Gianni Poglio

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Non solo Woodstock. L'anno passato alla storia per il festival musicale più famoso ed iconico di tutti i tempi, ha regalato alla musica una manciata di dischi che hanno lasciato un segno indelebile. 

Ne abbiamo selezionati dieci fondamentali, album che ancora oggi sono un patrimonio inestimabile del catalogo delle case discografiche che li hanno pubblicati. 

1) Led Zeppelin - Led Zeppelin 

Il debutto di una delle più grandi rock and roll band di tutti i tempi, una pietra miliare. L'omonimo album degli Zep viene pubblicato il 12 gennaio 1969. Un disco nel segno del blues e di Willie Dixon (I can't quit you baby e You shook me). Tra i "classici" Communicaton breakdown, Dazed and confused e Good times, bad times.

2) Beatles - Abbey Road

Realizzato nel 1969 mentre la band era dilaniata da confitti di natura artistica ed economica, è l'ultimo album in studio inciso dai Fab Four. Let It Be (pubblicato nel maggio del 1970) contiene infatti pezzi registrati prima del gennaio 1969. Abbey Road è l'album di canzoni epocali come Come Together, Here comes the sun, Something e Because. La cover del disco, con i quattro sulle strisce pedonali di Abbey Road, è una delle più celebri e citate della storia della musica contemporanea. 

3) King Crimson - In the court of King Crimson

Un disco cult per generazioni di fan e musicisti. Il punto d'incontro mai realizzato prima tra jazz, progressive rock e musica classica. Apre l'album uno dei pezzi più rivoluzionari di sempre: 21st Century Schizoid ManLa cover fu disegnata da Barry Godber, Il dipinto utilizzato per l'esterno della copertina raffigura il volto di un uomo spaventato, con gli occhi spalancati mentre grida. Il volto rilassato, all'interno dell'artwork, è invece quello del Re Cremisi.

4) The Who - Tommy 

"So che non mi crederà nessuno, ma io sto davvero pensando di scrivere un'opera rock che abbia per protagonista un giocatore di flipper sordo, muto e cieco". Lo disse Pete Townshend, il chitarrista della band inglese, nel settembre del 1968. Una manciata di mesi dopo venne pubblicata Tommy, la prima vera opera rock di sempre. Un capolavoro senza tempo fatto di canzoni memorabii come Pinball Wizard, The Acid Queen, We're not gonna take it, I'm free, Tommy can you hear me?. 

5) Frank Zappa - Hot Rats

Un album geniale tra jazz fusion e rock. per inciderlo Zappa utilizzò le più sofisticate apparecchiature disponibili all'epoca. L'album venne infatti registrato su quello che Zappa descrisse come un "registratore a sedici piste casalingo", un prototipo costruito da un gruppo di ingegneri di Hollywood. Per molti critici il disco era figlio del sound creato da Miles Davis nel capolavoro Bitches Brew. Tra le perle di Hot Rats, Peaches en Regalia e Willie the Pimp.

6) Sly & Family Stone - Stand 

Un gioiello di soul-funky-rock e psichedelia, ancora oggi uno dei dischi più campionati dai produttori hip hop di tutto il mondo. Indimenticabili Don't Call Me Nigger, Whitey e Sex Machine. Stand ha venduto oltre tre milioni di copie diventando uno degli album di maggior successo di tutti gli anni Sessanta.

7) Miles Davis - In a silent way

Il disco trae il nome da un brano musicale composto dal pianista e compositore Joe Zawinul. La fusione tra il linguaggio del jazz e quello del rock è il trademark di un 33 giri che ai tempi dell'uscita suscitò reazioni contrastanti. Il critico Lester Bangs descrisse In a Silent Way come "il tipo di album che ti dà fiducia nella musica del futuro. Non è rock and roll, ma non è nemmeno nulla di così stereotipato come il jazz". Spettacolare il team che accompagnò Davis in sala d'incisione. Tra gli altri, Chick Corea, John McLaughlin, Wayne Shorter e Herbie Hancock. 

8) Pink Floyd - Ummagumma 

Uno degli album più visionari e psichedelici della band di Roger Waters e David Gilmour. Un doppio 33 giri registrato dal vivo (tra le tracce Astronomy Domine e Carfeul with that axe, Eugene)) e in studio. La parte live si riferisce alle esibizioni andate in scena al Mothers Club di Birmingham il 27 aprile 1969 e al Manchester College of Commerce il 2 maggio dello stesso anno. 

9) Creedence Clearwater Revival - Green River 

Uno dei grandi classici di fine anni Sessanta. Sull'onda del successo del precedente Bayou Country, la band di John Fogerty realizza il suo capolavoro. Lo stile della band tra country, blues, folk e rock and roll venne definito swamp rock, ovvero il rock della palude. Tra le canzoni che hanno lasciato il segno, oltre alla title track, il superhit Bad Moon Rising. 

10) Isaac Hayes - Hot Buttered Soul

Uno dei migliori album soul di sempre. Il disco si apre con Walk On By, il pezzo scritto da Burt Bacharach per Dionne Warwick nel 1963. Nella versione di Hayes la canzone si trasforma in una suite soul-funk orchestrale di 12 minuti. Straordinaria. Non da meno i 18 minuti di By the time I get to Phoenix con il leggendario speech iniziale. 

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