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Tony Hadley è uscito dal gruppo - Le 10 canzoni cult degli Spandau Ballet

La notizia è stata data su Twitter dalla prodigiosa voce della band leader del movimento New Romantica negli anni Ottanta

Gli Spandau Ballet nell'ultimo tour insieme

Gabriele Antonucci

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Gli Spandau Ballet, gruppo-simbolo degli anni Ottanta, non potranno più contare sulla prodigiosa voce di Tony Hadley.

La sua dichiarazione su Twitter di poco fa non lascia dubbi: "A causa di circostanze che non dipendono dalla mia volontà, è con grande dispiacere che devo annunciare di non essere più un membro degli Spandau Ballet e che in futuro non mi esibirò con la band".

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I motivi della clamorosa rottura sono ancora poco chiari, ma pare che siano da addebitare a divergenze di vedute artistiche tra lo stesso Hadley e Gary Kemp, il vero leader degli Spands nonché autore della maggior parte delle canzoni, che avrebbe voluto incidere a breve dei nuovi brani con la band al completo. 

E' uscita da poco anche una nota ufficiale degli Spandau Ballet, che recita: "Con nostra grande frustazione, Tony ha chiarito a settembre del 2016 che non avrebbe più voluto lavorare con la band. La situazione da allora non è cambiato e quelli del 2015 restano i nostri ultimi concerti insieme a lui. Così abbiamo deciso los tesso di continuare come band".

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Tony Hadley è atteso in Italia da due concerti estivi: il 15 luglio al Valmontone Outlet(evento gratuito) e il 26 luglio all’Arena Sant’Elia di Cagliari.

Trent’anni fa, intorno ai Duran Duran e agli Spandau Ballet, si scatenarono fenomeni d’isteria collettiva che non si vedevano, in modo così virulento, dall’epoca dei Beatles e dei Rolling Stones. Il tempo ha dimostrato che, oltre alla forma, c’era anche sostanza nella loro musica.

Pur classificati in modo semplicistico come boy band, etichetta che fu affibbiata anche ai Beatles, gli Spandau Ballet sono  un gruppo che non è stato assemblato a tavolino per avere successo, ma che ha conosciuto un lungo periodo di gavetta, tanti concerti in piccoli club, numerosi cambi di nome, la ricerca di una identità musicale fino all’exploit, nel 1983, dell’album True, trascinato dall’omonimo singolo.

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A un ascolto più attento, la loro musica è meno semplice di quello che può sembrare, basti pensare all’importanza del sax di Steve Norman, abile anche nelle percussioni, e delle tastiere di Toby Chapman, sesto componente ufficioso degli Spandau. Le loro canzoni sono la dimostrazione che il termine pop non è una parolaccia, qualora venga declinato con gusto e con qualità.

I punti di forza della band inglese sono la potente voce di Tony Hadley e  le melodie  composte dal chitarrista Gary Kemp, un dualismo non sempre facile che ha portato alla rottura della band nel 1989 per screzi relativi ai diritti delle canzoni.

Grazie alla preziosa opera di mediazione del batterista John Keeble, i cinque componenti del gruppo si sono ritrovati nel 2009 per intraprendere il fortunatissimo Reunion Tour, che ha registrato ovunque sold out, cui ne è seguito un secondo nel 2015.

Nel 2014 è stata pubblicata la raccolta The Story: The Very Best of Spandau Ballet, con tre canzoni inedite.Per realizzare i nuovi brani è stato chiamato il mago dei suoni Trevor Horn, che ha prodotto gli album di Simple Minds, Frankie Goes To Hollywood , Pet Shop Boys, Propaganda, Genesis, Paul McCartney e Mike Oldfield. Il risultato della loro collaborazione si può apprezzato nel singolo This is the love, che strizza l’occhio al sound patinato degli anni Ottanta.

 

Ecco i 10 brani fondamentali degli Spandau Ballet, che hanno contribuito in modo determinante ai 25 milioni di dischi venduti, un numero che continua a crescere di anno in anno.

1) Through the barricades: La tormentata storia d’amore tra una  ragazza e un ragazzo di religione opposta nell'Irlanda del Nord, martoriata dalla guerra civile tra cattolici e protestanti, è protagonista di questa splendida ballad, una delle migliori canzoni degli anni Ottanta.  Gary Kemp fu ispirato dalla tragica morte di un amico della band, Thomas Riley, ucciso a Belfast da un poliziotto il 9 agosto 1983.


2) True: Ispirata alle sonorità suadenti di Marvin Gaye, citato anche nel testo, True è una delle canzoni più famose degli Spandau Ballet. Una melodia contagiosa, coverizzata innumerevoli volte e campionata anche in un brano hip hop del 1991, Set adrift on a memory bliss dei P.M.Dawn, nel cui video ha un cameo Tony Hadley.


3) Gold: Il segreto di un brano pop di successo è un refrain contagioso e Gold ne è un perfetto esempio. Non a caso la canzone viene proposta nei concerti degli Spandau Ballet  come ultimo bis, proprio per elettrizzare il pubblico. Il ritornello è un concentrato di autostima a presa rapida: “Oro/Credi sempre nella tua anima/Hai ottenuto il potere di sapere che sei indistruttibile/Credici sempre perché tu sei oro” .


4) I’ll fly for you: Un languido sax introduce il brano, dal sapore quasi jazzato, una dichiarazione d’amore che qualsiasi donna vorrebbe sentirsi dedicare. Mina ne ha realizzato una cover nell’album Fratelli Lumière del 1992.


5) Round & round: Un delicato video in bianco e nero ambientato in una scuola elementare, fino alla scena clou della recita scolastica, ha contribuito al successo della canzone, che esalta le doti vocali di Tony Hadley e che conferma le qualità melodiche di Gary Kemp.


6) Lifeline: L’amore è la nostra ancora di salvezza, canta Tony Hadley in questo brano festoso, che offre un accostamento insolito tra le tastiere anni Ottanta e le chitarre e i cori tipici della disco anni Settanta. Immancabile l’assolo di sax di Steve Norman.


7) To cut a long story short: Primo singolo degli Spandau Ballet, un electropop ipnotico e danzereccio che ricorda le sonorità dei primi Simple Minds e dei Depeche Mode ai tempi di I just can’t get enough.


8) Only when you leave: Canzone ricca di ritmo e di dinamica, dove Tony Hadley freme d’amore per una donna che sta per lasciarlo. Con tutte le fan che ha, si sarà consolato presto.


9) Highly strung: Un sostenuto funky-rock, nel quale si racconta la storia della piccola Jo, a cui hanno fatto il lavaggio del cervello e che ora stenta a ritrovarsi. Il video, patinatissimo, è un compendio dell’edonismo degli anni Ottanta.

10) Chant nr.1 (I don’t need this pressure on): Il soul e il funky hanno avuto un ruolo fondamentale nella formazione del quintetto. Chant nr 1 è la canzone più apertamente black della loro produzione, un trionfo di fiati, basso e percussioni. A chi sostiene che gli Spandau Ballet non sanno suonare, fategli ascoltare questo brano.

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