Papa Bergoglio: prospettiva missionaria globale o rivoluzione teologica? Ne parliamo sul nuovo Prometeo
La copertina del nuovo numero di prometeo
Papa Bergoglio: prospettiva missionaria globale o rivoluzione teologica? Ne parliamo sul nuovo Prometeo
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Papa Bergoglio: prospettiva missionaria globale o rivoluzione teologica? Ne parliamo sul nuovo Prometeo

E' in edicola il nuovo Prometeo, con un numero ricco di spunti critici e approfondimenti

È in edicola Prometeo di marzo, il trimestrale di scienze e storia della Mondadori. È un numero ricco di spunti critici e approfondimenti, ne segnaliamo in particolare quattro. Lo psicobiologo Alberto Oliverio compie un itinerario alle radici della creatività dal punto di vista delle funzioni nervose e cognitive, oltre che dell’influenza della vita familiare e ambientale, offrendo numerosi esempi (anche storici) di persone e personaggi creativi. L’antropologo Nicola Gasbarro presenta la figura di Jorge Mario Bergoglio («Un Papa che viene dalla fine del mondo”) e trae una prima riflessione del suo pontificato, ravvisando nella sua azione (e nel suo successo) più una prospettiva missionaria globale che non una vera rivoluzione teologica. Valerio Castronovo, storico e direttore scientifico di Prometeo, analizza l’attuale performance cinese e i suoi diversi fattori con inediti richiami al passato, quando la Cina era il Celeste Impero e la sua economia era preminente rispetto a quella europea. Il saggista Sandro Gaudenzi propone una lunga e articolata indagine su Galileo e la ricerca della verità, tra tecnoscienza e intolleranze della Chiesa.

Tra gli altri interventi: un articolo del medievalista Franco Cardini, che riflette su presupposti e processi con i quali si è formato l’immaginario del fantastico e del meraviglioso nel Medioevo; uno sguardo sulla (bella) figura di Gian Maria Volonté, artista globale di cui Maria Procino ha riordinato l’archivio; un bilancio sui trent’anni di tragica convivenza mondiale con l’Aids e con il più scaltro dei retrovirus, quello dell’HIV, attraverso l’analisi della patologa Giovanna Flamini; una sinuosa ricostruzione sull’etica del viaggiare nella storia e nella letteratura, a cura di Gabriella Piroli; un’arguta dissertazione sul concetto di infinito di Fabrizio Pisacane. L’inserto iconografico del numero, curato da Pepa Sparti, è particolarmente affascinante ed è dedicato ad Amedeo Modigliani e ad altri artisti “maledetti”. 

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