangeli e Marco di Blasio del Centro Bandoneon di Roma affronta pezzi propri e grandi classici da Piazzolla a Gardel passando per Matos Rodrìguez e Lamarque Pons.


TODAYS FESTIVAL (Torino)

Il 25, 26 e 27 agosto, dal primo pomeriggio a notte inoltrata, si svolgerà la terza edizione di Todays Festival, uno dei festival più raffinati della stagione, con una line up ambiziosa, capace di mescolare leggende internazionali e nuove stelle italiane. Due i palchi principali: il grande prato verde di sPAZIO211, palcoscenico della produzione musicale indipendente di livello mondiale e, a pochi passi, all'interno della piazza semicoperta, l'area dell'ex Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino INCET, che ospita, in collaborazione con Varvara Festival, un puzzle di suoni e immagini che sfida gli stili più prevedibili e i luoghi comuni più inflazionati.

Inaugura la kermesse Pj Harvey (unica data italiana il 25 agosto), regina indiscussa del rock accompagnata da una “marching” band di 9 elementi che torna in Italia dopo aver portato in tour il suo ultimo album The Hope Six Demolition Project pubblicato nel 2016. A seguire Mac Demarco già headliner nei più importanti festival del mondo e artista tra i più attesi dell'anno. Negli spazi Ex Incet dopo la mezzanotte Max Cooper, Shed, A Made Up Sound e Dbridge, produttori e musicisti che hanno scritto la storia della musica elettronica.

Il 26 è la volta di Richard Ashcroft leggendario e carismatico leader dei Verve, e poi di Perfume Genius, degno erede di David Bowie, Marc Bolan e Prince. Sul palco INCET Karenn, Terence Fixmer, Mono Junk, Boston 168 con la loro techno cruda e profonda, ma nel contempo sensuale. Il 27 agosto Todays chiude a sPAZIO211 con alcuni degli artisti internazionali che più hanno contribuito a livello mondiale ad abbattere steccati stilistici: Band of Horses, The Shins e per la prima volta in Italia, Timber Timbre.


UMBRIA FOLK FESTIVAL (Orvieto)

Torna l’attesissimo appuntamento con UMBRIA FOLK FESTIVAL, manifestazione di musica, cultura e enogastronomia che si svolge ad Orvieto (TR), in Piazza del Popolo, dal 30 agosto al 3 settembre.
Si parte mercoledì 30 agosto alle 21 con TRI, un viaggio nel patrimonio culturale della Sicilia con un progetto che vede sul palco tre artisti storici: i Lautari, Alfio Antico e Rita Botto.
Giovedì 31 agosto sul palco sale l’Orchestra Popolare "La Notte della Taranta", composta da musicisti di pizzica e musica popolare di tutto il Salento.
Attesissimo protagonista del palcoscenico, sempre venerdì 1 settembre, sarà Vinicio Capossela in “Combat Folk”, che celebrano il disco “Canzoni della Cupa” dopo i due tour “Ombra” e “Polvere”.
Sul palco, nella stessa serata, anche il Coro dei Minatori di Santa Fiora.
Sabato 2 settembre alle 21 spazio ai Baustelle. La band torna a dimostrare la capacità di fare proprie la canzone d’autore italiana e francese, la new wave, l’elettronica vintage, la bossa nova, le colonne sonore anni ’60 e ’70. Il loro ultimo disco, L’amore e la violenza, è una raccolta di canzoni che non hanno paura di essere cantate, un disco colorato e libero dove si amalgamano riferimenti e citazioni, suggestioni e nostalgie.
L’undicesima edizione di Umbria Folk Festival si chiude domenica 3 settembre alle 21 con Brigallè e la sua musica popolare dal ritmo di cassa battente e tamburelli, organetto e chitarre, fisarmonica e castagnette, cantando spaccati di vita quotidiana e storie di Briganti.Protagonista della serata anche La Riserva Moac. Una band senza frontiere, con un sound che spazia dal Balkan alla Patchanka.


IL JAZZ ITALIANO PER LE TERRE DEL SISMA (Scheggino, Camerino, Amatrice e L’Aquila)

Anche quest’anno, il jazz Italiano torna a mobilitarsi per le terre colpite dal sisma. Saranno 4 le città coinvolte quest’anno, in 4 giornate consecutive di concerti: il 31 agosto a Scheggino (PG), il 1 settembre a Camerino (MC), il 2 settembre ad Amatrice (RI), e per finire il 3 settembre a L’Aquila.

Oltre 700 musicisti coinvolti, provenienti da tutta Italia, parteciperanno a questo grande evento, a significare la vicinanza di tutto il mondo del jazz ai territori e alle popolazioni colpiti dal terremoto.


L’iniziativa di quest’anno (che si aggiunge a quella dell’anno scorso) collabora in modo associativo con Io Ci Sono Onlus alla costruzione del Centro Polifunzionale di Amatrice ed alle successive attività socio-culturali che daranno vita e respiro alla struttura. Fortemente voluta dal Ministro Dario Franceschini, dai sindaci dei quattro centri coinvolti (Pierluigi Biondi, Sindaco L’Aquila; Sergio Pirozzi, Sindaco Amatrice; Gianluca Pasqui, Sindaco Camerino; Paola Agabiti Urbani, Sindaco Scheggino) e dal musicista e direttore artistico Paolo Fresu, l’iniziativa sarà caratterizzata da una natura itinerante, con una quattro giorni di grande musica che traccerà un ponte ideale, un filo indissolubile di bellezza e arte nel cuore rosso dell’Italia.

L’inizio è previsto il 31 agosto a Scheggino (PG), in Piazza Carlo Urbani, dalle ore 17:30; la manifestazione si sposterà poi a Camerino (MC), il 1 settembre, con concerti dalle 14.30 nella zona della Rocca Borgesca e ad Amatrice (RI), il 2 settembre, presso il Piazzale dell’ex Istituto Alberghiero, dalle 17:00, per concludersi il 3 settembre all’Aquila, con 600 artisti previsti, 100 band in 18 luoghi della città che verranno animati dalle 11:00 fino a notte fonda.


TIME IN JAZZ (Berchidda)

Conto alla rovescia per l'appuntamento con Time in Jazz, il festival ideato e diretto da Paolo Fresu nella sua Berchidda (Ss) e altre località del nord Sardegna, che dall'8 al 16 agosto celebra la sua trentesima edizione. Un traguardo importante per uno degli eventi più apprezzati nel panorama nazionale della musica dal vivo, capace di richiamare ogni estate un vasto seguito di pubblico.Il paese natale del trombettista, tra i jazzisti italiani più noti anche a livello internazionale, è il fulcro della manifestazione.Un cartellone fitto di appuntamenti che si snodano per nove giorni consecutivi fin dal mattino in luoghi e spazi differenti: la grande arena allestita nella piazza centrale di Berchidda, piazza del Popolo, teatro dei concerti serali, ma anche i boschi e le chiesette campestri nei dintorni del paese e i siti più rappresentativi degli altri centri che fanno parte integrante del circuito del festival: Bortigiadas, Cheremule, Loiri Porto San Paolo, Mores, Olbia, Oschiri, Ozieri, Ploaghe, Posada, San Teodoro, Sassari, Sorso, Telti, Tempio Pausania.

Il cast riunisce nomi di primo piano della scena jazzistica nazionale e internazionale, alla testa di proprie formazioni o alle prese con progetti ad hoc per Time in Jazz: ecco dunque il sassofonista inglese Andy Sheppard con il suo quartetto e in duo con il chitarrista norvegese Eivind Aarset; in arrivo dagli Stati Uniti il pianista Uri Caine col suo trio, una formazione storica del calibro dell'Art Ensemble of Chicago e un gruppo giovane come gli Huntertones; dalla Germania sbarcano invece in Sardegna la tromba e il flicorno di Markus Stockhausen insieme al pianista Florian Weber; polacco, ma da tempo trapiantato nella Grande Mela, è un altro grande trombettista, Tomasz Stanko, atteso a Berchidda con il suo New York Quartet; e polacco è anche il violinista Adam Baldych in arrivo in duo col pianista norvegese Helge Lien, mentre la scena transalpina è rappresentata dal trio del batterista Philippe Garcia e dal quartetto del trombettista Erik Truffaz. E poi gli italiani: i pianisti Dino Rubino, Enrico Zanisi e Giovanni Guidi, la cantante Ada Montellanico, il trombonista Gianluca Petrella, il contrabbassista Marco Bardoscia, i sassofonisti Raffaele Casarano e Francesco Bearzatti, la clarinettista sarda Zoe Pia, i Myrtus Rytmus, ovvero il gruppo formato dai borsisti della scorsa edizione del Seminario jazz di Nuoro; e, ancora, due trombettisti della statura di Enrico Rava e, naturalmente, Paolo Fresu, atteso come sempre in svariate occasioni, compreso un omaggio a Lucio Dalla e Fabrizio De André con il cantante Gaetano Curreri e il pianista Fabrizio Foschini che riporterà il festival, dopo qualche anno di assenza, in quello che fu il buen retiro dell'indimenticabile Faber a L'Agnata. L'ingresso, come al solito, è a pagamento soltanto per i concerti che si tengono nell'arena allestita nella Piazza del Popolo a Berchidda; gratuito per tutti gli altri appuntamenti.


ROCCELLA JAZZ FESTIVAL - RUMORI MEDITERRANEI (Roccella Jonica)

Tredici giorni da non perdere per gli appassionati di jazz, buona musica, turismo e cultura, con la XXXVII Edizione di Roccella Jazz Festival - Rumori Mediterranei, uno dei più importanti e longevi festival jazz europei, noto in tutto il mondo per la combinazione tra qualità e originalità della proposta musicale e bellezza artistica e naturalistica dei luoghi. Dal 1981 il festival di Roccella Jonica (RC) propone cartelloni unici nel suo genere, coniugando produzioni originali (spesso in esclusiva o in prima assoluta internazionale), incontri culturali e occasioni preziose di confronti con i musicisti grazie a seminari e masterclasses: sarà così anche per l'Edizione 2017, diretta artisticamente dal prof. Vincenzo Staiano e interamente curata dall'Amministrazione Comunale di Roccella dopo lo scioglimento dell’Associazione Culturale Jonica, a seguito della scomparsa del suo fondatore, il senatore Sisinio Zito (6 luglio 2016).

"A me piace il Sud" è uno slogan, ma soprattutto il tema portante dell'Edizione 2017, in riferimento non solo alle località dello Ionio e al valore simbolico della Magna Grecia, ma anche ai risvolti artistici che rivelano queste terre: non è un caso che all'interno della proposta concertistica ci sia un filo conduttore, l'omaggio al grande e indimenticato Rino Gaetano, originario proprio della Calabria. I concerti saranno tutti ospitati in diverse location di Roccella, con una serata itinerante a Siderno. “Siamo felici di essere riusciti a garantire la continuità ad una manifestazione che è uno dei pilastri che connota culturalmente la nostra città nel mondo. Credo che anche il senatore Zito, di cui sentiamo tanto la mancanza, sarà contento che il festival, sua creatura artistica, prosegua l’attività ultra trentennale”: così ha dichiarato il sindaco di Roccella Giuseppe Certomà. Nei trentasette anni di storia, Roccella Jazz ha dimostrato di saper guardare al jazz nella sua storia ma anche nelle prospettive di rinnovamento internazionali, come testimonia il programma della XXXVII Edizione.

La prima settimana del Festival, da sabato 12 a sabato 19 agosto, si intitola Jamming Around & New Talents e si apre il 12 agosto al Porto delle Grazie proprio con un nome internazionale: la giovane bassista polacca Kinga Glyk con il suo Trio. Domenica 13 all'ex Convento dei Minimi una serata invece dedicata alla cultura locale, con un reading-concerto incentrato sul libro Del sangue e del vino, romanzo d'esordio dell'antropologo e musicista Ettore Castagna. Lunedì 14 a Siderno doppio concerto con due terzetti speciali e diversissimi tra loro, The South Project e gli Assassins di Francesco Cusa. Si torna a Roccella martedì 15 agosto con uno dei principali eventi della XXXVII Edizione: Tuck & Patti. Sarà una combinazione speciale dedicata alla chitarra nostrana e internazionale: in apertura una produzione originale del RJF, il Carafa Quartet di Francesco Loccisano, virtuoso della chitarra battente apprezzato in tutto il mondo, poi il celebre duo di Tuck Andress e Patti Cathcart, attivi dal 1978 e protagonisti del jazz acustico e della new age, amati in tutto il mondo. Mercoledì 16, giovedì 17, venerdì 18 e sabato 19 agosto ancora nuovo jazz italiano con Gabriele Buonasorte Quartet, il duo Thomas Umbaca e Pino Delfino (produzione originale RJF), il trio Ophir e il duo Federica Gennai e Filippo Cosentino, entrambi freschi del nuovo cd, l'ensemble multinazionale The Dave Howard Initiative, infine il Francesco Orio Trio e il Domenico Ammendola Trio.

Da domenica 20 a giovedì 24 agosto si entra nel vivo di Rumori Mediterranei, ogni giorno a Roccella concerti, masterclasses e seminari. Domenica 20 un tris di grandi proposte: i Red Basica con il loro originale progressive-jazz, lo splendido trio inglese di Alexander Hawkins, John Edwards e Steve Noble con il grande Sabir Mateen, infine il "concerto versatile" di una delle grandi voci della musica nostrana, Antonella Ruggiero in grande compagnia, con Mark Harris e Roberto Colombo. Lunedì 21 la serata clou del Festival, legata al tema conduttore del sud e Rino Gaetano: prima assoluta e produzione originale di RJF, "Original Tribute To Rino” - Jasmine Tommaso Sings The Songs Of Rino Gaetano With Giovanni Tommaso Apogeo Quintet. Una straordinaria rilettura del patrimonio di Rino Gaetano da parte di una delle colonne del jazz italiano e internazionale, quel Giovanni Tommaso noto non solo ai cultori del jazz di tutto il mondo, ma anche agli amanti della discografia del cantautore scomparso. Prima del concerto di Tommaso, il progetto tra fotografia e musica di Pino Ninfa Sulla Rotta Delle Storie. Un Omaggio Al Mediterraneo - Da Roghudi A Leptis Magna e il sestetto jazz-funk Antonio Faraò Eklektik. Martedì 22 agosto altro gran colpo, con il concerto dei Raw Frame, nuovo e talentuoso trio di art-jazz, il Massimo Donà Trio con Francesco Bearzatti in una produzione originale (prima assoluta) tra filosofia e jazz, con uno "sguardo sonoro" a Pitagora, infine un tuffo nella storia dell'acid jazz con il popolarissimo James Taylor Quartet, il trionfo dell'organo Hammond soul jazz. Proposte sempre diverse per i gusti del pubblico più ampio, come quella di mercoledì 23 agosto: una dedica speciale al compianto Freak Antoni con la presentazione del nuovo libro di Daniela Amenta e l'omaggio della Freak - Out Band; il ritorno sul palco per la prima volta dopo l'infortunio del trombettista Luca Aquino insieme al fisarmonicista Carmine Ioanna; il nutrito organico della Med Free Orkestra, all'insegna della musica multietnica e interrazziale. Gran finale giovedì 24 con un trittico da non perdere: l'Inside Jazz Quartet targato Tracanna, Zanchi, Colombo e Bradascio, il quartetto Coj & Second Time guidato da Claudio Cojaniz, infine la prima europea, davvero attesa, di Jonathan Finlayson & Sicilian Defense, il giovane ma già quotatissimo trombettista californiano. Al termine di ogni serata, a mezzanotte il Midnight Jazz Reading di Nicola Procopio.

Da domenica 20 a giovedì 24 agosto torna un’antica tradizione del Roccella Jazz Festival, le master classes che da quest'anno si svolgeranno nelle prestigiose sale del Palazzo Carafa, recentemente restaurato. I docenti saranno proprio sei tra i musicisti partecipanti alla rassegna: Giovanni Tommaso (contrabbasso), Francesco Bearzatti (clarinetto), Dave Howard (armonia e composizione), Jasmine Tommaso (canto), Francesco Loccisano (chitarra battente), Claudio Cojaniz (pianoforte). Nella stessa settimana sarà possibile partecipare anche a interessanti seminari e corsi di formazione: monitoraggio di palco (Enzo Barchitta), "suono, ergo sono" (Piera Recchini), fotografia (Pino Ninfa), passeggiate musicali (Eleonora Bilotta, Francesca Bertacchi, Francesco Rosa), tecnica moderna per fisarmonica(Virginio Aiello), "il contraccolpo nel jazz" (Massimo Donà).


SPONZ FEST 2017 (Calitri)

Nel centenario della Rivoluzione Russa, lo Sponz Fest, giunto alla sua V edizione, compie un gesto rivoluzionario: sperimentare il rovesciamento del mondo.

Dal 21 al 27 agosto a Calitri (Av) e in Alta Irpinia, il festival ideato e diretto da Vinicio Capossela, invita il pubblico e la comunità “a porsi dalla parte “altra” dell’abitudine, a ribaltare i punti di vista e osservare le cose al contrario, a scardinare l’ordine cui siamo assuefatti per creare un momento di resistenza a un mondo che va sempre più irrigidendosi nelle visioni”, come scrive Capossela.

Tutti, dunque, “all’incontré’?”! Anche il programma, che scorrerà al contrario: dall’evento di chiusura il secondo giorno a quello di apertura l’ultimo giorno, dopo una prima giornata, il 21 agosto, in cui non succederà nulla, come la domenica biblica, momento del riposo dopo la creazione. Un tempo “In senso inverso” come il titolo di un romanzo di P.K. Dick o quello che si riavvolge in “Un’altra giovinezza” di F.F. Coppola, tratto dal romanzo dello storico delle religioni rumeno Mircea Eliade.
Anche quest’anno, in quello che è più una grande esperienza comunitaria che un semplice festival, un programma che spazia fra molteplici ambiti espressivi e unisce occasioni di approfondimento culturale a momenti di festa e convivialità. Sette giorni di intensa vitalità dionisiaca che travolgerà come sempre tutti i partecipanti fino a farli cadere “sponzati come baccalà”.

Chi c’è stato, lo sa: lo Sponz Fest è una magia capace di coinvolgere e travolgere, un flusso di inesauribile energia che dagli stretti vicoli di Calitri si espande nella Valle dell’Ofanto per un’intera settimana. La storia dello Sponz Fest è di per sé un piccolo miracolo, nato per darsi un’occasione di fare “comunità”. Una comunità che l’ha vissuto come proprio. Partito come festa sui riti dello sposalizio, si è allargato ai temi dell’unione, del rapporto con la terra, dell’incontro con altre culture. E, quest’anno, della rivoluzione.

Un densissimo programma di musica, teatro, danza, perfromance, reading, incontri, proiezioni, notti ad osservare le stelle e a bere vino nelle grotte di Calitri, fra astronomia e gastronomia. E poi ancora escursioni di trekking e happening, laboratori per bambini e chiacchiere musicali in barberia. Senza dimenticare la Libera Università dei Ripetenti e la Festa dei Folli!

Nel programma spiccano i nomi di Georgos Xilouris e Jim White: il liuto dalle corde di metallo del musicista di Creta che farebbe la felicità di Ry Cooder, primitivo e potente, ancestrale e dal suono dei grandi spazi, incontra i tamburi di Jim White, batterista dei Bed Seeds di Nick Cave, PJ Harvey e di altri giganti del rock inquieto in un grande concerto all’alba.

Massimo Zamboni, cofondatore dei CCCP – Fedeli alla linea che porterà il pubblico a guardare “Il cielo sotto Berlino”, letture e sonorizzazioni dal suo ultimo lavoro “Nessuna voce dentro”. Un viaggio non lineare nella Berlino del 1981, nel momento in cui è ancora viva la stagione utopica, in cui riecheggia la rivolta dei movimenti del ’77 e in cui, al tempo stesso, forse, si intravedono già i segni di un’altra rivoluzione che verrà, quella dell’89 con la caduta del muro.

Novità di questa edizione la Libera Università dei Ripetenti, un ciclo di incontri con alcuni esponenti del mondo culturale, dei media e del sociale. Le “lezioni” si svolgeranno la mattina fra il castello di Calitri e le gite didattiche” nel sentiero della Cupa mentre la pausa ricreazione si può fare in qualsiasi momento e si può anche andare in bagno. Basta alzare la mano! A discutere di monoteismo e fondamentalismo – partendo da un’altra grande ricorrenza del 2017, il 500° anniversario dell’affissione delle tesi di Lutero – ci sarà lo storico del Cristianesimo Alberto Melloni, fra i massimi esperti del Concilio Vaticano II mentre a riflettere sul tema del “Contrario dell’Uno e altre contrarietà” sarà Erri De Luca, uno dei massimi scrittori e intellettuali italiani che proprio sulle barricate del ’77 si è formato. Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International, interverrà invece sul tema delle rivoluzioni nel mondo arabo mentre l’economista e giornalista del Sole 24 Ore Dario Deotto disserterà sul rapporto fra le norme e l’enorme, ovvero fra la Legge e la Vita. Il mondo al rovescio dello Sponz 2017 incontra il rovescio meteorologico e temporali di varia natura nell’incontro con l’esperto di fama internazionale Luca Lombroso, volto conosciuto dai profani per i suoi interventi al programma di Fabio Fazio “Che tempo che fa”.

Dopo i rumeni, gli albanesi e i serbi nelle precedenti edizioni, quest’anno la Fanfara non poteva che venire da San Pietroburgo, l’antica capitale russa e primo focolaio della rivoluzione. Sono i Dobranoitch. La loro musica, vera dinamite, va da Odessa al circolo polare artico. Il loro nome vuol dire buonanotte ma suoneranno all’alba, come in ogni mondo rovesciato che si rispetti.
Ogni rivoluzione ha la sua parata e dunque, fra i momenti più attesi del Fest, la grande parata fra le vie d Calitri, con tanto di bandierine totalitariste dello Sponz 2017, che culminerà in un concerto memorabile: sul palco Vinicio Capossela, Emir Kusturica con la No Smoking Band, Dobranoitch e il cantante “al rovescio” Antonio Pompò, vero funambolo della parola!

Il Mito della rivoluzione, con le sue liturgie, sviluppa la dimensione epica, l’immaginario da frontiera che aveva caratterizzato il tema dello scorso anno (“Chi tiene polvere spara”). E così quest’anno al posto dell’assalto al treno in pieno stile “western”, banda russa e cavalieri saluteranno l’arrivo del treno allo scalo di Calitri per festeggiare, per il secondo anno consecutivo, la riapertura temporanea della tratta storica “Avellino-Rocchetta” che quest’anno si arricchisce di un nuovo pezzo dell’antico percorso ferroviario. Per l’occasione, tutti a bordo dei vagoni storici provenienti dalla Puglia verso la stazione di Conza-Andretta-Cairano per una delle lezioni più affascinanti della Libera Università per Ripetenti: il direttore della Cineteca di Bologna Gianluca Farinelli accompagnerà i viaggiatori alla scoperta delle più importanti rivoluzioni nella storia dell’arte e del treno come elemento dell’immaginario rivoluzionario del Novecento.

Alla stazione di arrivo, la dimensione mitologica esplode nella maschera da Minotauro di un artista la cui origine va ricercata nella leggenda, un one man band circondato dal mistero. La grande stampa sembra ignorarlo ma su youtube raccoglie milioni di click e i grandi festival internazionali fanno a gara ad invitarlo. È Vurro, colui che colpisce i piatti della console con le corna da toro della sua maschera e che farà girare i dischi fino a farli muovere al contrario.

Davvero imperdibili i concerti all’alba nello straordinario scenario di Borgo Castello. Protagonisti Federico Maria Sardelli, vero artista rinascimentale – pittore, compositore e direttore, sommo specialista del Vivaldi – alla guida del suo ensemble Modo Antiquo sui sentieri della musica di Carlo Gesualdo e dei suoi contemporanei. E Alessio Franchini con il Circolo dei Baccanali in “Angeli con un’ala sola”, emozionante omaggio al divino Jeff Buckley a 20 anni dalla scomparsa.

Vulcanica e tellurica, la grande Notte del Tamburo vedrà alternarsi nel centro storico di Calitri imbandito come uno sposalizio, le tammorriate dell’area partenopea, le tarantelle di Tricarico e la “tarantatrance” di Antonio Infantino che insieme a Vinicio Capossela renderà omaggio a Enzo Del Re, indimenticabile artista rivoluzionario, musicista e cantastorie, a sei anni dalla sua scomparsa.

Anche quest’anno spazio all’arte contemporanea con SponzArt, la sezione ideata da Mariangela Capossela che ne ha curato le precedenti edizioni. Per lo Sponz 2017, la curatela è affidata a Tommaso Evangelista e, nel pieno spirito rivoluzionario del programma, il titolo sarà “Azioni per moto contrario”, a indicare la dimensione performativa e relazionale degli interventi artistici. Fra i primi artisti confermati Michele Mariano che realizzerà un campo di calcio di led in un bosco senza, naturalmente, danneggiare un solo albero; Michele Giangrande che, con l’aiuto dei bambini, realizzerà due grandi installazioni con i cartoni da imballaggio; e, infine, Andrea D’Amore che realizzerà un forno nelle grotte di San Zaccaria, invitando la popolazione ad una raccolta di alimenti commestibili selvatici durante la passeggiata verso il luogo di incontro.

E fra le incursioni poetiche notturne di Vincenzo Costantino Cinaski, le magie surreali e grottesche del Mago Wonder, le altre lezioni della Libera Università dei Ripetenti, il concerto-omaggio al vento lungo il sentiero della Cupa di Fabio Mina, il liscio di Tonuccio e B-Folk, lo Sponz Fest si chiude l’ultimo giorno con lo spettacolo “Mefite”, visione del mondo degli inferi, il mondo “di sotto”, ad opera del Teatro delle Albe e con la Festa de Folli nella splendida Abbazia del Goleto, concerto medioevale di Giovannangelo De Gennaro per celebrare il gran rovesciamento finale, quello in cui gli ultimi saranno i primi. Praticata nel tardo medio evo, la Festa dei Folli trova la sua origine nei Saturnali, ed era uno dei rituali di rinascita e rinnovamento in cui l’ordine delle cose veniva capovolto. I monaci per l’occasione si liberavano dalla loro “pelle”, la loro funzione, per dedicarsi a tutti gli eccessi che normalmente gli erano interdetti.

“Ecco avverato dunque il desiderio di rovesciare il mondo. Fare della necessità un balocco. Fare della morte vita. Sponzarci, imbevuti di nuovo sapere, fino alla fine dell’ultimo giorno, e che, una volta usciti da questa settimana di ri-creazione, sia davvero un nuovo inizio” – come scrive e si augura il direttore Vinicio Capossela.


ARIANO FOLKFESTIVAL (Ariano)


Lontani dal mainstream e dall’omologazione, vicini a tutti i suoni del mondo. Ariano Folkfestival - tra i più interessanti appuntamenti europei dedicati alla world music - torna dal 17 al 20 agosto ad Ariano Irpino,terra di confine in Provincia di Avellino posizionata tra Campania, Puglia e Basilicata, per la sua XXII edizione.

Con alle spalle oltre 20 anni di storia, il Festival ha ospitato oltre 250 band provenienti da 20 diverse nazioni con nomi del calibro di Calexico, Gogol Bordello, Vinicio Capossela, Goran Bregovic, Bombino, Instituto Mexicano del Sonido, Balkan Beat Box e Tony Allen, Seun Kuti + Egypyt 80, Alborosie, Dubioza Kolektiv, le A-Wa, la Fanfara Tirana e tanti altri.

Tra folk e cumbia, rap e hip hop, incursioni di jazz ed elettronica, la parola d’ordine di questa edizione è sperimentazione.

Ad aprire il Festival, giovedì 17 agosto, è La Yegros (Mariana Yegros all’anagrafe), per la prima volta in Italia. Arriva dall'Argentina, ma ormai la sua anima è divisa tra Buenos Aires e il sud della Francia. Conosciuta come "La Regina della Nu Cumbia", il soprannome è più che mai calzante, meritato a suon di concerti grazie a quella che The Fader definisce “una voce spaziale” e The Indipendent “dagli effetti vocali precisissimi”. La sua musica è sempre vivace ed eclettica, con il lato fresco e spontaneo della cumbia contemporanea tradizionalmente dominata dagli uomini, rielaborata sapientemente con il folk e l’elettronica. Con il primo album “Viene de mi” conquista l’attenzione delle maggiori testate internazionali (NPR e Libération tra le tante). Con il secondo, "Magnetismo" (famiglia Soundway Records) accresce la sua popolarità e partecipa ai più prestigiosi appuntamenti musicali, arrivando a 15 tour internazionali negli ultimi due anni.
La stessa sera sul palco La Inedita, dal Perù. Uno stile e un genero unico, di cui i quattro componenti sono inventori e detentori: il chichamuffin, una fusione di chicha (la tradizionale cumbia peruviana), reggaemuffin e dancehall con sottili tracce di hip hop. Il Perù che incontra la Giamaica in un fuco di energia e creatività.
Semplicemente “euforici” per il New York Times, i Puerto Candelaria sono la più innovativa, controversa e audace proposta musicale dalla Colombia degli ultimi decenni. Un’esplosione di suoni tra underground rebel cumbia e colombian style jazz che attraversa i confini e rompe ogni schema. Un immaginario dove non esiste solo la musica ma anche il teatro, la danza e l’umorismo, con una capacità di raccontare ironicamente le assurdità e le contraddizioni della Colombia. Hanno ottenuto record impensabili per la scena musicale indipendente, suonando in più di 80 città in tutto il mondo.

Venerdì 18 agosto si viaggia tra Africa, Sud America e Russia. La leggenda della musica afro (parola di Gilles Peterson) Orlando Julius divide il palco con gli inglesi The Heliocentrics, band di culto capitanata da Malcom Catto e Jake Ferguson, ad Ariano dopo lo straordinario successo di critica ottenuto dalle loro recenti esibizioni live e con il nuovo album A World of Masks, il loro quarto, uscito il 9 giugno. Un album che si eleva altissimo, fluttuante nel cosmo tra jazz futuristico, psichedelia, Krautrock uniti ad alcuni elementi esotici.

Tra le immense cattedrali e i villaggi solitari e più remoti della Russia vi portano gli Oligarkh. Arrivano da San Pietroburgo e la loro musica si sovrappone alle immagini per un’affascinante esplorazione della cultura urbana contemporanea. Cancellano i confini tra l’antico e moderno, esplorano la memoria popolare profonda e i canti ortodossi, si muovono abilmente tra folk ed elettronica. L’ultimo EP “Stand Up and Go” è uscito a febbraio.

I ritmi del Brasile salgono sul palco con i 10 strumentisti che compongono Bixiga 70: provengono dalla scena jazz e d’avanguardia di San Paolo e li accomuna la passione per la musica di Fela Kuti. L’originale progetto artistico li vede mescolare l’afro-beat con il funk americano e la cumbia, condito da echi di reggae, ritmi latin e brillanti intuizioni sonore.

Sabato 19 agosto spetta al “Re dello Swing”, Emanuele Urso and his big band (clarinetto, 4 trombe, 2 tromboni, 5 sassofoni, pianoforte, chitarra, contrabbasso e batteria) incantare Ariano. E’ un progetto musicale nuovissimo: ripropone gran parte degli arrangiamenti scritti da Fletcher Henderson per Benny Goodman, un grande repertorio di cui è venuto in possesso grazie a una donazione privata. Rappresenta la vera essenza del jazz, quel jazz che nel 1938 per la prima volta è entrato nelle sale da concerto.
Dall’Ucraina, pronti a far scatenare il pubblico, arrivano gli OT VINTA: inventori e fondatori di uno stile musicale unico e originale, l’Ukrabilly. Hanno fan in tutto il mondo, dal Giappone all’Olanda. Il segreto del loro successo? Due parole: energia positiva e umorismo.
“La musica cresce, che la festa inizi”. Più che un motto, uno stato d’animo quello dei Kumpania Algazarra, band portoghese nata nelle strade di Sintra, il resto del mondo nello zaino per crescere e raccogliere ogni nuova vibrazione. Il loro stile gitano unito ai battiti balcanici accende la passione per il ballo e la vita, muovendosi tra folk, ska e reggae in un ritmo incontrollabile ed energico.

Non solo musica il 20 agosto, ma anche pensiero e riflessione con Moni Ovadia Stage Orchestra (già Theatre Orchestra). Moni Ovadia - regista e autore teatrale bulgaro, cantante e interprete di musica etnica e popolare - fondò l’orchestra 20 anni fa nell’intento di mettere in scena la musica non solo attraverso la composizione e l’esecuzione, ma anche e soprattutto attraverso il corpo dei musicisti. La definizione di “orchestrina dell’esilio”, scelta da Ovadia, trae origine dalla vicenda tragica e paradossale delle orchestrine dei lager nazisti. I musicisti internati, raggruppati a caso dal destino comune della deportazione, vissero l’orrore del “privilegio” di essere simultaneamente testimoni e vittime dell’abisso.

Di base a Londra, gli Ephemerals sono ad Ariano domenica 20 agosto, unica data italiana del tour estivo. Fanno soul come non lo avete mai sentito, che spazia tra elementi di jazz, rock e hip hop. I loro testi non hanno paura di affrontare temi importanti: la depressione, la politica, la filosofia e l’amore. Le loro canzoni hanno affascinato tutti: dall’inglese BBC alla francese Radio Nova passando per l’olandese Radio 6. Scrittore e leader del gruppo è Hillman Mondegreen, che ha prodotto e scritto pezzi per Hannah Williams & The Tastemakers. Il loro ultimo album, "Egg Tooth", è uscito ad aprile, mese in cui uno dei loro brani è stato eletto “canzone del giorno” da La Stampa.

Stefan Hantel, in arte Shantel, poliedrico musicista e produttore tedesco con origini divise tra Romania e Ucraina, è il l’imperatore di un magico mix tra musica dell’Est e battito hi-tech, conosciuto soprattutto per i lavori con la sua orchestra gitana Bucovina Orchestra. Dalla sua vanta premi e riconoscimenti internazionali: con l’album "Bucovina Club Vol. 2" è stato votato miglior album dell'anno dalla rivista inglese Songlines, e ha avuto ampie citazioni sulle bibbie della musica Rolling Stone e NME.

Chiude la line up l’esplosione di energia e felicità dei La Pegatina, gruppo spagnolo di ska e rumba. Un curriculum denso: hanno suonato in 24 Paesi (Dal Messico all’Argentina, dal Giappone al Canada), per oltre mille concerti in soli 14 anni.

Ogni serata di Ariano Folkfestival si conclude con un dj set. Si alterneranno alla consolle Lord Sassafrass; Dj Panko; Scrachy sound; Andy Loop e Abel Gypsy, pronti a farvi ballare fino a tarda notte.


VILLA PENNISI IN MUSICA (Acireale)

Ad Acireale dal 2 al 13 agosto una kermesse musicale unica in Italia che coniuga grande musica, architettura, design ed eco-sostenibilità.Anche quest'anno Villa Pennisi in Musica offre una visione diversa e di quello che è un Festival estivo con la sua formula di “cantiere musicale” che unisce una Summer School nella quale sono affrontati tutti gli aspetti relativi alla formazione di professionisti della musica dal vivo e un Festival di Musica.


La novità di questa edizione – in collaborazione con SAC, società che gestisce l'aeroporto di Catania - è #DestinazioneClassica, un ciclo di quattro mini-concerti, eseguiti da formazioni cameristiche internazionali ospiti di VPM17, sullo sfondo delle architetture contemporanee del terminal. In programma, brani di autori europei legati ad alcune destinazioni dei voli del giorno.

Il festival infatti apre il 2 agosto con Ilaria Graziano e Francesco Forni, giovane duo napoletano acclamato da pubblico e critica in un concerto a Santa Maria La Scala, frazione sul mare di Acireale in una cornice mozzafiato sul porticciolo del piccolo borgo. Si prosegue il 3 agosto con i Solis String Quartet in piazza Duomo e il loro progetto Vesevus, una rilettura del repertorio napoletano del Cinquecento e del Seicento che ne rispetta le melodie, ma ne aggiorna armonie e ritmi con gusto di derivazione di volta in volta jazzistico, folk, cameristico e contemporaneo.

Dal 4 al 7 agosto una serie di concerti di classica sparsi per la città. L’8 agosto ci sarà l’inaugurazione della struttura ReS - fulcro del workshop di ArchLAB di VPM - con la messa in scena del Combattimento di Tancredi e Clorinda ad opera dell'Ensemble Alraune, sulla scia delle celebrazioni per i 450 anni della nascita di Claudio Monteverdi. Il 9 agosto docenti e studenti insieme sul palco in un programma eclettico da Bach a Cage, mentre il 10 agosto Fabien Thouand - primo oboe della Scala e docente dei corsi di VPM presenterà suo disco Deutsche Grammophon accompagnato al pianoforte da Andrea Rebaudengo.

L’11 agosto Michele Campanella che ha appena inciso la Sonata di Listz in si minore per la prima volta nella sua lunghissima carriera, presenterà il suo ultimo CD (VDM records). Il 12 agosto il Sestetto Stradivari si esibirà in una serata dedicata a Strauss e a Pirandello, con la partecipazione dell'attore Fiorenzo Madonna che interpreterà la novella Stefano Giogli, uno e due, ideale ponte tra Capriccio e Metamorphosen di Strauss. Chiude la nona edizione del festival, il 13 agosto, Ezio Bosso, pianista, compositore e direttore d’orchestra di grande versatilità, ospite per la terza volta a VPM, questa volta con il programma Carta Bianca a Ezio Bosso insieme agli studenti del suo corso di interpretazione Musica Libera e con gli altri artisti di VPM.

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