The days of Disco

Un’intervista esclusiva di Flair, in edicola con Panorama di questa settimana : Nile Rodgers, Re Mida della discografia, racconta la golden age degli Anni 70, dal mitico Studio 54 di New York a personaggi-icona come Grace Jones e Diana Ross.

Gianni Poglio

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«CINQUE ANNI senza dormire. Dal 1974 al 1979 non credo di essermi mai addormentato nel mio letto. Quando mi si chiudevano gli occhi crollavo sul divanetto di qualche bar a Manhattan o sui sedili in fondo all’autobus del tour. Non era male la vita di un disco freak». Nile Rodgers c’era quando lo Studio 54 era l’ombelico del mondo. C’era come mente degli Chic, la dance band più popolare ed influente di tutti i tempi, e c’era come Re Mida della discografia Usa nella veste di produttore delle disco-queen più sexy dell’epoca: Diana Ross, le Sister Sledge, Sheila & B. Devotion.

«La disco revolution è stata caos, anarchia e liberazione sessuale. Il suono e la voce di una scena underground che in una manciata di mesi ha conquistato l’establishment e scardinato i meccanismi del business. Il primo genere di musica-lifestyle davvero trasversale. Nei dancefloor di Manhattan c’erano bianchi, neri, asiatici, gay, transessuali, latinos e drag queen. Tutti nello stesso posto. Working class, emarginati e celebrities fianco a fianco, uniti dal culto della mirror ball», rievoca Mister Rodgers….

 

L’intervista con Nile Rodgers, continua sul numero 9 di Flair in edicola con Panorama di questa settimana .

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