Mobilità urbana, l'auto è comoda ma gli italiani cercano alternative
Mobilità urbana, l'auto è comoda ma gli italiani cercano alternative
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Mobilità urbana, l'auto è comoda ma gli italiani cercano alternative

I Baby Boomer amano la tradizione, i più giovani preferiscono il possesso alla proprietà di un mezzo: cresce l'apprezzamento per bici, monopattini e i servizi di sharing. Ma l'Italia è pronta a cambiare?

Dimmi l'età e ti dirò come ti muovi. Sembra una battuta da film ma non ci sono maghi né pozioni miracolose a determinare la sintesi, perché ogni generazione ha preferenze precise sulla scelta del mezzo di trasporto ideale per spostarsi in città. Gli over 60 viaggiano in auto, la fascia dei 40-50enni si dividono tra macchina e mezzi pubblici, mentre i più giovani passano con disinvoltura dalla metropolitana al car sharing e dall'autobus allo scooter condiviso. Tutti insieme, però, sono protagonisti della riscoperta delle due ruote, con la bicicletta compagna prediletta per i più attempati e i monopattini gettonati non più soltanto per l'ultimo miglio del tragitto casa-lavoro.

A fornire un quadro d'insieme sulle modalità degli spostamenti è la ricerca 'Italiani e mobilità urbana' condotto sulla propria piattaforma da Uber Italia, che ha coinvolto circa 300 connazionali di varie fasce d'età per provare a capire come si stanno evolvendo le abitudini sull'utilizzo dell'auto e dei mezzi di trasporto alternativi in rapporto ai percorsi cittadini per lavoro, studio e tempo libero. A livello generale, tenendo a mente anche il livello di anzianità della popolazione italiana certificato dal Censimento permanente della popolazione e delle abitazioni realizzato dall'Istat (un dato eloquente: nel 1951 c'era meno di un anziano per ogni bambino, oggi ce ne sono cinque), l'automobile resta il primo mezzo di trasporto nei contesti cittadini, anche se qualcosa potrebbe cambiare in futuro, poiché il ricorso alle quattro ruote di proprietà si riduce tra le generazioni più giovani.

Ne consegue, quindi, che a crescere è l'uso di mezzi pubblici (al di là degli effetti Covid-19 che soprattutto lo scorso anno hanno ridotto i passeggeri), inclusi taxi e servizio noleggio con conducente, oltre alle già citate bici agevolate dal bonus governativo, tra cui va segnalata l'impennata del segmento ebike, con un +44% rispetto all'anno precedente e 280.000 unità acquistate. Numeri che si devono in buona parte ai Millennial, la fascia 25-40 anni, la generazione che più di tutte sposa la visione green, cerca la sostenibilità e lotta contro le minacce ambientali, e di conseguenza limita il ricorso all'auto privata, guardando con curiosità verso altre soluzioni.

Se il mondo cambia, l'Italia resta sempre la patria dei motori. E se i Baby Boomer, la generazione del boom demografico degli Anni '50 del secolo scorso, sono l'espressione dell'amore per la tradizione, anche per i più giovani l'automobile è sinonimo di comodità, senza peraltro dimenticare i problemi che penalizzano tanti servizi di mezzi pubblici cittadini, portando gli indecisi al volante. Rovesciando il campo, invece, a favorire i mezzi alternativi rispetto alle vetture è la mancanza di parcheggi, con la relativa difficoltà e tempo perso per scovare un posto che disincentiva l'uso tra le fasce più attive (per il 70% dei Millennial e della Generazione Z è il freno principale). Un ostacolo universale, che non guarda l'età ma la collettività, sono i costi per l'acquisto e il mantenimento di un mezzo di proprietà, motivo che spinge in particolar modo le generazioni più giovani verso sharing, noleggio e le altre formule per l'uso senza possesso.

"I dati della nostra ricerca dimostrano che l'auto privata ha sempre minor presa nei confronti delle generazioni più giovani, pur rimanendo un mezzo di trasporto radicato nella nostra cultura, anche spesso a causa della mancanza di alternative efficienti per la mobilità in molte città italiane. Evidente è la crescita tra le preferenze degli italiani verso altri mezzi di trasporto, più ecosostenibili e utili a decongestionare il traffico dei centri città", dichiara a Panorama Lorenzo Pireddu, Uber Head of Italy. "In questo senso, noi cerchiamo di offrire diverse opzioni di trasporto mirate all'integrazione e all'estensione delle reti di trasporto pubblico, perni fondamentali per il futuro della mobilità nel nostro paese".

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