Renzo Rosso: "La nostra prima risorsa? L’Italia"

Parla il fondatore della Diesel

Renzo Rosso fondatore di Diesel – Credits: GettyImages

di Renzo Rosso, fondatore di Diesel e presidente della holding Otb. Ha acquistato prestigiose aziende straniere come Maison Martin Margiela e Viktor&Rolf, ma anche gioielli del made in Italy come Marni e Staff International. Con uno stanziamento di 5 milioni di euro sta contribuendo al restauro del ponte di Rialto a Venezia.

Sono a capo di un’azienda che è da sempre globale, e fin dall’inizio ho lavorato con manager di tutte le nazionalità. Oggi posso dire che i manager italiani che hanno fatto esperienze internazionali sono i più ricercati al mondo. Perché hanno una capacità creativa che altri difficilmente dimostrano, imbevuti di schematicità, scarsa astrazione, poco pensiero laterale. Noi siamo in grado di leggere un quadro nuovo in pochissimi secondi, adattarci immediatamente alla nuova situazione e dare risposte ricche di pensiero e sì, ricche di bellezza.

E chi ci ha educati a essere come siamo se non il nostro stesso Paese?

È l’Italia la nostra risorsa più importante, non dimentichiamolo mai. Grazie a un territorio bellissimo, a chilometri di costa, il mare, la montagna, e centinaia di città ciascuna con lingua, cucina, cultura e tradizioni diverse. Ma dove lo trovi al mondo un posto così? Abbiamo solo bisogno di imparare a far squadra, per rinascere. Essere più attaccati alla bandiera, e convincerci che per risolvere i problemi è intelligente coinvolgere gli altri, e non pensare sempre di combattere da soli, come particelle a sé stanti. Alla Camera della moda, grazie all’impegno di persone eccezionali come Patrizio Bertelli, Diego Della Valle, Paolo Zegna, Stefano Sassi di Valentino, finalmente lo stiamo facendo.

Abbiamo nominato un nuovo amministratore delegato, Jane Reeve, e ci muoviamo con uno spirito unitario dopo che per anni ognuno ha pensato per sé, con lo scopo di far tornare la moda italiana, come industria intendo, al posto che le spetta. Pensando possibilmente non solo ai grandi brand ma anche all’imperdibile tessuto artigianale che le gira intorno, un’altra ricchezza che ci invidiano tutti. Dicono che siamo il secondo Paese per manifattura in Europa. Io cerco di dare il mio contributo col progetto "C.A.S.H.", un’idea bellissima che funziona così: grazie a un accordo con Bnl e Pnb Paribas permettiamo ai piccoli artigiani che lavorano con noi di accedere al credito alle nostre stesse condizioni, con un tasso d’interesse del 2 per cento. Per goderne, devono dimostrare di possedere certi standard qualitativi. Ma se lo fanno sono fuori dalla morsa creditizia, possono investire e ingrandirsi. In poco tempo, abbiamo creato un distretto di eccellenza.

L’Italia del "fatto bene" aspetta solo ossigeno per respirare. E quando vedo un politico di 39 anni che va in Europa a dire calmi, l’Italia non si lascia assegnare i compiti, lo sappiamo da soli cosa c’è da fare, divento ancora più ottimista. Mi piace il nuovo presidente del Consiglio, per lo spirito che dimostra. Con la speranza che sappia liberarci da questa maledetta burocrazia: guidati bene, gli italiani possono diventare uno dei popoli spirito-guida del mondo.

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