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Cultura

2020, un anno magico per il libro: uno dei pochi meriti della pandemia

L'e-commerce è cresciuto del 37%, gli audiolibri del 95%. E dopo il lockdown gli incrementi delle vendite sono stati miracolosi. L'incognita è il futuro

di Alberto Ottieri (ad Emmelibri, vicepresidente e consigliere delegato di Messaggerie Italiane)

Il mercato 2020 del libro, di carta e digitale, ha pareggiato il valore del 2019, con un calo del 2% del libro fisico, dovuto principalmente al Covid e al persistere dei vincoli di accesso alle librerie e alle chiusure dei centri commerciali nei weekend, che hanno ridotto l'afflusso delle persone e lo shopping fisico di tutti settori. Volano invece i dati dell'e-commerce e del digitale, soprattutto degli e-book (+37%) e degli audiolibri (+95%). Tutti i punti vendita legati al flusso turistico o di trasferimento interno (aeroporti-stazioni-autogrill) crollano invece del 90%, e qui la ripresa non è ancora iniziata.

Il pareggio 2020 delle vendite dei libri rispetto al 2019 è un fenomeno inaspettato soprattutto ripensando alle stime che venivano fatte ad aprile-maggio 2020, quando i cali di mercato raggiungevano il 45%. Nessuno a quell'epoca stimava che riaprendo le librerie nell'aprile dell'anno scorso, unico Paese al mondo che ha considerato le librerie un «bene essenziale» grazie all'intervento deciso del ministro della Cultura, Enrico Franceschini (confermato da Mario Draghi), le vendite di libri recuperassero quelle perse nei mesi orribili di marzo-aprile-maggio. Dal giugno 2020 in poi gli incrementi delle vendite di libri settimana dopo settimana hanno realizzato un piccolo, grande miracolo.

Nel settore si è consapevoli che l'utilizzo del tempo, in passato sempre più assorbito dagli smartphone (social-informazioni-messaggistica), dai viaggi, dal cinema o dal teatro, sia stato dirottato nella lettura di un buon libro. Molte distrazioni in meno hanno permesso al libro di emergere come uno dei leader dell'intrattenimento. Il libro a tutt'oggi è ancora una tecnologia «semplice» e poco costosa, ma soprattutto, come diceva Umberto Eco, «il libro fisico è come il martello: insostituibile».

In un recente convegno Internazionale via streaming, organizzato dalla Scuola per librai Umberto ed Elisabetta Mauri, e patrocinato da Messaggerie Italiane, sono intervenuti editori e librai dei principali Stati europei e anglosassoni. Con grande orgoglio abbiamo potuto constatare che, forse per la prima volta, l'Italia è stato il Paese innovativo e lungimirante nella promozione della cultura: ha finanziato editori e librai, e ha tenuto aperte le librerie in piena pandemia. Il libro e la libreria come «bene essenziale» hanno contraddistinto l'immagine dell'Italia nel mondo come quella di un Paese democratico, vitale e moderno.

Il 2020 è stato anche un anno ricco di novità editoriali, mai come ora tutti i grandi narratori contemporanei scrivono e pubblicano con vendite oltre le 100mila copie. La stanzialità forzata dal Coronavirus ha prodotto una grande creatività nella scrittura, e intanto altre forme di intrattenimento sono state bloccate, dalle produzioni di nuovi film alle rappresentazioni teatrali. Anche per questo, il tempo per leggere un buon libro è risorsa meno scarsa di prima.

Ma il vero terremoto nel mercato 2020 del libro fisico provocato dal Coronavirus è stata la velocità con cui le quote di mercato dei diversi canali di vendita si sono modificate. Da almeno 4-5 anni l'e-commerce e l'e-book crescevano a tassi relativamente moderati, attorno al 10-15% all'anno. In parallelo le vendite dei canali fisici resistevano in sostanziale stabilità. Con il Coronavirus l'esplosione dell'e-commerce ha fatto in un anno un quel che prima avrebbe realizzato in 5-6 anni, forse anche più. L'attuale quota di mercato dell'e-commerce del 40%, rispetto al 30% di un anno fa (e 10 punti percentuali in un mercato che vale 1,3 miliardi euro sono molti) significa una crescita vertiginosa che non sappiamo se continuerà, e per quanto. La domanda che tutti noi operatori del libro ci poniamo è: dopo il Covid tutto tornerà come prima o la svolta è per sempre?

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