Protocollo Cinema-Covid, le regole per riaprire i set
(Ansa, Paolo Salmoirago)
Protocollo Cinema-Covid, le regole per riaprire i set
Cinema

Protocollo Cinema-Covid, le regole per riaprire i set

Alcuni operatori dello spettacolo lanciano un documento con le soluzioni per favorire la ripresa delle produzioni cinematografiche e televisive. Ecco le misure al vaglio

La Germania si prepara a riaprire i cinema dopo lo stop per l'emergenza Coronavirus. Ancora non c'è una data ufficiale ma fervono i preparativi: le linee guida sono state già diramate. Svezia e Danimarca hanno riaperto i set per la produzione di film e serie tv, seguendo le regole del distanziamento ed escludendo le scene di massa. E in Italia? Ancora non c'è una data all'orizzonte ma è al vaglio un Protocollo Cinema-Covid, ovvero un prontuario per la ripartenza dei set. Sembra invece un orizzonte davvero lontano quello della riapertura delle sale cinematografiche, neanche nominate durante la conferenza stampa del premier Conte del 26 aprile e chiuse in tutta Italia dall'8 marzo (già dal 23 febbraio in Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia).

Cos'è il Protocollo Cinema-Covid

Il Protocollo Cinema-Codiv è un sistema di soluzioni pensato dai lavoratori del cinema per favorire, appena sarà possibile, la ripresa delle produzioni, bloccate dalla pandemia con tutti i danni economici che ne conseguono. È stato promosso da Co-Rent, società di noleggio condiviso di attrezzature cinematografiche, e messo a punto con Genoma films, Subwaylab, macaiafilm, Itaca Film, Consorzio Arca, la piattaforma Vimove, l'Associazione nazionale dei fotografi professionisti TAU Visual, Masbedo, Blueshape e Panatronics.

Nel sito appositamente creato, si legge: «Più tempo staranno fermi i set più problemi avremo con i palinsesti. Ricordiamo a noi stessi che senza i lavoratori dello spettacolo non esisterebbe tutto l'intrattenimento che oggi ci allevia la quarantena».

Cosa contiene il Protocollo

Il Protocollo pensa quindi a soluzioni documentali, pratiche lavorative, dispositivi di protezione individuale e sistemi di disinfezione studiati per le specifiche esigenze dei set da chi i set li fa e li conosce.

Si tratta al momento di una sorta di aggregatore di proposte a cui possono aderire con idee o suggerimenti tutti i soggetti che hanno a che fare con l'audio-visivo: società di produzione, noleggi, filmaker, associazioni di categoria, istituzioni e in generale tutti quei soggetti che diano un contributo diretto e concreto all'organizzazione di una produzione.

Alcune delle misure contemplate

Tra le misure ipotizzate, è previsto che, prima dell'inizio della produzione, vengano eseguiti test a tutta la troupe con almeno 15 giorni di anticipo. Dalla data del primo test tutti i soggetti sarebbero comunque tenuti a una quarantena stretta per evitare di infettarsi nel frattempo.
Ogni individuo dovrà poi comunicare eventuali innalzamenti della temperatura corporea. I test sierologici saranno ripetuti ogni 2 settimane.

Inoltre si propongono ritmi meno pressanti ed eventuali allungamenti della durata delle riprese. Sarà consentito girare solo in ambienti con una buona capacità di aerazione.
È assolutamente da scongiurare l'accesso al set a persone esterne alla produzione.

Per tutta la troupe è previsto di sottoporsi ogni mattina al controllo della temperatura corporea. Durante l'operazione tutti indosseranno le mascherine.

La macchina da presa non dovrà stare mai a meno di un metro dal soggetto. La camera verrà toccata solo ed esclusivamente da operatore e assistente.

Il Protocollo Cinema-Codiv è ampio e accurato e, si legge nel sito, «è stato sottoposto a diversi soggetti con competenze in ambito medico-epidemiologico e ne stiamo ottenendo supporto». Per ora, quindi, si tratta solo di una traccia. O forse una sorta di buon auspicio. C'è tanta voglia di ripresa. E di riprese.

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