Estati italiane

Cinquant'anni fa i ribelli contestavano il potere, oggi altri ribelli sono al potere. Confronto tra due stagioni calde per raccontare il Belpaese. Su Panorama in edicola il 19 luglio

Panorama copertina n. 31 19 luglio 2018

La copertina di Panorama n. 31, in edicola il 19 luglio 2018 – Credits: Panorama

Francescapaola Iannaccone

-

50 sfumature d’estate. Ci avviamo verso il primo agosto dell’era populista, tra tagli ai vitalizi, tweet urlati e reddito di dignità. Ma sono ormai ferie interinali come il lavoro, brevi e discontinue. Mezzo secolo fa, tra minigonne e serate al Piper, era tutta un’altra musica. 1968 e 20018: due stagioni a confronto per raccontare l’Italia. «Quella del 1968 fu un’estate da nuovi ricchi, questa sarà dei consumi contenuti. Flussi regolati, vacanze sobrie, consumi medi» ci ha detto Giuseppe De Rita, che ha fondato il Censis e a 85 anni studia ancora le abitudini e i desideri degli italiani. Allora, nel 1968, a Sanremo esordiva alla conduzione Pippo Baudo e in libreria arrivava "Cent’anni di Solitudine" di Gabriel García Márquez. Oggi, è l’estate della chiusura dei porti, dei selfie di Matteo Salvini, della fine dei vitalizi. La storia di copertina di Panorama in edicola il 19 luglio.

INCONTRO CON DANILO TONINELLI, MINISTRO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

Danilo Toninelli, ministro 5 Stelle, è «l’uomo forte» del Movimento nel governo, subito dopo Luigi Di Maio. Nella gestione della crisi sui migranti e i porti, è diventato anche l’uomo più a contatto con Matteo Salvini. A Panorama Toninelli racconta di quando ha visto il mare per la prima volta, a 16 anni. Della sua famiglia semplice. Del suo collega leghista dice: «Contrasti? Ho letto tante bugie, parliamo la stessa lingua». E spiega che al suo ministero non favorirà grandi opere ma grandi idee.

REPORTAGE: IL MESTIERE DELLE ARMI

Siamo andati tra le montagne del Bresciano, nella Val Trompia, dove c’è il distretto famoso nel mondo per i suoi 800 mila pezzi l’anno, tra pistole e fucili, da difesa ma anche per caccia e sport. La lobby delle armi? Ma quale lobby: qui il lavoro è vissuto come vocazione e disciplina. Una produzione di eccellenza artigianale che sfiora l’arte. In Val Trompia il fucile è il pane, la risorsa, il collante economico, storico, culturale di tutta la comunità. Un distretto che conta circa 30 aziende e 7 mila dipendenti, dove si producono 800 mila pezzi all’anno, il 90 per cento dei quali finisce all’estero, Europa e Stati Uniti. E dove la disoccupazione è inferiore al 4 per cento.

© Riproduzione Riservata

Commenti