Flair: la grande bellezza è questa
Photography: COLLIER SCHORR. Styling Sissy Vian
Flair: la grande bellezza è questa
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Flair: la grande bellezza è questa

Sul numero 17 del magazine di moda e tendenze, come e perché sta cambiando il canone estetico

Sia che salvi il mondo (come ha scritto Fëdor Dostoevskij) oppure che rappresenti l’ultima difesa contro la studipità (come invece ha tagliato corto Karl Kraus), la bellezza e i suoi canoni sono una dimensione che accende la discussione. Il prossimo numero di Flair, in edicola dal 7 maggio a 3,50 euro, ha come filo conduttore questo tema dominante nell’attualità, e nelle sue “collisioni” creative con arte, fotografia, moda. In The Iconic Issue, la sezione che racconta i trend, scopre così guru che tengono insieme corpo e anima, teorici di un’estetica alternativa che difende le forme più morbide nel fisico e fotografi che hanno fatto dell’immagine femminile il loro punto di partenza – come Sam Haskins, che la manipola – o di arrivo, come Helmut Newton, che l’ha celebrata ironicamente nella forma di una donna-dea. Aiuta senz’altro a definire i confini di ciò che oggi è la bellezza, l’intervista a Conchita Wurst – in esclusiva per l’Italia, alla vigilia del primo album – la cantante che fa convivere nel suo personaggio un bellissimo corpo di donna, una bellissima voce e una bellissima barba.

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Ancora, due maestri della fotografia parlano del loro lavoro: Juergen Teller, che ha saputo rendere “quotidiane” le donne più affascinanti, e Peter Lindbergh che ha “contestualizzato” modelle-icona, quali Kate Moss, Naomi Campbell o Mariacarla Boscono, tra fabbriche abbandonate e non-luoghi. E anche la moda di questo numero si confronta con la bellezza: la splendida top model Edita Vilkevičiūtė viene ritratta da Collier Schorr in un’inquieta attività sportiva e Laurie Bartley attualizza un’abbronzatura estrema. Si riflette così su un punto cruciale del fashion system – il corpo, più o meno vestito, la sua forza, le sue debolezze. E tra le sue esclusive, Flair fa anche un ritratto-testimonianza di Giorgio Armani per i quarant’anni della sua maison, e intervista la talent scout del collezionismo russo Dasha Zhukova. La bellezza, ci ricordano questi personaggi, può abitare in un leggendario vestito sartoriale o in un’opera di un artista – solo per ora – non famoso. Buona lettura

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