Michele Lupi

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Sorriso elegante, vortice di capelli rossi - Grace Coddington è l’icona assoluta delle fashion director e il suo nome è sinonimo di glamour. In parallelo, la modella Julia Hafstrom, grandi lentiggini e la freschezza dei 23 anni sul viso. Sono le protagoniste delle due copertine del Beauty Issue di Flair, il magazine di moda e attualità della Mondadori, in edicola dal 5 maggio. Rappresentazioni differenti dello stesso totem, la bellezza, a cui è dedicato il nuovo numero. Che cos’è la bellezza, infatti, se non qualcosa di “plurale”, che prende forma in modi inaspettati, comunque seducenti, che lasciano il segno? «È qualcosa di puro e naturale. Io ho sempre cercato di privilegiare l’individualità della bellezza  femminile», dice Coddington nell’intervista esclusiva che le dedica Flair. Ma ogni protagonista ha una propria idea. «Conta essere diversi da tutti gli altri», è convinta Christina Hendricks, l’attrice della serie tv Mad Men, dalla sensualità maestosa. Mentre Christine Macel, curatrice della Biennale d’Arte di Venezia 2017, nella prima intervista rilasciata a una rivista italiana, per raccontarla parla del suo contraltare, la bruttezza. La bellezza è il sottofondo del racconto, in esclusiva, che lo stilista Karl Lagerfeld fa della sua moda come di se stesso: abiti, immagini di donna, ma anche il disvelamento di piccoli riti, di pregi e difetti. Sì, la bellezza è al centro della scena. Nelle anticipazioni beauty con i trattamenti come nei make up per la stagione calda. E ancora, è un’essenza, che può nascere da una nebulosa nello spazio o da un racconto di Jorge Luis Borges: sono alcune delle ispirazioni dell’alchimista dei profumi Julián Bedel, che Flair ha ritratto nella sua fabbrica-laboratorio appena aperta a Milano. La bellezza è anche antiromantica, come quella del Portfolio che la fotografa di beauty Donna Trope ha scelto per Flair. E la bellezza è anche a uso e consumo dei selfie: nella versione 2.0 di Amalia Ulman, star dei social che ha trasformato Instagram in un atelier capace di prendere in giro lo stesso fenomeno che condiziona le nostre immagini. Buona visione, buona lettura.

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